Banchi da lavoro

Un banco da lavoro è un vero e proprio must per tutti coloro i quali amino il bricolage ed abbiano la fortuna di potersi dedicare spesso a questa loro passione. L’oggetto in questione può essere utilizzato, a seconda dei casi e delle caratteristiche, per sorreggere arnesi pesanti o meno, per essere spostato da un posto all’altro della bottega o del proprio spazio dedicato al fai da te, o per rimanere sempre fisso in una data postazione.

Questo implica che attualmente in commercio sia possibile reperire banchi da lavoro di forme e dimensioni differenti, realizzati con materiali pesanti o leggeri, aventi design variegati e via discorrendo. Ma non solo soltanto queste le peculiarità che distinguono un modello dall’altro.

Dato che i progettisti delle varie aziende produttrici hanno via via lanciato sul mercato degli articoli adatti a soddisfare le esigenze di diverse categorie professionali (oltre che di semplici appassionati di bricolage), le distinzioni tra l’uno e l’altro oggetto possono basarsi sulla disamina di più discriminanti.

Alla luce di tutto ciò e consapevoli del fatto che molto probabilmente non tutti saprebbero individuare tra tanti il banco da lavoro che meglio risponda alle proprie esigenze, nel corso delle prossime righe forniremo a chi legge qualche utile suggerimento in proposito.

Si tenga comunque presente che le caratteristiche fondamentali da vagliare per scegliere il tavolo che meglio risponda ai nostri bisogni saranno essenzialmente due: il design del telaio (quindi materiali scelti per la realizzazione, struttura pieghevole o fissa, ecc.) e le dimensioni dell’oggetto in sé e per sé.

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Banco da lavoro: le principali tipologie

Come dicevamo già poc’anzi, acquistare un banco da lavoro potrebbe non essere facile, soprattutto se si appartiene alla categoria dei semplici appassionati di bricolage ancora alle prime armi. Per questo motivo nelle righe che seguono forniremo qualche dritta relativamente alle caratteristiche che, a prescindere dalla marca, dal modello e da qualsiasi altra discriminante, possano essere utili a scegliere il prodotto più vicino alle esigenze di chi compra.

A quanto detto sinora, aggiungiamo inoltre la notizia che i banchi da lavoro possono essere costruiti in maniera tale da rispondere a diverse esigenze e, per ovvia conseguenza, appartenere a tipologie differenti.

Fermo restando che ciascuna categoria avrà delle caratteristiche atte a soddisfare una certa fascia d’utenza piuttosto che un’altra, ci interessa sottolineare in questa sede come tutte le qualità ideali per un banco da lavoro non potranno mai essere reperite in un unico prodotto: si tratterebbe insomma quasi di un’utopia!

Come ovvio corollario di questo assunto diremo anche che non è possibile sostenere che una varietà di banchi da lavoro sia in assoluto migliore rispetto ad un’altra. Ciascun utente, per quanto sinora affermato, dovrà quindi scegliere il suo supporto preferito tentando di soddisfare la maggior parte delle sue esigenze.

Dopo queste lunghe ma necessarie premesse, iniziamo a presentare la prima tipologia di banchi da lavoro tra cui sarà possibile scegliere. Si tratta forse della tipologia più nota e conosciuta, vale a dire la variante da falegname. Solitamente questo prodotto viene realizzato sfruttando la lavorazione di robustissimo legno massello ed ha dimensioni considerevoli.

La misura più gettonata, per così dire, prevede infatti che il banco sia largo all’incirca una cinquantina di centimetri e che sia lungo più o meno 1,5 metri. Il buon falegname utilizzerà il tavolo per dare una collocazione tanto alle sue morse quanto ai suoi sistemi di serraggio. Questo tipo di banco consta spesso anche di ripiani inferiori, cassettiere di dimensioni più o meno importanti, scaffali e quant’altro.

Lo scopo di tali supporti aggiuntivi è ovviamente quello di realizzare spazio sul piano d’appoggio ed al contempo di consentire al falegname di avere a portata di mano quanti più attrezzi utili sia possibile o di riporre oggetti che, distrattamente poggiati sul tavolo, potrebbero perdersi o cadere (viti, chiodini e così via).

Passiamo adesso ad un’altra diffusissima categoria di banchi da lavoro, ossia a quelli essenzialmente destinati ai meccanici o simili. Solitamente questi tavoli vengono costruiti assemblando parti in metallo (la base soprattutto) ed in MDF, truciolato oppure ancora legno massello (il piano nella maggior parte dei casi).

I ripiani di cui l’oggetto si compone, per ovvie ragioni, devono essere solidi e robusti, tanto da poter reggere senza grossi problemi pure oggetti il cui peso si aggiri sul quintale o poco più. Anche in questo caso, ed ovviamente per le stesse ragioni, il tavolo sarà nella stragrande maggioranza dei modelli corredato da cassettiere e scaffali a cui, all’occorrenza, sarà possibile aggiungere dei tiretti supplementari.

Ecco infine un’altra categoria di banchi da lavoro tra le più diffuse sul mercato, vale a dire quella pensata per i semplici appassionati di bricolage che, molto probabilmente, collocheranno l’oggetto in garage o in soffitta e comunque in luoghi lontani dalle zone più vissute della casa.

Quale che sia il locale prescelto, in questo caso sarà necessario comunque ponderare bene tanto la decisione di acquistare un banco da lavoro, quanto quella di disporlo in una zona del garage piuttosto che in un’altra.

Una scelta senza dubbio intelligente, una volta deciso di comprare il prodotto in esame, è quella di mettere il tavolo nelle immediate vicinanze di una o più prese di corrente dato che nella maggior parte dei casi gli utensili in uso richiederanno un’alimentazione elettrica.

D’altro canto poi sarà necessario pensare anche al problema dell’illuminazione: essa dovrà sempre essere sufficiente ed uniforme tanto nell’eventualità in cui sia possibile ricorrere all’uso di luce naturale quanto nel caso in cui sia invece necessario avvalersi di lampade e luci artificiali in genere.

I banchi da lavoro hobbistici vengono di solito costruiti grazie all’assemblaggio di elementi profilati abbastanza resistenti, ma certo non capaci di sorreggere quintali come nel caso precedentemente descritto.

Quando si acquista un tavolo da lavoro destinato agli amanti del fai da te è obbligo porre attenzione all’altezza del banco: sebbene in commercio esistano varie soluzioni, il consiglio è di non commettere mai l’errore di orientarsi su un prodotto più basso di 80 centimetri (a meno che non ci si adatti ai conseguenti mal di schiena…).

Stesso discorso vale per lo spessore del piano che dovrà come minimo raggiungere i 16 millimetri per poter essere sicuri di aver acquistato un banco da lavoro capace di sostenere carichi e sollecitazioni di ogni ordine e grado.

Un altro dettaglio a cui bisogna prestare attenzione è l’eventuale sostituzione del profilato con il legno. In vendita esistono infatti anche dei tavoli ad uso hobbistico così realizzati, ma non sempre essi sono trattati per resistere a muffe, usura ed umidità ed inoltre, in funzione dell’uso che si intende fare di questo oggetto, potrebbero danneggiarsi molto più facilmente e velocemente rispetto ad un banco dotato di piano metallico.

In quest’ultimo caso, data la maggiore resistenza, lo spessore del piano d’appoggio può anche essere lievemente inferiore rispetto ai 16 millimetri di cui sopra. Attenzione poi all’eventuale vernice che la casa produttrice ha utilizzato per rifinire il piano di lavoro: una tintura in tal senso inadeguata infatti potrebbe in qualche misura pregiudicare la qualità dell’articolo e del lavoro svolto dall’utente.

Anche la variante hobbistica infine ci offre la possibilità di avvalerci di scaffali e cassettiere. In aggiunta ai modelli precedenti questa soluzione presenta spesso anche un pannello che l’utente fisserà a parete e su cui disporrà piccoli utensili leggeri e di uso frequente come ad esempio le pinze, i cacciaviti, le tenaglie e quant’altro. I modelli più evoluti infine constano addirittura di piccoli recipienti da ancorare al pannello di cui sopra ed in cui poter riporre diverse tipologie di attrezzi.

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Banco da lavoro: tutte le soluzioni alternative

Un altro problema che bisognerebbe porsi prima di acquistare un banco da lavoro è quello della frequenza di utilizzo. Chi infatti sa già a priori che il suo tavolo da bricolage verrà adoperato soltanto sporadicamente, a meno di esigenze particolari, farebbe bene ad orientarsi sin da subito su un prodotto pieghevole che coniughi tutti i vantaggi offerti da un piano di lavoro ben attrezzato e la possibilità di conservare l’oggetto non più in uso senza avere grossi problemi di ingombro.

Orientarsi su un prodotto del genere è tra l’altro corretto se si sa già che ci si potrebbe trovare spesso nella circostanza per cui il banco verrà ripiegato e trasportato altrove. Questo tipo di articolo, proprio in previsione di ciò, ha un peso tutto sommato abbordabile, circa una decina di chili, che rende l’operazione eventualmente più semplice.

Nonostante tutto però i migliori banchi da lavoro pieghevoli sono comunque realizzati in acciaio. Ciò non vuol dire che sia possibile sovraccaricare il tavolo: dato che per costruzione questo prodotto manca di cerniere, il peso che potrà supportare non sarà comunque particolarmente importante.

Esiste poi un’ulteriore variazione sul tema su cui vorremmo soffermarci in questa sede: il banco morsa. Si tratta di un tavolo da lavoro il cui piano d’appoggio è suddiviso di norma in due zone, una fissa ed una mobile grazie al supporto di manopole o simili.

I pezzi necessari a portare a termine il proprio lavoro possono, a scelta dell’utente, venire serrati tra un piano e l’altro o, mediante il supporto di alcune ganasce, collocate nei fori presenti sul piano d’appoggio. In alcuni casi inoltre questa variante offre la possibilità di basculamento.

Pieghevole è anche il banco da lavoro multiforme che, dotato di pulsanti d’arresto, offre agli utenti la possibilità di installare sul piano d’appoggio degli attrezzi potenzialmente molto pericolosi quali, ad esempio, la sega da banco o la sega circolare.

Molto diverso dai banchi sinora descritti è infine quello mobile: in questo caso ben quattro ruote frenanti vengono disposte dalle parti della base inferiore. I banchi così congeniati constano inoltre di un piano di appoggio ad altezza d’uomo e delle solite cassettiere.

Questo tipo di attrezzo è ovviamente pensato per chi necessiti di spostare spesso il banco di lavoro, magari per farne un’integrazione di altri tavoli presenti in officina, in laboratorio o, perché no, in garage. Non è raro del resto che esso venga avvicinato ad altri piani d’appoggio per aver modo di sorreggere pezzi particolarmente pesanti o ingombranti.

Spesso infine tali banchi da lavoro vengono sfruttati per trovare una buona collocazione ad utensili che difficilmente sposteremmo da un posto all’altro della nostra area operativa (per esempio il trapano a colonna).