Accappatoio

L’accappatoio: ecco un oggetto a cui è proprio impossibile rinunciare. A dire il vero qualcuno, di tanto in tanto, lo sostituisce con una grande tovaglia in cui avvolgere il corpo; il risultato però non è lo stesso. L’accappatoio infatti sembra quasi avvilupparci in un caldo abbraccio, l’ultima coccola prima di vestirsi, lasciare casa ed affrontare le fatiche della giornata. Ma non è ancora tutto.

C’è anche chi porta con sé l’accappatoio fuori casa: no, nessun legame con Linus ed i Peanuts, ci riferiamo semplicemente agli sportivi di ogni ordine e grado. Insomma: dopo una lunga e faticosa sessione di allenamento in palestra o qualche vasca in piscina, per il bene della collettività, è sempre meglio fare una doccia e quindi ricorrere al morbido abbraccio del nostro accappatoio. E poi ci sono le occasioni particolari: le feste a bordo vasca a casa di amici, i trattamenti in SPA, i viaggi e così via.

In poche parole l’accappatoio è un oggetto che tutti, prima o poi, abbiamo indossato o indosseremo. Per un motivo o per un altro perciò è sempre bene averne in casa qualche esemplare. L’ideale, a dirla tutta, sarebbe possederne diversi modelli in modo da poter far fronte ad un buon numero di esigenze differenti. Ecco allora tutto quello che c’è da sapere sugli accappatoi: contrariamente a quanto si è comunemente portati a credere non si tratta di un argomento banale e scontato, anzi, è semmai vero l’esatto contrario…

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Perché preferire l’accappatoio ad un telo bagno?

Qualcuno, lo accennavamo poco prima, sceglie di utilizzare il telo bagno in luogo dell’accappatoio. Si tratta di un’opzione sicuramente meno gettonata, ma comunque diffusa. Cosa possiamo dire agli irriducibili del telo bagno? Beh, che non sanno cosa si perdono. Innanzitutto l’accappatoio è decisamente più pratico rispetto ad ogni altra soluzione. Una volta indossato, esattamente come si farebbe con un paltò, l’asciugatura avverrà in tempi più che rapidi.

A volte poi non è nemmeno necessario strofinare sulla pelle l’accappatoio: questo assorbe da sé l’umidità e lascia libero il suo legittimo proprietario di dedicarsi ad altre faccende. Tale proprietà torna molto utile in parecchi casi, ma soprattutto quando si ha a che fare con bimbi particolarmente movimentati.

Altro piccolo particolare: chi fa la doccia in previsione di una piacevole serata fuori, spesso non ha la più pallida idea di come vestirsi. Il risultato? Ore trascorse a fissare l’armadio e nessuna decisione presa. Lo stesso iter, seguito con un accappatoio addosso, magari ci eviterà di beccarci un bel raffreddore. Il telo bagno, lasciando per definizione scoperte le spalle, non è di sicuro una garanzia in tal senso.

Confort

E poi c’è da dire che, soprattutto in inverno, l’accappatoio può regalarci un bel po’ di confort in più. Quando insomma, a malincuore, ci si convince ad uscire dalla doccia o dalla vasca da bagno dopo un prolungato contatto con l’acqua calda, l’ultima cosa che si vorrebbe è stare a spalle nude ad asciugarsi. Un accappatoio, proprio per il suo design, permette di accusare meno il contraccolpo e di sopportare meglio l’aria fredda che immancabilmente ci aggredisce una volta finito il “ciclo di lavaggio”.

In ultimo potrebbe anche capitare che, proprio quando si è sotto la doccia, suoni il citofono, il telefono o qualsiasi altra diavoleria che ci impedisca di vivere a pieno il nostro momento relax. Altro è indossare velocemente un accappatoio e quindi lanciarsi alla caccia del cellulare o rispondere ad improvvisi visitatori ed altro è avvolgersi alla meno peggio in una tovaglia. Il nostro caro accappatoio, soprattutto in questi frangenti, ci mette al riparo da incidenti imbarazzanti, la tovaglia no…

L’accappatoio perfetto: guida alla scelta

L’accappatoio perfetto esiste: basta solo saperlo scovare. Sì, perché di proposte sul mercato ce ne sono davvero tante e non sempre è facile barcamenarsi tra un così ampio numero di opzioni. A volte, persino gli habitué dell’accappatoio entrano un po’ in crisi e finiscono per comprare ciò che costa meno, che ha un colore più adattabile alle piastrelle del bagno e così via.

In questi casi l’esperienza d’uso non sempre sarà soddisfacente come immaginato. L’accappatoio va scelto infatti con cura, tenendo in considerazione tutta una serie di parametri selettivi. Quali parametri selettivi? Beh, tutti quelli che abbiamo elencato qui in calce; ovvio, no?

Il materiale

Gli accappatoi non sono tutti uguali, già a partire dal materiale scelto per realizzarli. Ci possiamo imbattere così nella spugna o nella microfibra, nel raso o nel velluto di cotone passando ancora per il cotone waffle, la microspugna, il lino o la canapa. Questo almeno quando si ha a che fare con soluzioni di uso comune.

Bazzicando per la rete può addirittura capitare di trovare qualche estroso prodotto intessuto di cristallo Swarovski! Ci sorge il dubbio che questo tipo di oggetto non possa essere pratico da utilizzare e da lavare quanto un comune accappatoio, siamo comunque certi che costi un occhio della testa. Tralasciando quindi le soluzioni “creative”, vediamo di concentrarci su quelle un po’ più “banali”. Qui di seguito esamineremo, materiale per materiale, le opzioni standard più diffuse.

La spugna

Scegliere la spugna di cotone significa scegliere un grande classico, la soluzione ad oggi più diffusa e più collaudata tra quelle proposte dai commercianti. Perché tanto successo? Beh, forse perché affidarsi a questo tessuto significa regalarsi un certo confort. Tale materiale, una volta a contatto con la pelle, restituisce infatti una sensazione piacevole e tende a conservare sul corpo il calore accumulato durante un bel bagno caldo. Inoltre la spugna, non è una novità per nessuno, assorbe bene l’umidità ed il bagnato e per giunta con una certa rapidità. Ma non è ancora tutto.

Questo materiale è resistente, facile da lavare, non necessita di stiratura ed ha una lunga aspettativa di vita. Ogni medaglia ha però un suo rovescio. Stavolta il rovescio è da ricercarsi nel volume occupato dal prodotto e nella progressiva perdita di morbidezza del tessuto. Sarà bene orientarsi su questa soluzione perciò soprattutto nel caso in cui si volesse acquistare un accappatoio per casa. L’ingombro così non sarà di certo un problema eccessivamente complicato da risolvere. Relativamente alla morbidezza però non possiamo che farcene una ragione…

La microfibra ed il micropile

La microfibra è una soluzione moderna, un’opzione che ha dato del filo da torcere agli amanti della spugna ad ogni costo. Il segreto di tanto successo risiede stavolta nella morbidezza felpata di questo tessuto. Avvolgersi in un accappatoio in microfibra o in micropile è un po’ come farsi abbracciare da un grande peluche.

Il potere di assorbenza, in entrambi i casi, è davvero elevato (ma la spugna da questo punto di vista è comunque migliore). Nonostante si tratti poi di tessuti sintetici (poliestere intrecciato con cotone di diverse qualità), la microfibra ed il micropile riescono a garantire una certa traspirazione della pelle.

Resistenti oltre ogni ragionevole dubbio, capaci di asciugarsi in tempi rapidi, sottili e leggeri, tali tessuti sono perfetti per affrontare la minaccia dei lavaggi molto frequenti. In genere questo tipo di accappatoi sono pensati anche per i viaggiatori incalliti o per chiunque sia costretto per forza di cose a trasportare con sé l’oggetto. Sportivi, vacanzieri ed assidui frequentatori di SPA, sono quindi gli utenti tipo.

Il raso

Il raso è stato spesso utilizzato per confezionare degli accappatoi. Dobbiamo dire però che tale scelta non si è mai rivelata una soluzione felicissima. Il potere di assorbimento di acqua ed umidità vantato dal raso infatti è praticamente nullo e la sua resistenza ai lavaggi lascia molto a desiderare. Si tratta insomma del classico accappatoio elegante, molto piacevole alla vista ed al tatto, ma da utilizzare in contesti diversi dal dopo doccia.

In molti, tanto per fare un esempio, scelgono questo prodotto per avvalersene al pari di una giacca da camera o come una vestaglietta da tenere indosso quando si sceglie quale abito sfoggiare durante la serata. A volte infine l’accappatoio in raso diventa un capo – lingerie. Insomma: comprare un prodotto del genere per asciugarsi dopo la doccia ha poco senso.

Il velluto di cotone

Passiamo poi al velluto di cotone. La sensazione che restituisce sulla pelle è quella del classico velluto ed è quindi piacevolissima. Questo abbraccio morbido ed avvolgente è capace di levarci di dosso una buona quantità di acqua. La spugna comunque da questo punto di vista resta ancora la soluzione più efficiente. Ed a proposito di spugna: l’ingombro è lo stesso se non addirittura superiore.

Non è raro inoltre riscontrare anche qualche difficoltà in più in termini di velocità di asciugatura del capo fresco di bucato. Pure in questo caso quindi possiamo dire che l’acquisto di un accappatoio in velluto è più che altro raccomandato a chi dell’indumento ha intenzione di fare un uso prettamente domestico.

Il cotone waffle (o a nido d’ape)

Il cotone waffle non ha niente a che fare con una golosa colazione. Esso è semmai un tessuto abbastanza leggero, contraddistinto da una certa potenza assorbente. Ancora una volta comunque dobbiamo dire che la resa della spugna è decisamente superiore, ma il cotone waffle sa di certo il fatto suo.

Poco ingombrante e delicato sulla pelle è un materiale che può in qualche modo adattarsi tanto alle esigenze domestiche quanto a quelle del viaggiatore o dello sportivo. In genere i centri benessere, proprio per la sua comodità e la facilità d’uso e di lavaggio, scelgono questo tipo di accappatoio per dare un po’ di confort ai loro clienti.

La microspugna

La microspugna è una sorta di via di mezzo tra la spugna e la microfibra. Si tratta di un connubio che genera una certa sensazione di morbidezza sulla pelle ma che al contempo rende il prodotto facile da lavare e da asciugare, leggero e maneggevole. Ottima soluzione da utilizzare tanto in ambienti domestici quanto fuori casa, a patto però di scegliere sempre una microfibra in cui sia presente una buona percentuale di cotone.

Il lino e la canapa

Queste soluzioni sono decisamente retrò. La canapa ed il lino si utilizzavano infatti parecchi decenni addietro, prima che qualcuno inventasse la spugna. Essa, affermatasi sul mercato agli albori del ‘900, ha progressivamente soppiantato il lino e la canapa. Ad oggi infatti esistono davvero pochissimi accappatoi realizzati a partire dalla lavorazione di questi materiali. Tra l’altro essi vengono utilizzati soprattutto in estate, quando del calore della spugna non si cosa farsene.

I tessuti qui in esame, come se ancora non bastasse, non sono capaci di garantire molti confort: sono spesso ruvidi al punto da poter irritare le pelli più sensibili. Inoltre il loro potere di assorbimento dei liquidi è decisamente limitato. Una qualsiasi tipologia di tovaglia realizzata in lino o in canapa dovrebbe essere lasciata ad asciugare al sole praticamente dopo ogni utilizzo. Insomma: optare per questa soluzione può andar bene magari in vacanza, quando ci si sposta nella casa a mare o quando si partecipa a qualche festa a bordo vasca. Per il resto è meglio desistere.

La chiusura

Una volta scelto il tessuto per il nostro accappatoio, possiamo dirci a metà dell’opera. Questo criterio selettivo riveste infatti una certa importanza dato che da esso dipende il confort provato nell’indossare l’indumento, la destinazione d’uso dello stesso e la facilità di conservazione e trasporto. Tuttavia ci sono anche altri elementi da tenere in considerazione, per esempio il tipo di chiusura previsto per l’oggetto.

In molti casi sull’accappatoio sono presenti due o più passanti attraverso i quali si muove una grossa cintura da legare in vita. In questo modo il capo d’abbigliamento non dovrebbe aprirsi sul davanti. Il corpo resterebbe quindi protetto dal freddo e la probabilità di incappare in qualche incidente imbarazzante sarebbe significativamente ridotta.

Se proprio la si volesse escludere del tutto però sarebbe meglio propendere per un sistema di chiusura a zip. In alternativa ci sono sempre bottoni ed automatici ma, se la taglia non è proprio adatta alla stazza di chi indossa l’accappatoio, in questo caso non ci si può ritenere del tutto al riparo da imprevisti. C’è da dire inoltre che le prime due soluzioni sono sicuramente più pratiche e veloci e che la cintura è, quasi per definizione, praticamente indistruttibile.

Cosa scegliere? Beh, molto dipende dall’uso che si ha intenzione di fare dell’accappatoio. Chiaro è insomma che adoperandolo soltanto in bagno e soltanto per asciugarsi va bene un po’ qualsiasi cosa. Se si ha l’abitudine di gironzolare per casa così abbigliati forse è meglio optare per la zip. Bottoni et similia invece sono probabilmente da considerarsi come l’ultima spiaggia, la proposta da accettare quando non si trova niente di meglio da acquistare.

La taglia

L’accappatoio, esattamente come un bel vestito, deve calzare a pennello. Alcuni poi preferiscono acquistare una taglia decisamente più ampia rispetto a quella abituale. Si tratta degli amanti dell’accoccolamento, di coloro i quali insomma amano sentirsi protetti e confortati da un caldo abbraccio post doccia.

In effetti comprare un prodotto più ampio del necessario può essere una buona idea: in questo modo sarà più comodo tenere indosso l’accappatoio anche fuori dal bagno, le chiusure funzioneranno meglio ed in caso di zip si sarà sicuramente meno limitati nei movimenti. Inoltre scegliere una taglia più grande rispetto al necessario darà modo a tutta la famiglia di utilizzare lo stesso accappatoio. Quest’ultima è un’esigenza di molti dato che spesso i bagni sono poco spaziosi e che i cassetti non bastano a contenere tutte le cose che, giocoforza, finiamo per accumulare in casa.

La lunghezza

Importante è anche valutare la lunghezza dell’accappatoio. In molti casi questo può lambire appena il ginocchio, in altri può avvolgere il corpo un po’ come un abito talare e raggiungere perciò caviglie e polpacci. Non possiamo dire che una soluzione sia sicuramente migliore rispetto all’altra: ancora una volta molto dipende dal modo che si ha di utilizzare l’accappatoio.

In linea di massima i modelli più corti sono comunque i preferiti da donne e sportivi. Le lunghezze medie sono quelle più diffuse a prescindere dal sesso o dal tipo di impiego che si intende fare del proprio accappatoio. Le lunghezze considerevoli invece sono ben accette a chi soffre il freddo ed ai signori uomini in generale.

Il colore e la texture

Scegliere il colore di un accappatoio significa perdersi in un arcobaleno di cromie. Stesso identico discorso vale per le texture. Molti, soprattutto se l’accappatoio è destinato ad un uso prettamente domestico, scelgono basandosi sul loro senso estetico o magari abbinando il prodotto alle altre tovaglie del bagno o alle piastrelle ed ai pavimenti della stanza.

Qualcuno invece opta a priori per i colori scuri dato che le tinte pastello ed il bianco candido tendono a sporcarsi con una certa facilità. Chi poi frequenta palestre, SPA o luoghi in cui è facile confondere il proprio accappatoio con quello di altri propende sempre per la massima personalizzazione possibile: sì quindi in questi casi a tinte fluo o a colori decisamente indefinibili oppure ancora a texture particolari, buffe e sicuramente inconfondibili.

Gli accessori

Anche un accappatoio porta in dote il suo corredo di accessori. In genere si tratta della cintura da lasciar scorrere attraverso i passanti, delle tasche e del cappuccio. Della cintura però abbiamo già parlato in precedenza e non ci interessa quindi rivangare vecchie informazioni. Alle tasche invece non abbiamo dedicato neanche un rigo del nostro articolo.

Rimediamo allora dicendo che si tratta di accessori molto comodi, utili per riparare le mani dal freddo mentre si sceglie cosa indossare dopo il bagno o per portare sempre con sé cellulare, occhiali e piccoli oggetti che purtroppo siamo costretti a tenerci addosso anche quando addosso abbiamo poco e niente. La scelta di un accappatoio con tasche è sempre preferibile, soprattutto quando si ha l’abitudine di indossare questo capo d’abbigliamento per lunghi lassi di tempo, fuori dal bagno e fuori da casa.

Il cappello è invece un accessorio pensato per riparare la testa ed i capelli dall’aria gelida che immancabilmente attraversa il bagno quando si è nudi. In qualche modo poi può essere utile ad asciugare sommariamente le chiome e comunque a non lasciar gocciolare sul pavimento appena pulito acqua, sapone e quant’altro.

Si tratta di un accessorio senza dubbio comodo e che comunque può essere utilizzato all’occorrenza. Alcuni però preferiscono non averlo a disposizione dato che, magari sedendosi sul letto o sul divano, può creare un minimo di spessore dietro le spalle e dare quindi un po’ fastidio sul lungo tempo.

Certi prodotti poi, spesso in microfibra, sono corredati da una pratica sacca per il trasporto che permette all’accappatoio di arrivare sano e salvo a destinazione, senza sporcarsi e senza rimanere impigliato in qualcosa che lo sfilacci. In alcuni casi la sacca è addirittura parte dell’accappatoio: basta ripiegare l’indumento su sé stesso ed infilarlo in una sorta di grande tasca cucita sul retro per trasformare il tutto in una pratica borsetta. Addio perciò anche ai problemi di spazio. Che altro pretendere da un accappatoio?

Prezzi

Cerchiamo di capire adesso quanto costa un accappatoio. Per dovere di cronaca dobbiamo dire che esistono dei prodotti davvero molto economici. Ci sono casi in cui con 10/20 euro si riesce a concludere l’acquisto. Il problema è quello che ci si porta a casa. A queste cifre infatti è molto probabile che si compri qualcosa che si sbrindelli al primo lavaggio in lavatrice o che non faccia bene il suo lavoro.

Ci sono poi anche dei modelli particolarmente costosi magari perché realizzati con materiali pregiati (vedi gli intarsi Swarovski), griffati e quant’altro. Il costo di questi oggetti lambisce e supera il migliaio di euro. A nostro modesto parere spendere tanto per un accappatoio è decisamente una follia e non consiglieremmo a nessuno di scegliere un prodotto tanto costoso (immotivatamente peraltro).

L’idea quindi sarebbe quella di acquistare un indumento di buona qualità, destinato ad assolvere alla sua funzione ma senza sfoggiare chissà quali ricchezze particolari. Per un prodotto di livello così concepito basterà sborsare dalle 50 alle 100 euro, cifre sicuramente più abbordabili. Se poi si è in cerca di un articolo di discreta qualità che comunque non sia destinato a durare nei secoli ci si può accontentare anche di un accappatoio da una trentina di euro o giù di lì: con le giuste attenzioni anche lui farà bene il suo lavoro (almeno per un po’).

Accappatoio per i bimbi e neonati

Adesso proviamo a descrivere velocemente un accappatoio standard per bambini. Comprare un simile indumento richiede qualche accortezza in più rispetto a quella che potremmo riservare all’acquisto di un accappatoio per adulti. In primo luogo bisognerà infatti porre molta attenzione ai materiali utilizzati per confezionarlo.

L’ideale sarebbe propendere per fibre naturali e comunque per tessuti dichiaratamente adatti ad entrare in contatto con la pelle dei pargoli. Ciò perché, come sappiamo bene, la cute così giovane è ancora delicatissima e, per ovvia conseguenza, soggetta a rossori, irritazioni e dermatiti.  In generale perciò per i neonati si dovrebbe scegliere la spugna di cotone, per i bimbi un po’ più cresciutelli potrebbe andar bene anche il piquet di cotone.

Attenzione poi anche alla resistenza del prodotto. Come sappiamo bene i bimbi hanno una naturale tendenza a sporcare. I più piccoli, ancora incapaci di controllarsi, potrebbero così macchiare l’accappatoio con rigurgiti o, peggio ancora, con qualche bisognino. I più grandi invece potrebbero sgattaiolare per casa ancora vestiti soltanto dall’accappatoio, sedersi a terra o in giardino e quant’altro. Insomma: le loro tovaglie devono per forza di cose poter sopportare frequenti, anzi, frequentissimi lavaggi.

Importante è scegliere inoltre dei modelli coprenti ed avvolgenti che comunque non facciano correre ai più grandi il rischio di inciampare camminando. E poi non dimentichiamoci dell’aspetto più divertente della questione: il design. Un accappatoio per bambini deve sempre essere allegro e colorato, divertente e buffo al punto giusto.

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Accappatoio donna

Lavato, asciugato, vestito e profumato, il pargolo può passare per qualche minuto alle amorevoli cure di papà o dei nonni. L’importante è che anche la mamma possa finalmente godere del suo attimo di relax, attimo di relax che presuppone spesso l’uso di un accappatoio. Ma com’è fatto un accappatoio femminile? Beh, diciamo che non si discosta più di tanto da un accappatoio da uomo.

Tuttavia è più facile che in questo caso siano presenti alcune caratteristiche estetiche e funzionali assenti in altri frangenti. Iniziamo da colori e fantasie: le donne prediligono spesso le tinte pastello, i colori fluo e le fantasie allegre e “pucciose”. Sin qui comunque rimaniamo nell’ambito del gusto personale: non tutte sceglierebbero lo stesso tipo di indumento.

Per motivi pratici poi è molto più probabile che siano le donne ad utilizzare degli accappatoi corti. Perché? Beh, è semplice: una volta conquistato il bagno, il gentil sesso si dedica spesso ad operazioni che esulano dalla semplice doccia. In molte si spogliano ed indossano l’accappatoio per non sentire freddo mentre magari provvedono ad una rapida depilazione. In quel caso un indumento troppo coprente sarebbe soltanto d’impaccio. Stesso discorso vale per la pedicure o per l’utilizzo di creme snellenti e cosmetici vari.

Un’altra caratteristica dell’accappatoio femminile è la frequente assenza del cappuccio. Le donne, spesso amanti dei capelli lunghi, preferiscono semmai avvolgere la testa in un asciugamani a turbante o tamponare la chioma delicatamente per mezzo di una tovaglia a sé stante.

Certo, non è detto che debba per forza essere così, né tanto meno che gli accappatoi da donna presenti sul mercato obbediscano perfettamente a questa descrizione: alcune signore badano poco a queste sottigliezze, vanno sempre di corsa o non hanno modo di appendere in bagno un accappatoio per ogni membro della famiglia. Il risultato? Molta, moltissima elasticità…

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Accappatoio uomo

Cosa possiamo dire dell’accappatoio per uomo? Beh, innanzitutto che esso presenta caratteristiche superficiali molto diverse rispetto a quelle che contraddistinguono la variante femminile, nella sostanza comunque non cambia poi un granché. Registriamo così una certa preferenza per le cromie scure e le tinte unite o tuttalpiù per le texture non eccessivamente stravaganti.

Per quanto riguarda la lunghezza dell’indumento spesso l’uomo si trova più a suo agio con qualcosa di avvolgente e fasciante che giunga sino alla parte bassa della gamba o almeno che scenda al di sotto del ginocchio. Del resto è difficile che un maschietto si depili o passi lo smalto sulle unghie dei piedi. Per quanto riguarda il cappuccio poi pare che i signori uomini preferiscano averlo. I loro capelli sono spesso corti e basta una rapida strofinata nella tovaglia perché si asciughino alla perfezione, soprattutto in estate.

Anche in questo caso vale però l’idea di una descrizione derivante dall’elaborazione di dati statistici. Quello che abbiamo ritratto è quindi un accappatoio solitamente maschile, ma svolgerebbe egregiamente la sua funzione anche su un corpo femminile. Alla fin fine è tutta questione di gusti e preferenze: l’importante è garantirsi un momento di sano relax prima di iniziare la giornata o una volta chiuso il mondo fuori dalla porta di casa…

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L’accappatoio da atleta

Passiamo ora a quello che solitamente è l’accappatoio ideale per l’atleta medio. In questi casi l’indumento può servire per asciugarsi dopo aver fatto una doccia rinfrancante, ma può anche servire per tenere in caldo i muscoli prima di iniziare una competizione o una sessione di allenamento. Si tratta quindi di un oggetto da scegliere con cura.

Iniziamo col dire che solitamente si opta per la spugna ipoallergenica e comunque per materiali traspiranti. Si predilige anche una certa leggerezza dato che l’accappatoio dovrà essere trasportato nel borsone. Le taglie poi sono abbondanti visto che l’atleta di turno sarà sempre propenso a fare qualche saltello o a muoversi un po’ prima di svestirsi ed iniziare la sua gara. In questo modo non sarà costretto nei movimenti. Per lo stesso principio l’accappatoio sarà anche abbastanza corto.

Inoltre, per definizione, quest’oggetto andrà lavato più volte a settimana, almeno due se si rientra nella categoria dei pigri, anche tutti i giorni se si è dei professionisti. Questo significa che i materiali e le tinte devono essere molto resistenti. Ed a proposito di tinte: spesso si prediligono i colori più scuri e come tali meno soggetti a sporcarsi. Inoltre non è raro che tali indumenti siano in qualche modo personalizzati dal ricamo di iniziali, dalla scelta di texture particolari o dall’apposizione di loghi.

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