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Ultimo aggiornamento: 14.09.22

Asciugatrici

Le asciugatrici non sono tutte uguali: se è vero che in ogni caso esse funzionano incamerando aria dall’ambiente esterno, riscaldandola e quindi ventilandola all’interno del cestello, è anche vero che in commercio è possibile reperire modelli funzionanti grazie a diverse tecnologie. Scopriamole insieme:

  • Asciugatrici ventilate: le asciugatrici ventilate sono sicuramente quelle che ci accompagnano ormai da più tempo. La tecnologia che esse sfruttano per funzionare è semplice ed a dire il vero anche un po’ antiquata. In poche parole queste macchine inspirano, per così dire, aria dall’ambiente esterno e, come già accennato, la riscaldano per immetterla nel cestello avvalendosi principalmente di una resistenza elettrica. In genere questo prodotto è molto economico, almeno per quanto riguarda il suo valore di mercato, ma consuma davvero molto di più rispetto a tutte le altre soluzioni ad oggi presenti in commercio.
  • Asciugatrici a pompa di calore: una tecnologia senza dubbio più moderna è quella sfruttata dalle asciugatrici a pompa di calore. Esse sono capaci di generare al loro interno grossi quantitativi di aria calda e quindi di immettere la stessa nel cestello senza sfruttare resistenze et similia. Questo genere di apparecchio è tecnologicamente molto più avanzato rispetto al precedente ed è per questo motivo che il suo prezzo è di norma abbastanza elevato. Niente paura però: un esborso importante al momento dell’acquisto corrisponderà anche ad un risparmio in bolletta abbastanza sostanzioso, tanto insomma da poter ammortizzare la spesa sostenuta con estrema celerità.

Ma non finisce ancora qui. Ciascuna delle due tipologie di asciugatrici sin qui mostrate presenta anche delle sottocategorie di appartenenza. In particolare diremo che tanto le asciugatrici ventilate quanto quelle a pompa di calore possono offrire ai clienti prestazioni più o meno elevate o adatte a soddisfare le diverse esigenze di ciascuno. Ciò è possibile grazie anche all’adozione di tecnologie quali:

  • La condensazione: le asciugatrici a condensazione lavorano grazie alla presenza di un condensatore di vapore. Quest’ultimo, generato ovviamente dal processo di asciugatura, viene subito convogliato in un apposito contenitore. Tale tecnologia è in genere un po’ più costosa rispetto alle altre, ma ha sicuramente i suoi pro. Quale vantaggio si può trarre dall’impiego di una macchina a condensazione? Semplice: l’apparecchio può essere installato praticamente ovunque ci sia una presa elettrica senza doversi preoccupare dei tubi per lo scarico dato che tutti i liquidi vengono raccolti nel suddetto serbatoio. Unico handicap di questo modello? Ogni tanto sarà necessario svuotare la vaschetta, ma in fin dei conti non si tratta poi di un grosso problema…
  • Espulsione o evaporazione: in questo caso l’elettrodomestico in esame non convoglierà i vapori dell’asciugatura dentro alcun serbatoio. Tale tecnologia infatti necessita di un tubo di scarico attraverso il quale liberare la macchina dal vapore e dall’acqua calda o fredda (alcuni prodotti raffreddano il liquido prima di espellerlo) in circolo nel sistema. In genere questi apparecchi costano un po’ meno, ma sono vincolanti dal punto di vista del posizionamento nella stanza e del collocamento vicino a mobili ed arredi che temono l’umidità.

Per dovere di cronaca dovremmo in questa sede precisare che in commercio esistono anche delle asciugatrici alternative la cui tecnologia si basa sull’uso del metano o addirittura del GPL. Esse possono rivelarsi capaci di assicurare un bel risparmio sulla bolletta dell’elettricità, ma è necessario collocarle nei pressi di attacchi simili a quelli normalmente predisposti per l’angolo cottura.

Esistono poi anche delle asciugatrici a centrifuga che lavorano ad altissimo regime (si parla di circa 2500 giri al minuto) e che paradossalmente consumano pochissimo, ma il cui risultato finale non si discosta tanto da quello normalmente ottenuto con il programma centrifuga di una comune lavatrice.

Questi modelli in poche parole elimineranno piccole porzioni di acqua dai capi di abbigliamento, ma non esonereranno l’utente dalla noiosa prassi di stendere la biancheria. Tra l’altro tale genere di asciugatrice, spesso molto economica, si rivela in parecchi casi troppo aggressiva per i tessuti più delicati.

In ultimo si tenga in considerazione che le case produttrici di piccoli e grandi elettrodomestici hanno ormai introdotto sul mercato degli ibridi che fondono alla perfezione la funzione della lavatrice con quella dell’asciugatrice: mai sentito parlare delle lavasciuga?

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Come scegliere un’asciugatrice?

Sono sempre di più, lo si accennava già poco prima, gli utenti che acquistano un’asciugatrice. Se è vero che in molti comprano con cognizione di causa, sanno insomma quali criteri valutativi applicare alla selezione del prodotto, è altrettanto vero che parecchi si trovano a vagare spaesati per i negozi di elettronica senza risolversi a scegliere tra una proposta e l’altra.

Per evitare questo tipo di problema è forse meglio documentarsi un po’ sull’argomento ancor prima di mettere mano al portafogli e magari imparare a scegliere la propria asciugatrice ricercando in essa delle caratteristiche ben precise. Quali? Eccole:

Tipologia

Delle varie tipologie di asciugatrici ad oggi presenti sul mercato abbiamo diffusamente parlato per tutto il paragrafo precedente e per questo motivo non ci dilungheremo ulteriormente sull’argomento. Riteniamo comunque opportuno sottolineare in questa sede che all’atto della scelta del proprio elettrodomestico è in ogni caso necessario valutare il prodotto che ci si accinge ad acquistare anche in funzione della tecnologia sfruttata per il suo funzionamento.

Da essa, lo abbiamo già visto, può dipendere il costo dell’oggetto in sé e per sé, il consumo in bolletta, la possibilità di collocare liberamente o meno il macchinario in un qualsiasi punto della casa, l’opportunità di utilizzarlo per tutti i tipi di tessuto o soltanto per alcuni nonché l’occasione di non perdere del tempo a stendere la biancheria.

In generale comunque non è possibile affermare con convinzione incrollabile che una tipologia di asciugatrice sia in assoluto migliore rispetto alle altre: sarà quindi l’utente a valutare i prodotti reperiti sul mercato secondo criteri di utilità e soddisfazione personale.

Consumi

Strettamente legata alla suddetta caratteristica è la lettura dei consumi. Questo criterio di valutazione riveste ovviamente una certa importanza ed è quindi bene documentarsi in maniera più che approfondita anche a tal riguardo. In linea di massima dobbiamo dire che le tecnologie a pompa di calore consentono all’utente di ridurre sensibilmente i costi in bolletta, almeno rispetto ai modelli ventilati.

In ogni caso si tenga presente che i negozianti sono tenuti per legge ad esporre questo elettrodomestico con tanto di etichette relative alla classe energetica di appartenenza e quindi rivelatrici dei consumi indicativi dell’apparecchio. La classe di consumo senza dubbio più conveniente è la A+++, mentre la meno vantaggiosa è la D. Tale scala di valutazione non è stabilita dalla casa produttrice, ovviamente, ma bensì dall’Unione Europea.

Ciò significa che i parametri secondo i quali viene giudicata la macchina sono standardizzati e rispondono alla stessa scala valutativa in tutti i paesi facenti parte dell’U.E. Si tenga in considerazione poi che minore è il carico massimo sopportato dall’elettrodomestico ed ulteriormente ridotti saranno i suoi consumi. Il consiglio in questo caso è quindi quello di comprare un prodotto appartenente ad una fascia energetica alta (almeno dalla A+ in su) e di non acquistare mai un elettrodomestico sovradimensionato.

In particolare si consideri che per due adulti un modello da 5 o al massimo 6 chili basta a soddisfare i bisogni settimanali in materia di bucato. Sono invece necessari dai 7 agli 8 chili per le famiglie composte da 4 persone, o 9-10 chili per i nuclei più numerosi. Attenzione infine: per quanto tutti i suddetti parametri siano in qualche modo indicativi delle ripercussioni che l’acquisto di un’asciugatrice potrà avere sui consumi in bolletta è necessario tenere conto che quelle indicate sono comunque stime approssimative.

Molto in tal senso dipenderà infatti anche dalle abitudini dell’utente: ad esempio azionare il macchinario durante le fasce orarie più convenienti (durante la notte o nei giorni festivi quindi) costituirà un ulteriore fattore di risparmio così come la buona abitudine di accumulare un certo quantitativo di bucato prima di azionare l’asciugatrice (evitando quindi i cicli a mezzo carico) sarà utile ad evitare inutili sprechi.

Funzioni

Importantissime ovviamente sono anche le funzioni che questo elettrodomestico riesce a garantire. Partiamo dal presupposto che ne esistono alcune inserite di default praticamente in tutte le asciugatrici presenti in commercio ed altre in grado di fare l’effettiva differenza tra un modello di fascia bassa ed un prodotto altamente qualitativo. Vediamo allora quali possono essere le tante funzioni presenti in un’asciugatrice iniziando da quelle che in qualche modo riguardano il funzionamento in senso stretto del macchinario.

Nella categoria rientrano la regolazione della temperatura (programma che permette di decidere la temperatura di asciugatura in relazione alle caratteristiche dei tessuti trattati), il sensore di umidità (presente soprattutto nei modelli di una certa levatura, consente di decidere i livelli di umidità presenti all’interno del macchinario in modo da ottenere i migliori risultati su ogni tipo di tessuto), la funzione antipiega (permette ovviamente di non stropicciare eccessivamente i capi di abbigliamento e, soprattutto nelle macchine di più moderna concezione, non si traduce in un alto dispendio energetico),

L’asciugatura rapida (seppure a cestello semipieno, questa funzione consente di velocizzare notevolmente il processo di asciugatura dei panni) e la selezione del livello di asciugatura (l’utente può in questo caso scegliere quale sarà il grado di lavorazione dei propri capi e l’intensità del getto d’aria che agirà su di essi. La funzione serve ovviamente a non rovinare i tessuti ed a prepararli per un’eventuale stiratura). Esistono poi delle funzioni pensate per rendere l’uso del macchinario molto più vicino alle possibili esigenze dell’utente. Tra esse si ricordano l’indicatore di progresso (funzione che consente di ottenere in qualsiasi momento tutte le informazioni relative all’azione dell’asciugatrice.

Essa è sfruttabile ovviamente soltanto in presenza di un display), la funzione memoria (funzione che permette al cliente di non dover programmare l’apparecchio ad ogni utilizzo qualora si abbia l’abitudine di adoperare determinate configurazioni più di frequente rispetto ad altre), la pulizia automatica (in questo caso l’oggetto è in grado di pulire da sé i filtri ed il condensatore), lo smart control (ossia la possibilità di controllare il macchinario da remoto o, ancora tramite internet, di avere notizie precise circa eventuali malfunzionamenti del prodotto), la funzione timer (perfetta per programmare i cicli di asciugatura), la funzione antirumore ed il display.

In ultimo è possibile rintracciare su alcune asciugatrici delle funzioni utili a risparmiare qualcosa sulla bolletta. Tra queste ricordiamo l’autospegnimento (l’elettrodomestico si disattiva automaticamente trascorso qualche minuto dalla fine del ciclo), il segnalatore acustico (strumento che sostituisce la funzione autospegnimento), il risparmio energetico (di solito questa funzione si attiva soltanto quando il ciclo riguarda capi in cotone e consente di ridurre il quantitativo di elettricità richiesta per portare a termine il programma) ed il refresh (invece di sprecare risorse lavando nuovamente capi puliti che necessitano soltanto di una rinfrescata è possibile utilizzare il refresh).

In ultimo esistono anche delle funzioni di sicurezza che permettono in genere di bloccare determinati tasti dell’asciugatrice. E’ ovvio che tale caratteristica del macchinario è particolarmente utile se in casa ci sono dei bambini.

Programmi

Un’asciugatrice che si rispetti deve essere in grado di fornire all’utente la possibilità di scegliere tra diversi programmi da selezionare ovviamente in relazione alle caratteristiche del bucato, dei tessuti e delle esigenze del cliente. Solitamente i programmi presenti in questo genere di elettrodomestico prevedono cicli per l’asciugatura del cotone (si tratta della funzione standard, per così dire, con cui trattare la maggior parte del bucato quotidiano), dei jeans (si tratta di un ciclo ad alte temperature particolarmente adatto a questo capo di abbigliamento), della lana (questo programma è stato studiato per asciugare la lana senza infeltrirla o danneggiarla a causa delle alte temperature) e dei misti (prevede un’asciugatura uniforme per gruppi di tessuti tra loro molto diversi).

Ci sono poi dei programmi per così dire funzionali pensati per facilitare la vita agli utenti o per precise categorie tessili. Tra questi ricordiamo la stiratura (perfetta per evitare la formazione delle pieghe ed agevolare le successive operazioni di stiratura), l’asciugatura delicata (adatta a tutti quei capi di abbigliamento che presentino stampe oppure applicazioni e che devono quindi essere trattati a temperature molto contenute), l’asciugatura a tempo (che combina un preciso scaglione di tempo richiesto dall”utente con una data temperatura selezionata a monte da chi usa l’asciugatrice).

Il ciclo ammorbidente (pensato per ammorbidire i tessuti), il ciclo per armadio (ideale per i capi di abbigliamento che vengono riposti nell’armadio appendendoli ad una gruccia e quindi non ripiegati), il ciclo antiallergico (pensato per eliminare dai tessuti ogni traccia di acari, peli animali o polline), il ciclo peluche (è facile intuire a cosa possa servire) ed il ciclo trapunte e piumini (anche in questo caso non servono molte spiegazioni.

Questo programma però è reperibile soltanto nelle asciugatrici più capienti). Un po’ come avveniva nel caso del criterio selettivo precedentemente illustrato, anche riguardo ai programmi supportati dall’asciugatrice che ci si accinge ad acquistare il suggerimento è quello di scegliere la propria macchina basandosi più che altro sulle funzioni che si è certi di utilizzare con una certa frequenza o che si è consapevoli di dover adoperare sporadicamente (per esempio il ciclo piumoni).

Non è bene strafare né tanto meno cercare il modello di asciugatrice che in tal senso offra di più se poi questi extra non verranno mai utilizzati ma si tradurranno al massimo in un esborso maggiore all’atto dell’acquisto.

Prestazioni

Un ultimo parametro da tenere sempre sott’occhio quando si valuta l’acquisto di un’asciugatrice è il tipo di prestazioni che essa riesce a garantire. Spesso molte informazioni sono reperibili dalla già citata etichetta relativa alla classe di consumo della macchina: qui infatti vengono riportate indicazioni relative anche alla durata dei cicli standard, all’eventuale classe di condensazione ed alla silenziosità dell’apparecchio. Esaminiamo adesso nel dettaglio questi tre punti.

Per quanto riguarda la durata dei cicli standard è bene sapere che in genere ci si riferisce a quelli riguardanti l’asciugatura del bucato comune mediamente tessuto in cotone. Avere informazioni in merito può significare avere la possibilità di organizzare il proprio tran tran quotidiano in funzione dei tempi di asciugatura richiesti, possibilità utile soprattutto in determinati contesti. Ma non solo. E’ chiaro che una macchina eventualmente rumorosa dovrebbe avere almeno un ciclo dalla durata abbastanza breve in modo da disturbare l’udito il meno possibile.

Inoltre avere informazioni circa l’arco di tempo necessario al marchingegno in esame per completare un programma serve anche a capire per quanto tempo gli altri elettrodomestici presenti in casa devono essere disattivati durante l’uso dell’asciugatrice (spesso tenere in funzione più apparecchi elettrici contemporaneamente può creare un sovraccarico alla rete). Relativamente alla durata di un ciclo standard si tenga presente quest’ultima informazione: esso può durare dai 100 minuti (o poco meno) alle tre ore.

Passando adesso alla classe di condensazione diremo che quello in esame è un parametro da tenere in considerazione soltanto quando si acquista, per l’appunto, un’asciugatrice a condensazione. Tale valore indica infatti quali quantità di vapore trasformatosi in acqua l’apparecchio riesce a contenere nel suo serbatoio e quanta parte di esso invece tornerà in circolo all’interno della macchina depositandosi sui capi di abbigliamento.

Le classi di efficienza oscillano in questo caso dalla G (la peggiore) alla A (ovviamente la migliore), gradini valutativi che corrispondono a valori indicanti la capacità di eliminare rispettivamente l’85% ed il 90% dell’umidità convogliata nel serbatoio. Chiaramente tutti gli apparecchi appartenenti a classi di efficienza intermedia saranno in grado di espellere dall’asciugatrice una percentuale di umidità compresa tra i due valori appena segnalati.

In ultimo, per quanto riguarda la silenziosità, diremo che le indicazioni fornite dalle case produttrici si rivelano spesso condivisibili o meno secondo criteri di valutazione abbastanza soggettivi. In sostanza insomma queste misurazioni spesso hanno un’importanza relativa. Esse infatti si riferiscono a dati di laboratorio, ma la percezione di un rumore qualsiasi in casa è sempre diverso rispetto a quanto avviene in un ambiente asettico come quello in cui la macchina viene progettata ed assemblata.

Tra le mura domestiche i suoni possono essere spesso amplificati da vari parametri costruttivi e dal tipo di arredamento prescelto. In ogni caso è bene sfruttare le indicazioni fornite sull’etichetta per scegliere comunque macchine con indici di rumorosità molto bassi o dotate di programmi silenziosi oppure ancora di funzioni atte a ridurre rumori e vibrazioni. Si consideri comunque che mediamente un’asciugatrice produce, una volta in funzione, dai 60 ai 70 decibel.

Le etichette delle asciugatrici

Ed ecco un ultimo punto che bisogna approfondire adeguatamente prima di acquistare un’asciugatrice: la letture delle etichette energetiche.

Se ne era già parlato, almeno per sommi capi, qualche paragrafo addietro a proposito delle classi energetiche di appartenenza e della rumorosità, ma non sono soltanto queste le informazioni che tale utile supporto riesce a fornirci. Vediamole allora nel dettaglio:

  • Classe di efficienza energetica: sotto questa voce viene indicata l’appartenenza dell’elettrodomestico ad una classe di consumo compresa tra D ed A+++. Nel primo caso i consumi si aggireranno sui 5 kWh, nel secondo sui 1,5 kWh passando per valori intermedi associabili a tutte le altre valutazioni previste in scala. Queste ultime verranno indicate graficamente da colori differenti che vanno dal verde per le prestazioni migliori al rosso per le peggiori.
  • Consumo annuo di elettricità: sulle etichette è riportato anche il consumo elettrico annuo stimabile dell’apparecchio. Ancora una volta il parametro verrà espresso in kWh. La stima qui effettuata si basa sulla possibilità di programmare nel corso di una dozzina di mesi dai 160 ai 200 cicli a pieno carico con programma standard (vale a dire pensato per il trattamento del cotone e dei capi di abbigliamento utilizzati di norma nella quotidianità). Per ottenere in tal senso delle stime meno approssimative il consiglio è quello di cercare delle etichette o degli opuscoli che possano riferire lo stesso parametro qui in esame rapportandolo però ad un unico ciclo di attività. Questo valore andrà quindi moltiplicato per il prezzo normalmente attribuito ad un kWh. Se, a questo punto, si desidera fare anche una stima personalizzata del consumo annuale non bisognerà fare altro che moltiplicare il risultato sin qui ottenuto per il numero di utilizzi che si stima possibile eseguire nel corso di una dozzina di mesi.
  • Funzionamento: sull’etichetta, si legga la parte in basso inserita nel primo riquadro visibile, vengono riportati anche dei dati relativi al meccanismo di funzionamento dell’asciugatrice. In particolare l’utente che legge questa sezione dell’adesivo riceve delle notizie circa il tipo di alimentazione richiesta dalla macchina. Nel caso in cui essa sia elettrica a condensazione, poco più un basso, verrà indicata anche la classe di efficienza relativa alla già citata condensazione.
  • Durata: anche la durata del ciclo di asciugatura deve essere per legge riportato sulle etichette. Informazioni precise in tal senso si trovano nel riquadro immediatamente successivo a quello occupato dalle notizie relative al funzionamento della macchina. Il parametro indicato anche questa volta si basa su valori ricavati programmando l’oggetto per eseguire un’asciugatura con funzione standard ossia lavorando su capi tessuti in cotone e supponendo che l’elettrodomestico venga utilizzato a pieno carico. Il libretto di istruzioni che in genere accompagna la macchina potrà fornire comunque all’utente indicazioni relative anche all’attivazione di altri programmi.
  • Carico: il penultimo riquadro previsto sull’etichetta riguarda poi la capacità di carico dell’apparecchio e si riferisce nuovamente ad una situazione standard ossia a quella che prevede l’utilizzo della macchina per trattare capi di abbigliamento quotidiani realizzati in cotone e introducendo nel cestello il massimo quantitativo possibile di biancheria. La capacità di carico quando invece si ha a che fare con tessuti particolarmente delicati va considerata come dimezzata: in questi casi infatti le fibre, per rilasciare l’acqua accumulata durante il lavaggio, necessitano di spazi maggiori e quindi non sarà possibile compattare troppi panni o pigiarli l’uno sull’altro.
  • Silenziosità: anche questo parametro viene indicato sulla base di test effettuati durante una lavorazione a pieno carico con inserimento nel cestello soltanto di capi tessuti in cotone. I decibel che questo genere di elettrodomestico può produrre vanno comunque dai 50 ai 70 ed in linea di massima le macchine di più moderna concezione sono quelle più silenziose.