Asse da stiro

Un buon asse da stiro può aiutarci a stirare al meglio la nostra biancheria investendo in questa noiosissima e faticosa attività domestica sempre meno fatica rispetto a quanto accadeva in passato.

La scelta di una adeguata superficie di appoggio infatti può rivelarsi in tal senso non soltanto utile, ma addirittura fondamentale dato che consentirà di assumere una posizione tutto sommato rilassata e quindi non stancante, di accelerare i tempi di lavorazione (affaticandosi perciò ancora di meno) e persino di ottenere risultati migliori o di godere di un certo numero di comodità una volta non previste per questo genere di accessori domestici.

A tale scopo, dato che contrariamente a quanto potrebbero pensare i meno ferrati in materia esistono svariate tipologie di asse da stiro, torna forse utile operare dei distinguo tra un prodotto e l’altro e, già che ci siamo, imparare a riconoscere quelli che più si adattano alle nostre esigenze.

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Come scegliere l’asse da stiro?

Scegliere un asse da stiro è un’operazione un po’ più complessa rispetto a quanto si potrebbe normalmente immaginare: se è vero infatti che molti di noi, per pigrizia o per scarsa informazione in materia, hanno in casa la versione più classica di questo prodotto è altrettanto vero che il mercato ci offre oggi tante possibili soluzioni alternative che sarebbe utile imparare a conoscere già prima di effettuare il proprio acquisto.

Ma quali sono le caratteristiche che differenziano un modello dall’altro? Quali peculiarità deve possedere un prodotto di buona fattura? Scopriamolo insieme:

Tipologia

Qualcuno magari stenterà a crederci, ma al giorno d’oggi possiamo distinguere ben quattro diverse tipologie di assi da stiro. Abbiamo infatti i prodotti da tavolo, i pieghevoli ed i modelli a parete ed a scomparsa. Nel primo caso siamo di fronte ad un prodotto che, per forza di cose, deve necessariamente essere posizionato su un supporto, sia esso un tavolo, un generico mobile presente in casa o una comune scrivania.

Questa variante, piccola e pratica, consta infatti di due piedini ripiegabili molto corti e si caratterizza per le sue dimensioni davvero ridotte che renderebbero impossibile l’utilizzo della tavola senza la presenza di un supporto come quelli or ora elencati. L’asse da stiro da tavolo ben si adatta alle esigenze di chi utilizza poco questo strumento (beato lui ci verrebbe da aggiungere…) e soltanto per quei capi di abbigliamento per cui tale prassi è praticamente inevitabile.

Inoltre il prodotto in esame è perfetto per chi ha qualche problema di gestione degli spazi domestici dato che, una volta richiuso, può addirittura essere appeso nell’armadio insieme ai vestiti. Si tenga però presente che questi articoli offrono scarse possibilità di regolazione, hanno, come già accennato in precedenza, una superficie d’appoggio molto ridotta e quindi adatta a stirare soltanto panni meno ingombranti ed in generale sono meno prestazionali rispetto a quelli che descriveremo nelle prossime righe.

Gli assi da stiro a parete invece vanno ovviamente montati a muro e richiedono quindi la presenza in casa di un piccolo locale lavanderia da adattare, all’occorrenza, anche alle funzioni di stireria. Questa variante consente di gestire molto bene gli spazi domestici dato che, una volta in disuso, l’articolo può essere ripiegato in direzione della parete riducendo notevolmente l’ingombro.

Ovviamente però gli assi da stiro a muro presentano lo svantaggio di non essere rimovibili o regolabili e di limitare alquanto il movimento delle braccia. Questo significa che non sempre tutti gli abitanti di una stessa casa potranno agevolmente utilizzare il modello appena descritto e che qualcuno potrebbe trovare l’impiego di questa variabile alquanto scomodo.

E che dire delle soluzioni pieghevoli? Le conosciamo un po’ tutti, non fosse altro che per la loro enorme diffusione nelle case degli italiani. In questo caso abbiamo infatti a che fare con il classico asse di forma allungata adagiata su un telaio pieghevole costruito in legno o in metallo. Tale struttura consente, mediante appositi ganci, di regolare in altezza la posizione della tavola in modo da adeguarsi ad utenti di diversa statura.

Esistono molte varianti di questo prodotto, ritenuto a ragione il più versatile in assoluto tra i diversi modelli proposti attualmente dal mercato: per non dilungarci eccessivamente sulla sua descrizione quindi scenderemo un po’ più nel dettaglio nel corso delle prossime righe.

L’asse da stiro a scomparsa infine può essere ripiegato all’interno di un mobiletto evitando inutili ingombri in fase di non utilizzo (fungendo anzi da appoggio) e dando modo all’utente di farne un vero e proprio oggetto d’arredo. Attenzione però: quest’ultima è sicuramente una soluzione esteticamente valida ma alquanto voluminosa e costosa!

Altezza

L’asse da stiro, una volta aperto, dovrebbe arrivare più o meno al livello dei fianchi o dell’ombelico in modo da evitare eccessivi incurvamenti della schiena (e successivi dolori). Attenzione quindi a prediligere modelli regolabili o, quanto meno, se si opta per una variante fissa, ad eseguire in negozio tutti i test del caso…

Peso e solidità

E’ chiaro che la maggior parte degli assi da stiro nascono per poter essere trasportati da un punto all’altro della casa. Devono quindi essere leggeri, ma al contempo solidi e ben piantati in terra. Anche in questo caso quindi una prova prima dell’acquisto non guasterebbe: si testi in tal senso la propria capacità di sollevare l’oggetto e l’effettiva stabilità che esso garantisce.

Materiali (telaio)

I materiali più utilizzati per la costruzione del telaio di un asse da stiro sono, l’abbiamo già visto, il legno ed il metallo. Nel primo caso saremo dinnanzi ad un oggetto elegante ma costoso, spesso organizzato in più ripiani ed anche molto solido.

Il problema però sta nel fatto che i prodotti in legno sono di norma molto pesanti e possono rovinarsi con una certa facilità a causa dell’umidità trasmessa dal vapore del ferro (bisogna quindi far asciugare il prodotto prima di riporlo: in tal modo si eviteranno intoppi come quelli appena descritti).

Gli assi da stiro in lega metallica invece sono spesso molto accessoriati e, soprattutto, leggerissimi oltre che poco soggetti ai danni da vapore. L’handicap in questo caso risiede però nella ridotta stabilità che contraddistingue in genere queste strutture.

Ripiegamento in verticale o piegatura a libro

Anche il sistema di chiusura ha una sua importanza quando si valuta l’acquisto di un asse da stiro. Da esso può dipendere la praticità di utilizzo, l’ingombro e la stabilità del prodotto. In genere i metodi più utilizzati sono il ripiegamento in verticale o la piegatura a libro. Nel primo caso, una volta in disuso, l’asse poggerà soltanto su due gambe occupando lo spazio in direzione di una ipotetica linea verticale.

L’oggetto andrà quindi appoggiato al muro o ad un supporto solido e non scivoloso o adagiato dentro un armadio o comunque messo in condizione di non cadere. La chiusura a libro è in tal senso più pratica dato che conserva l’appoggio su quattro gambe (e quindi una maggiore stabilità). L’articolo, una volta ripiegato, può quindi in questo caso essere conservato sotto le mensole o vicino ad altri mobili.

Dimensioni

E’ chiaro che un asse di grandi dimensioni, per quanto più ingombrante e meno trasportabile rispetto ad altre soluzioni, consentirà di stirare anche panni più voluminosi (ad esempio le lenzuola o le camicie). In questo caso però è indispensabile scegliere un prodotto dotato di punta affusolata che consenta di lavorare al meglio in concomitanza di alcuni punti critici presenti nella biancheria (cuciture, plissettature, colletti, e così via).

Qualità dei materiali

La qualità dell’imbottitura e della copertura può influire notevolmente sulla facilità di stiratura e sul risultato finale dell’operazione. I prodotti più economici in genere non vengono imbottiti ma, tuttalpiù, rivestiti da una sottilissima patina in cotone o in tessuto sintetico.

Questa soluzione, al pari dell’assenza totale dell’imbottitura, determina un fastidioso effetto stampa sui tessuti: quando sul capo da stirare si esercita una certa pressione con il ferro da stiro insomma il reticolo presente sulla superficie dell’asse (fori, trame, disegni e via discorrendo) potrebbe infatti imprimersi sui panni.

Per ovviare al problema quindi sarebbe meglio scegliere a monte un prodotto il cui telo di copertura fosse realizzato con materiali permeabili e soprattutto traspiranti. Sì quindi al cotone (attenzione però allo spessore per i motivi sopra spiegati), meglio ancora se arricchito da inserti termoriflettenti in ceramica o rame capaci di gestire meglio il calore ed agevolare le operazioni di stiratura.

I copriasse inoltre dovrebbero essere spessi, rivestiti con gommapiuma o feltro (tra le due opzioni questa è comunque la migliore perché più duratura e performante) oltre che di buona qualità. Qualora il prodotto che ci si accinge ad acquistare fosse in tal senso carente ci sarebbe poco da preoccuparsi: imbottiture e coperture possono infatti essere acquistate in separata sede ed adattate al proprio asse da stiro.

Sistema di fissaggio del copriasse

Il copriasse, lo abbiamo appena visto, riveste una sua importanza nell’economia della valutazione di un buon asse da stiro. Importante, oltre al materiale di realizzo, è anche il suo sistema di fissaggio. Esso può quindi essere bordato da cotone elastico che permetta di inguainare l’asse in maniera pratica e veloce, accessoriato con corde da annodare al di sotto del prodotto o venire fissato con apposite clip all’asse da stiro. Qualunque soluzione si dovesse scegliere l’importante è verificare sempre che il copriasse resti ben teso sulla tavola.

Funzioni disponibili ( riscaldante, aspirante e soffiante )

Le funzioni previste per un asse da stiro variano ovviamente in relazione alla qualità del prodotto ed hanno lo scopo di agevolare il lavoro di chi lo usa. Chiaramente ad un numero maggiore di funzioni può corrispondere un prezzo più elevato: bisogna quindi valutare con attenzione quali programmi siano indispensabili e quali no per assecondare le proprie esigenze e per venire incontro alle necessità di chi fa dell’asse da stiro un oggetto di uso essenzialmente domestico e quindi non professionale.

Tra le funzioni più importanti citiamo qui la riscaldante, l’aspirante e la soffiante. Nel primo caso ci troviamo dinnanzi ad un prodotto in grado di riscaldarsi privando i tessuti dell’umidità incamerata a causa del vapore. Ciò consente di conservare subito i panni appena stirati e di evitare la formazione di nuove pieghe.

La funzione aspirante invece tiene ben fermi i vestiti sull’asse bloccando ancora una volta la formazione di pieghe ed increspature. Questa opzione torna particolarmente utile a chiunque abbia nel suo guardaroba molti abiti da sera, capi plissettati o ricchi di cuciture e punti critici. La funzione soffiante infine, opposta a quella appena illustrata, permette di non lasciare sugli indumenti i segni della stiratura.

Accessori

Molti accessori possono essere inclusi o meno nell’asse da stiro e ciò a prescindere dal suo costo. In linea di massima comunque più essi saranno e maggiore sarà il prezzo del prodotto. Iniziamo dalla griglia portaferro. Si tratta senza dubbio di un oggetto spesso presente in quanto capace di rendere l’articolo più pratico da utilizzare.

Essa viene di norma montata sull’estremità più larga dell’asse e permette di poggiare il ferro caldo quando ci si vogliono liberare le mani temporaneamente senza per questo bruciare l’imbottitura. La sua variante è il ripiano per l’appoggio del ferro a caldaia che, dato il peso maggiore dell’oggetto in questione, dovrà però essere più solido e robusto rispetto alla griglia.

I modelli progettati per l’utilizzo di un ferro a caldaia inoltre possono constare anche di un’asta utile a sorreggere i cavi dell’elettrodomestico facilitando il lavoro di chi stira. Un altro utile accessorio è il kit di ruote che, ovviamente, può essere presente soltanto nel caso in cui si abbia a che fare con assi pieghevoli o a scomparsa.

Le ruote servono a rendere più semplici eventuali spostamenti. Attenzione però: se è vero che esse devono sempre essere rivestite da materiali antigraffio in modo da evitare danni al pavimento è anche vero che non devono rendere la struttura instabile: alle ruote vengono infatti associati dei piedini antiscivolo o dei freni.

Citiamo poi delle soluzioni utili a non spiegazzare gli abiti già trattati: il ripiano e l’appendiabiti. Nel primo caso ci troviamo dinnanzi ad una griglia pensata per appoggiare i panni già lavorati a volte abbinata ad un piano per riporre gli indumenti ancora da stirare. Tale soluzione è spesso presente nei prodotti a scomparsa.

Un discorso simile vale per gli appendiabiti su cui sarà possibile inoltre appendere eventuali grucce. Infine è il caso di spendere due parole anche sul braccio stiramaniche e sulla prolunga estraibile. Si tratta di accessori un po’ meno diffusi utili rispettivamente a lavorare sulle maniche ed ad evitare che i capi più lunghi possano strisciare a terra.

Migliori assi da stiro 2019: da tavolo, da muro, pieghevole, a scomparsa

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  • Chiusura per un facile trasporto
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  • Piano stiro traspirante grazie alla struttura in rete metallica e al copriasse in cotone e spugna
  • Solido poggiaferro con tappetino in silicone
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  • Chiusura per un facile trasporto
  • Testata TUV-GS
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  • Piedini in gomma alla base. Capiente piano portaindumenti Fodera esclusiva in puro cotone, mollettone 100% poliestere.
  • PRODOTTO GIA' MONTATO
  • DIMENSIONI: APERTO: L135 x H87 x P45 cm. CHIUSO: H119 X 48 x P13 cm.
  • ORIGINAL MADE IN ITALY, realizzato in via esclusiva da ARREDAMENTI ITALIA GROUP S.R.L.
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  • PRODOTTO GIA' MONTATO
  • DIMENSIONI: APERTO: L135 x H84/88/91/93H x P45. CHIUSO: H119 x 48 x P13 cm
  • ORIGINAL MADE IN ITALY, realizzato in via esclusiva da ARREDAMENTI ITALIA GROUP S.R.L.

Qualche informazione utile

Adesso che conosciamo un po’ meglio l’asse da stiro, vediamo di ricavare qualche informazione utile in più sul suo conto iniziando da una domanda che, strano ma vero, molti si pongono: dove si compra? Beh, niente di più semplice: possiamo affidarci ai supermercati per i prodotti di battaglia o ai negozi specializzati per quelli migliori oltre che ovviamente ad internet, soluzione capace di assecondare l’una e l’altra opzione.

Quando invece ci troviamo costretti a buttare il nostro vecchio asse da stiro è necessario rivolgersi agli enti preposti allo smaltimento dei cosiddetti rifiuti ingombranti o, in alternativa, alle isole ecologiche urbane rispettando comunque i dettami della raccolta differenziata eventualmente vigenti nel proprio comune di residenza.

Ultima informazione di servizio: come si pulisce un asse da stiro? Beh, diremo innanzitutto che quello che più ci preme tenere pulito in questo caso è chiaramente la superficie di copertura, vale a dire quella che entra di volta in volta in contatto con la biancheria pulita. Il telo, di questo parlavamo, può essere lavato in lavatrice prestando però attenzione alle istruzioni riportate sull’etichetta.

Stesso discorso vale di norma per le imbottiture anche se comunque sarà sempre necessario riservare maggiore attenzione ai prodotti in feltro. Per quanto riguarda il telaio infine è ovvio che sarà sufficiente di tanto in tanto spolverarlo avvalendosi di una pezza in microfibra, di un comune sgrassatore o di un po’ di polivetro.