Biberon: quale scegliere?

Il biberon è uno degli oggetti più utilizzati del corredino del bebè. Del resto, grazie a questa speciale bottiglia per neonati, è possibile dissetare il piccolo e, magari in una seconda fase, aiutarlo ad abbandonare il seno materno ed ad avviarsi sulla strada dello svezzamento.

Ultimamente le aziende hanno immesso sul mercato poppatoi caratterizzati da design che deviano dalla norma. Insomma: il biberon, diversamente da quanto accadeva in passato, non è più un oggetto standard uguale per tutti i bambini.

Al giorno d’oggi, a ben vedere, la differenza tra un modello e l’altro è tanta e tale che alcune case produttrici propongono ai clienti l’acquisto di veri e propri set di biberon, pensati per sopperire ad ogni esigenza presente e futura del piccolino e per risparmiare un po’ sugli acquisti futuri. Ma a tutto questo corrisponde il solito rovescio della medaglia.

Tanta abbondanza può confondere infatti i genitori, soprattutto se ancora alle prime armi. Scegliere cosa acquistare e cosa lasciare sugli scaffali dei negozi dedicati può quindi diventare più complicato del previsto, in particolar modo se non ci si è documentati a dovere. Ecco allora tutto quello che bisognerebbe sapere sui biberon.

Primo criterio di selezione: i materiali

Uno dei primi elementi che mamma e papà dovranno passare al vaglio acquistando un biberon è il materiale utilizzato per la sua fabbricazione. Il discorso è sicuramente applicabile sia alla bottiglia in senso stretto che alla tettarella. In entrambi i casi il mercato ci pone davanti a tante soluzioni: ecco perché è bene scegliere con criterio.

Biberon: i materiali della bottiglia

Andiamo allora con ordine e cerchiamo di capire con quali materiali possa essere realizzata la bottiglia. Tale parte è stata per anni ottenuta solo ed esclusivamente dalla lavorazione del vetro. Nel tempo però qualcuno ha pensato di realizzare il corpo del biberon in plastica. Per un certo periodo di tempo il PVC ha preso così il sopravvento, divenendo di gran lunga la soluzione più apprezzata dagli utenti. Soltanto recentemente una ritrovata attenzione all’ambiente ed alla sicurezza dei materiali ha riportato in auge il caro vecchio vetro.

Ma quale soluzione può dirsi più adatta al nostro pargolo? Beh, diciamo che ciascuna delle due opzioni ci mette sotto il naso un nutrito ventaglio di vantaggi e svantaggi. Per quanto riguarda il vetro, ad esempio, il difetto principale è sicuramente rintracciabile nella sua fragilità. Se è vero insomma che un biberon così realizzato può senza problemi sostenere l’impatto con le alte temperature, e quindi essere sterilizzato in maniera molto efficace, è anche vero che basta un piccolo urto perché si frantumi in mille pezzi. In compenso però il vetro è un materiale del tutto naturale, sicuro ed ecologico.

La plastica dura, nota anche come polipropilene, è il suo esatto contrario: tendenzialmente infrangibile, resistente ad urti e cadute, si deteriora con una certa facilità. In più c’è un problema di fondo legato all’impiego della plastica: a volte questo materiale viene ricavato dalla lavorazione di sostanze chimiche non proprio salutari.

Tra queste citiamo il BPA (Bisfenolo A). Studi recenti hanno provato che tale molecola, una volta a contatto con fonti di calore, rilascia nell’ambiente e negli alimenti delle particelle tossiche pericolosissime per tutti gli organismi viventi. Come ben sappiamo però, sebbene poco green, la plastica è molto economica, sicuramente meno costosa del vetro.

Per quanto ancora non molto diffusi è poi possibile reperire in commercio dei biberon realizzati sfruttando materiali morbidi alternativi. Un esempio? Il silicone oppure ancora il lattice. Si tratta di opzioni che coniugano infrangibilità e leggerezza, praticità e piacere tattile. Tuttavia, forse proprio per la loro scarsa diffusione, sono ancora molto costose.

Biberon: i materiali per la tettarella

Passiamo adesso ai materiali impiegati per la realizzazione della tettarella. In genere sono gli stessi che si utilizzano per fabbricare i ciucci. Vediamone nel dettaglio caratteristiche, pregi e difetti.

  • Il silicone. Il silicone è un particolare tipo di plastica, del tutto inodore ed in sapore. Ottenuto dalla lavorazione del silicio, è un materiale noto per la sua resistenza alle alte temperature. Inoltre il silicone è tendenzialmente considerato terreno inospitale per germi e batteri. Per le sue caratteristiche strutturali esso può essere sottoposto frequentemente ai cicli di sterilizzazione che interessano i prodotti per l’infanzia. C’è però un piccolo problema: il silicone tende a bucarsi facilmente, soprattutto a contatto con oggetti appuntiti. Questo significa che, specialmente per un bebè che ha già messo qualche dentino, il silicone potrebbe diventare un materiale pericoloso. Ciò perché piccole parti della tettarella finirebbero per staccarsi causando il soffocamento del bebè.
  • Il caucciù. Il caucciù è una gomma naturale ricavata, non a caso, dagli alberi di caucciù. Si tratta quindi di un materiale tendenzialmente ecologico. Le tettarelle così realizzate vantano una buona resistenza alle sollecitazioni e sono molto adattabili alla forma del palato. Il problema in questo caso risiede nella porosità intrinseca del materiale, porosità che rende il caucciù terreno ideale per la proliferazione batterica.
  • Il lattice. Il lattice è invece un materiale che potremmo definire semi-naturale. Esso offre gli stessi identici vantaggi e svantaggi del caucciù.

Un altro aspetto importante: la forma

Un altro elemento da valutare bene quando si acquista un biberon è il suo design. Anche stavolta la questione interessa tanto la bottiglia quanto la tettarella. Ma perché scandagliare con attenzione la forma del biberon può essere tanto importante? Beh, è semplice: in relazione a questo fattore la suzione dei liquidi risulta più o meno agevolata.

In più bisogna considerare che alcune forme sembrano adattarsi meglio a fasce d’età ben precise. Insomma: sono proprio i pediatri a consigliare spesso alle mamme di acquistare un biberon pensato per soddisfare abitudini e preferenze tipicamente connesse ad una data fase della vita del bambino. Approfondiamo subito l’argomento.

Biberon: scegliere la forma della bottiglia

Ecco quali sono le soluzioni tra cui è possibile scegliere:

  • forma cilindrica. Si tratta in assoluto dell’opzione più tradizionale e più venduta. Le dimensioni di questo cilindro sono ovviamente variabili, pensate per adattarsi alle diverse fasi della crescita. Generalmente i biberon di forma cilindrica non vantano particolari caratteristiche: il loro design garantisce una buona maneggevolezza, ma niente di trascendentale.
  • forme ergonomiche. In questo caso siamo di fronte alla vasta famiglia dei biberon a forma sagomata, studiati per poter stimolare il bambino che attraversa la sua fase prensile. Si tratta di bottiglie caratterizzate da rientranze laterali che aiutano il piccolo ad afferrare gli oggetti ed a mantenerne la presa.
  • forma a gomito o angolare. Questo design ben si adatta al periodo delle coliche. Il fatto che la bottiglietta sia “deformata” di 30° permette infatti al piccolino di migliorare la suzione e quindi di ingerire meno aria durante le poppate. Ciò significa ridurre sensibilmente la probabilità che si formino delle bolle d’aria nell’intestino e quindi risparmiare al frugoletto qualche dolore addominale.
  • forma con manico. Al giorno d’oggi i biberon con manico sono sempre più diffusi. Un po’ come la variante ergonomica, anche questa permette al bebè di afferrare il biberon con le sue manine. Ciò significa che l’oggetto aiuta il pargolo a sviluppare la sua prensilità, ma anche a gestire individualmente il ritmo di suzione. Solitamente questa soluzione, valida anche perché capace di offrire al piccolo molti stimoli utili per la crescita, è riservata ai bebè che abbiano già raggiunto e superato i 6 mesi d’età.

Scegliere la forma della tettarella

Ad uno sguardo poco attento le tettarelle dei biberon possono sembrare tutte uguali. In realtà però le cose non stanno proprio così, anzi. Ecco quali sono allora le opzioni tra cui mamma e papà saranno chiamati a scegliere:

  • forma con punta arrotondata. Questo tipo di tettarella si caratterizza per la presenza di una punta molto piccola avente un design morbido e tondeggiante. Solitamente l’opzione si adatta alle esigenze dei neonati in senso stretto. Ciò perché, a ben vedere, tale tipologia di tettarella ricalca in parte la forma del seno materno ed aiuta quindi il bebè ad abbandonare nel modo meno traumatico possibile il capezzolo della mamma. In più questo design è sicuramente compatibile con la forma del palato tipicamente associata ai bimbi di pochi mesi.
  • forma con punta a petalo. Anche la punta a petalo è in genere una forma piccola ed aggraziata. A caratterizzarla è un leggero schiacciamento nonché la presenza, alla base della tettarella, di una serie di rientranze aventi tutte la forma di petali. Questo tipo di tettarella permette al bambino di avere una suzione molto naturale e si adatta soprattutto ai piccoli che stiano attraversando la fase dello svezzamento.
  • forma con punta inclinata. Ancora una volta lo scopo di questa tettarella è rendere poco traumatico l’abbandono del capezzolo materno. La forma del prodotto ricalca infatti in maniera abbastanza fedele quella di un seno. Non è un caso perciò che le tettarelle a punta inclinata si adattino soprattutto ai pargoli che vengano ancora allattati dalla madre ma che necessitino del biberon per una sporadica integrazione nutritiva.
  • forma con punta allungata. Si tratta dell’opzione più diffusa anche se non vanta particolari caratteristiche tecniche. Generalmente questo tipo di tettarella è un po’ più grande rispetto alle altre. Ciò perché il prodotto è di norma destinato ai bambini che abbiano già affrontato e superato la fase dello svezzamento.

Attenzione alle dimensioni

Quando parliamo di dimensioni del biberon ci riferiamo tanto alla capienza del recipiente quanto al numero ed alla grandezza dei fori rintracciabili sulla tettarella. Perché mettere in connessione questi elementi? Semplice: perché la loro combinazione permette di ricreare un tipo di flusso ben preciso e quindi di determinare la quantità di liquido in uscita dal biberon. Non è difficile infatti capire che, a seconda dell’età del bambino, le necessità saranno in tal senso diverse. Nel dettaglio i piccoli avranno bisogno di:

  • flusso debole. Tra tutti è ovviamente il meno abbondante e, proprio per questo motivo, il più adattabile alle esigenze dei neonati. Per ottenerlo bisogna optare per una tettarella ad uno o, al massimo, a due buchi. I fori avranno sempre diametro molto piccolo.
  • flusso medio. A garantirlo sono le tettarelle a tre buchi di piccolo diametro. In genere questa soluzione si adatta ai bimbi di età compresa tra i 5 ed i 10 mesi e che comunque abbiano già iniziato a svezzarsi.
  • flusso rapido. Il flusso rapido è ovviamente tra tutti il più consistente ed è adatto a soddisfare le esigenze dei bambini un po’ più cresciuti, quelli che per intenderci si siano già svezzati del tutto.
  • flusso regolabile. Quest’ultima è un’opzione jolly. Le tettarelle che permettono di ottenerlo sono dotate di un unico buco di ampiezza regolabile. Ciò dà modo di ricavare diversi tipi di flusso, adatti a soddisfare le esigenze nutrizionali di un bambino in crescita. Questa soluzione consente, in linea di principio, di ottimizzare le spese connesse alla periodica sostituzione delle tettarelle. Il problema è che, utilizzando spesso il biberon, la parte tenderà comunque a deteriorarsi, costringendoci in ogni caso a rimpiazzarla. Si tratta quindi di un’opzione da considerare più che altro per le fasi di passaggio o se il bimbo utilizza il biberon soltanto sporadicamente.

Ovviamente poco e niente abbiamo da aggiungere sulle dimensioni della bottiglia che andranno scelte solo ed esclusivamente in funzione delle esigenze nutrizionali del bambino.

Biberon e tecnologia

Magari lì per lì non ci pensa, ma anche i biberon sono prodotti che risentono degli sviluppi tecnologici recenti. Disponiamo ormai infatti di oggetti studiati per agevolare la suzione dei neonati, per evitargli dolori addominali e così via. Per questo motivo diventa importante scegliere il biberon rapportandolo sempre all’età del bambino e prestando attenzione anche ai suoi optionals. Nel dettaglio:

  • tecnologia con valvola anti-colica. Grazie ad una speciale guarnizione che trova spazio tra il collo del contenitore e la base della tettarella, la suzione sarà più ventilata. Ciò significa che il bimbo ingerirà meno aria ed avrà poco a che fare con le coliche che spesso tormentano i neonati. Tale tecnologia si adatta soprattutto ai piccoli che attraversino la fase dello svezzamento. I prodotti migliori possono montare anche due valvole anti-colica.
  • controllo della temperatura. Quando si prepara il latte per il piccolino di casa si deve sempre stare attenti alla temperatura dell’alimento. A tale scopo è possibile avvalersi di moderni scaldabiberon. In alternativa è anche possibile comprare dei biberon dotati di tappo riscaldante o di tubicino rivelatore. Entrambe le soluzioni però, mettiamoci l’anima in pace, sono tutto fuorché economiche.
  • blocco automatico del flusso. Si tratta di una tecnologia pensata per poter regolare in maniera estemporanea il flusso di latte o di acqua all’interno del biberon basandosi sul ritmo di suzione tenuto dal bambino. In poche parole i liquidi fuoriescono dalla tettarella soltanto se il bebè succhia, restano in stallo invece quando il piccolo fa una pausa. Questo tipo di tecnologia si adatta soprattutto alle esigenze dei neonati data la somiglianza con il flusso che caratterizza l’allattamento naturale. In più tale opzione evita il soffocamento del bambino, pericolosissimo soprattutto in tenera età.
  • anti-reflusso. La tecnologia antireflusso si avvale di una bottiglia con forma a gomito o angolare che permette anche al bebè più vorace di succhiare quantità ridotte di liquidi e quindi di ridurre la formazione di aria nello stomaco e di evitare l’ingestione convulsiva. Tale tecnologia ben si adatta alle esigenze dei neonati e dei bambini prossimi all’inizio dello svezzamento.

Mai sottovalutare la praticità d’uso

L’ultimo criterio selettivo da tenere in considerazione quando si acquista un biberon è la praticità d’uso garantita dall’oggetto. Questo significa che il prodotto dovrà essere semplice da smontare e pulire, corredato da un buon numero di accessori utili, capace di sopportare frequenti sterilizzazioni e pensato per poter essere eventualmente attaccato al tiralatte.

Ora: sul mercato esistono biberon molto easy che spesso non hanno queste caratteristiche. In compenso però tali oggetti sono molto economici. Teniamo presente comunque che un articolo di livello rientra sempre in fasce di prezzo medio-alte. Tra l’altro quando si acquista un biberon il fattore economico deve essere l’ultimo degli elementi da tenere in considerazione. Insomma: mai sacrificare la qualità al risparmio. Per ottimizzare un tantino la spesa quindi dovremo semmai optare per un biberon che abbia le seguenti caratteristiche:

  • corredo di accessori aggiuntivi. In commercio esistono degli speciali set composti da bottiglie di varie dimensioni, tettarelle adattabili a diversi momenti della crescita del bambino, ciucci, dispositivi rinfrescanti per lenire i fastidi gengivali dei bebè e chi più ne ha più ne metta. Comprare un set del genere permette di ottimizzare parecchio i costi.
  • attacco per il tiralatte. Questo tipo di biberon può essere venduto insieme al tiralatte permettendo di ottimizzare ancora una volta i costi.
  • facilità di pulizia. Non tutti sono d’accordo sull’effettiva necessità di sterilizzare i biberon. In ogni caso, a prescindere dalle idee che abbiamo al momento dell’acquisto, è sempre meglio comprare un biberon che possa essere smontato facilmente in più parti e che sia quindi facile da lavare ed eventualmente da sterilizzare. I prodotti costruiti con questa logica sono solitamente realizzati con materiali di qualità e quindi valutabili come acquisti consigliati.
  • resistenza. Mai trascurare il livello di resistenza del biberon agli urti, alle fonti di calore ed all’usura in genere. Valutarne bene la resistenza significa infatti risparmiare del denaro e tutelare la salute del bimbo.

Marco Scioni

marco responsabile sito prezzoerecensione.it content manager

Sono Marco Scioni, titolare e responsabile del sito prezzoerecensione.it. Sono un editore e autore specializzato in recensioni di prodotti di largo consumo con oltre 15 anni di esperienza. Scrivo guide consigliando gli utenti a scegliere i migliori prodotti in commercio. Testo personalmente numerosi articoli per la casa, cucina, giardino, infanzia, hobby, bricolage e realizzo recensioni obiettive, specificando i pro e contro di ogni prodotto.