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Addolcitori d’acqua domestici: prezzi e recensioni

Mai sentito parlare degli addolcitori d’acqua domestici? Si tratta di dispositivi molto utili in casa, soprattutto laddove l’acqua corrente risulti particolarmente ricca in calcio e magnesio. Questi due minerali sono i principali responsabili della formazione del calcare tutto intorno ai vostri rubinetti e sulle vostre stoviglie. Alla loro azione si deve la progressiva ostruzione delle tubature o l’aspetto poco piacevole del bucato che appare spesso indurito e quasi opaco.

Per quanto potabile poi un’acqua dura (ossia calcarea) può alla lunga creare dei piccoli problemi di salute e minare la vostra bellezza. Potreste trovarvi costretti ad affrontare così la formazione di dolorosi calcoli, soprattutto se avete l’abitudine di bere dal rubinetto di casa. C’è anche il rischio che a furia di curare l’igiene personale utilizzando dell’acqua calcarea finiate per sfoggiare una chioma sfibrata ed una pelle secca o invecchiata anzitempo.

E poi c’è da considerare la questione elettrodomestici: quando magnesio e calcio la fanno da padroni prima o poi lavatrici e lavastoviglie pagano lo scotto. Come potete ben capire quindi porre subito rimedio al problema è più che consigliabile. Da qui la necessità di acquistare degli addolcitori d’acqua domestici. Ecco allora tutto quello che dovete sapere a tal riguardo.

I migliori addolcitori d’acqua domestici 2021: prezzi e recensioni

Il funzionamento degli addolcitori d’acqua domestici

Come funzionano gli addolcitori d’acqua domestici? Beh, si tratta di un processo un po’ arzigogolato basato più che altro su una serie di reazioni chimiche forzate. Tranquilli: sapremo spiegarvi ogni cosa evitando di ricadere in dettagli scientifici poco comprensibili. Iniziamo col dire perciò che questo tipo di apparecchio funziona avvalendosi innanzitutto di una bombola in pressione. All’interno di tale serbatoio è presente una particolare tipologia di resina (resina a scambio ionico).

C’è poi un altro contenitore di stoccaggio, stavolta ricolmo di normalissimo sale. I due recipienti comunicano, per così dire, mediante un sistema di valvole. Una volta entrata in contatto con l’acqua domestica, la resina di cui sopra riesce a catturare ed immagazzinare le molecole di calcio e magnesio. Contemporaneamente l’altro serbatoio rilascia nel prezioso liquido delle particelle di sodio, un sale. Quest’ultimo, man mano che si discioglie nell’acqua, contribuisce a ridurre la durezza del liquido in esame.

Ora: chiaro è che la resina contenuta nel primo serbatoio alla lunga si saturerà di calcio e magnesio. Per questo motivo è consigliabile depurarla periodicamente. Sarete voi in prima persona ad eseguire questo lavoro? No, ci penserà un apposito gruppo di valvole che, in maniera del tutto automatizzata, si attiverà rigenerando la resina e rendendo nuovamente operativo il vostro addolcitore. In particolare all’interno del serbatoio contenente la resina passeranno dapprima delle grosse quantità di acqua e poi dei granelli di sale. Successivamente il tutto verrà eliminato attraverso gli scarichi. Facile, no?

Addolcitori d’acqua domestici: scegliere il migliore

Sebbene in materia di  addolcitori d’acqua domestici siate adesso un po’ più ferrati dobbiamo dirvi che non ne sapete ancora abbastanza per poter scegliere un apparecchio che risponda pienamente a tutte le vostre esigenze. In questa fase concludere un acquisto significherebbe infatti comprare alla cieca.

Dato che gli addolcitori non sono esattamente dei macchinari economici, sarebbe meglio invece agire con una certa prudenza, magari documentandovi opportunamente sulle caratteristiche che un buon prodotto deve possedere per poter soddisfare le vostre necessità. Ecco in calce allora i nostri criteri guida per l’acquisto: vi metteranno in condizione di eliminare finalmente dalle vostre vite l’acqua calcarea.

La tipologia

Gli addolcitori d’acqua domestici non sono tutti uguali. Possiamo innanzitutto individuare perciò due grandi famiglie di prodotti: quella degli apparecchi volumetrici e quella degli apparecchi cronometrici. A differenziare queste due varianti è sostanzialmente la frequenza con cui il serbatoio della resina viene sciacquato.

Nel primo caso il processo scatta automaticamente subito dopo aver trattato un dato volume di liquidi. Nel secondo invece il meccanismo si attiva una volta trascorso un certo lasso di tempo dall’ultimo lavaggio ed a prescindere dal fatto che abbiate o meno aperto i rubinetti dell’acqua.

Gli apparecchi di fascia più elevata comunque aggiungono all’una o all’altra opzione la possibilità di eseguire un ciclo di lavaggio manuale. Ciò significa che potrete decidere in un qualsiasi momento di purificare la resina anche se il sistema non è ancora entrato in contatto con un dato quantitativo di acqua o se non è ancora passato molto tempo dall’ultimo risciacquo.

Il nostro consiglio è quello di optare per una combo in cui sia presente una gestione per sistemi volumetrici. Ciò perché, come abbiamo visto in precedenza, i vostri consumi idrici sono destinati di per sé ad aumentare con l’installazione di un qualsiasi addolcitore. Figuratevi cosa potrebbe succedere provvedendo allo sciacquo del serbatoio delle resine anche quando non ce ne sia l’effettiva utilità!

Se la vostra preoccupazione è il generico livello di pulizia dell’impianto volumetrico state tranquilli: anche questi sistemi dopo periodi veramente lunghi di inattività eseguono qualche lavaggio. Tenete poi presente un altro piccolo particolare: gli addolcitori d’acqua domestici, qualunque sia la famiglia di appartenenza, durante la fase di risciacquo si isolano dal sistema idrico generale. Questo significa che per un certo periodo di tempo tornerete ad utilizzare acqua dura. Ciò capiterà ovviamente più spesso nel caso degli apparecchi cronometrici.

La resina

Come abbiamo visto la resina ha un ruolo fondamentale nel processo di addolcimento delle acque. Inoltre la sua efficienza incide, una volta installato l’apparecchio qui in esame, sui consumi idrici domestici. Per questi motivi è necessario valutarne a monte la qualità: ne va dell’efficienza dell’intero sistema e della corretta gestione delle spese casalinghe!

Senza dilungarci in noiose questioni tecniche o in difficili problemi chimici, vi consigliamo di optare sempre per apparecchi che supportino l’impiego di resine ad alta resa. In particolare sappiate che ne esistono varianti pensate per dimezzare i consumi d’acqua collegati al processo di rigenerazione.

La facilità di impiego

Gli addolcitori d’acqua domestici sono degli apparecchi con cui sarete periodicamente costretti ad interagire. Potreste, per un qualsiasi motivo, decidere di silenziarli per qualche giorno. La stessa necessità potrebbe inoltre presentarsi in fase di manutenzione o nel caso in cui l’idraulico debba in qualche modo essere tirato in ballo per prestarvi assistenza. Inoltre di tanto in tanto dovrete ricaricare il sale nell’apposito serbatoio.

Tutte queste operazioni devono poter essere svolte in maniera semplice ed immediata anche dai non addetti ai lavori. Verificate perciò l’accessibilità ai contenitori e alle valvole di bypass utili a silenziare temporaneamente il dispositivo.

Un altro elemento che può fare la differenza tra un prodotto di facile impiego ed un congegno poco pratico è la presenza di un display o di un pannello dei comandi. In entrambi i casi la consultazione e l’interazione deve essere semplice ed immediata e non lasciare adito a dubbi sulle funzioni selezionate o disattivate, sulla lettura dei livelli di sale presenti nel serbatoio e via discorrendo. Utile dal punto di vista della facilità di impiego è infine anche la presenza di una funzione memoria che ricorda per qualche giorno le impostazioni da voi selezionate prima di un eventuale blackout.

La capacità

Gli addolcitori d’acqua domestici possono avere capacità differenti. Ciò significa che possono depurare diversi quantitativi di acqua. Apparecchi come quelli qui in esame mediamente riusciranno a lavorare su 1000/3000 litri di liquido per giornata.

Chiaramente però non sempre sarà necessario orientarsi a priori su congegni che abbiano capacità considerevoli. Scegliete perciò la capacità del vostro addolcitore tenendo conto semmai del fabbisogno pro-capite di acqua dolce, fabbisogno che mediamente si aggira sui 250/300 litri di acqua al giorno.

Gli accessori

I migliori addolcitori d’acqua domestici sono corredati da un vero e proprio kit di montaggio (a riprova della semplicità di installazione). Oltre a guarnizioni, raccordi e tubi di ogni ordine e grado non deve mai mancare nella confezione un buon libretto delle istruzioni che faciliti il processo di installazione e che spieghi come utilizzare e programmare l’apparecchio. L’ideale poi sarebbe che l’opuscolo in questione fosse scritto in italiano.

Prezzo addolcitore d’acqua per uso domestico

Sappiate che per un prodotto di fascia bassa, il classico filtro a rete da installare direttamente sui rubinetti, potrete cavarvela con 60 euro al massimo. Gli addolcitori d’acqua domestici per uso domestico veri e propri, specialmente se di fascia medio-alta possono costare dai 600 ai 1600 euro.