Biciclette elettriche

Biciclette elettriche

La bicicletta elettrica rappresenta senza dubbio una grossa innovazione nel suo genere: essa sembra quasi poter essere identificata con l’anello di congiunzione tra le normali bici ed alcuni modelli un po’ retrò di motorini.

La e-bike, altro nome di questa straordinaria invenzione, può essere utilizzata praticamente da ogni tipo di utente e garantisce tutto il divertimento ed il relax a cui chi sgambetta abitualmente in bicicletta non desidera rinunciare.

Vediamo allora di conoscere un po’ meglio l’ultima entusiasmante variazione sul tema, variazione che sicuramente il progettista della prima bicicletta lanciata sul mercato (Stati Uniti del 1895) non si sarebbe mai sognato di applicare alla sua magnifica invenzione.

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Cenni storici

Come accennavamo, la prima bicicletta fece la sua comparsa negli USA sul finire dell’800. Suo geniale inventore fu un tal Ogden Bolton Junior. Da allora le bici di strada ne hanno fatta, in tutti i sensi…

Il periodo che intercorre tra la nascita del velocipede ed i giorni nostri è lungo ma anche ricco di innovazioni e migliorie che ci hanno consegnato prodotti sempre più evoluti ed efficienti. Risale ad esempio al 1913 il primo prototipo di bicicletta elettrica, idea dell’imprenditore Howard Hughes, ed al 1946 la futuristica variazione sul tema ad opera di Bowden Spacelander.

Le biciclette elettriche e le pedalate assistite: di cosa si tratta?

Cosa siano le biciclette elettriche, anche se per sommi capi, lo sappiamo un po’ tutti: si tratta di velocipedi su cui è stato montato un piccolo motore. Questo veicolo quindi rientra a pieno titolo nella categoria degli ibridi.

Non bisogna comunque pensare che la presenza di un meccanismo propulsore renda questa bici, per così dire, un po’ debosciata: utilizzarla richiede comunque una certa forza muscolare e permette di mantenersi in forma al pari di una camminata a passo veloce o di qualche ora di esercizio fisico. E’ però vero che lo sforzo compiuto è ovviamente minore rispetto al normale, caratteristica questa che in larga parte si deve anche alla presenza della cosiddetta pedalata assistita.

Cos’è una pedalata assistita? Semplice: grazie al motore gli utenti possono scaricare sui pedali una forza superiore, cosa che da un lato potenzia l’azione compiuta e dall’altro la rende meno faticosa. L’e-bike coniuga alla perfezione quindi le necessità di avvalersi di un buon mezzo di trasporto, di mantenere la linea e di rispettare l’ambiente: scusate se è poco insomma!

Bicicletta elettrica: cosa c’è da sapere?

Una bicicletta elettrica si compone di un numero quasi infinito di pezzi ed alcuni di essi sono in media più pesanti rispetto a quelli utilizzati per assemblare una classica bici muscolare. In ragione di questo particolare i telai delle e-bike pesano dai 3 ai 6 chili in più rispetto a quelli degli altri modelli, ma tale differenza non deve allarmare i più pigri o i meno robusti: la pedalata assistita serve anche a questo.

Altre differenze rispetto alle bici di vecchio stampo risiedono anche nell’impianto frenante che ovviamente deve essere in grado di funzionare su un corpo molto più pesante e sui copertoni che, ancora una volta, dovranno essere più robusti del solito.

Ma vediamo cos’altro c’è da sapere su tutta la componentistica di una e-bike esaminando uno per uno i pezzi più importanti di questo oggetto. Pronti? Via!

Motore

Il motore è ovviamente la parte che fa la differenza tra una normale bicicletta ed una e-bike, ma anche tra una bicicletta elettrica ed un’altra. I motori montati su questi velocipedi possono appartenere alla categoria dei dispositivi a spazzole, i meno diffusi, ed a quella dei motori ad induzione. Nel primo caso l’efficienza garantita non è delle migliori: la corrente viene infatti in larga parte dissipata dalle spazzole che non di rado sfregano sul collettore.

L’energia trasmessa per induzione invece non è soggetta a questo tipo di problema, inoltre tale meccanismo assicura all’utente prestazioni più soddisfacenti e contribuisce a mantenere il motore in salute per lunghi lassi di tempo.

Ma non abbiamo ancora finito: in base al piazzamento sulla bicicletta è possibile distinguere dei motori al mozzo, dei motori centrali, dei motori a frizione e dei motori da interno delle tubazioni del telaio. Esistono infine dei motori con ingranaggi detti anche geared la cui installazione può avere un peso sulla forza necessaria a pedalare e sulla qualità della frenata.

Batteria

Anche la batteria è un pezzo molto importante delle e-bike. Essa viene collocata in vari punti del telaio: dal porta borraccia al portapacchi, dalla sella al manubrio, dalle intercapedini tra ruote e telaio al telaio stesso passando ancora per lo zaino del pilota.

Centralina

La centralina serve a stimare i quantitativi di energia prodotti dal motore ed a dosare la forza della pedalata assistita. Essa può trovare alloggio sul telaio o all’interno del motore. Nel primo caso si parla di centralina esterna, nel secondo di centralina integrata. Questo pezzo è spesso soggetto a surriscaldamento e viene quindi corredato dalla casa produttrice di sistemi di raffreddamento.

Sensori

I sensori servono a mettere in contatto, per così dire, centralina ed ambiente esterno. Essi in maniera particolare possono misurare la cadenza della pedalata assistita, rilevare la velocità di marcia, comprendere il comando di interruzione dell’assistenza o valutare lo sforzo compiuto dal ciclista in un dato momento della percorrenza basandosi sui dati relativi alla torsione del mezzo, alla tensione della sua catena ed infine alla deformazione del forcellino posteriore destro.

Display

Il display serve ovviamente per ottenere delle informazioni specifiche circa le prestazioni proprie e della e-bike su cui si monta. Queste console possono essere più o meno accessoriate ed in grado di fornire una gamma di notizie oscillante tra i semplici parametri vitali della bici (durata della batteria, intensità di assistenza, ecc.) e comunicazioni che spaziano in diversi contesti (connessione allo smartphone con annessa visualizzazione di messaggi et similia, interazione con app supplementari, trasmissione di musica e così via).

Telaio

Il telaio, come già detto, deve essere molto robusto, soprattutto quando appartiene ad una bicicletta elettrica. Ma non è tutto: esso deve essere in grado di sopportare un certo tipo di sollecitazioni anche sotto sforzo e su terreni accidentati. Ecco perché, tra tutti i materiali disponibili per realizzarlo, si prediligono quelli che alla resistenza uniscano l’elasticità e la leggerezza.

Un esempio? Anche più di uno: acciaio (peccato per la tendenza all’ossidazione), titanio (niente ruggine stavolta, ma costo mediamente alto), carbonio (poco resistente all’impatto con corpi contundenti) ed alluminio (economico, reattivo ma non sempre comodissimo o resistente). Attenzione: quando le biciclette elettriche montano un motore a mozzo è sempre meglio prediligere telai non realizzati in alluminio, stesso discorso vale quando si decide di comprare un kit per elettrificare la propria bici. L’alluminio inoltre invecchia molto di più rispetto agli altri materiali.

Luci

Le luci in una e-bike sono generalmente più potenti rispetto a quanto si possa pretendere in una bici classica. Ciò accade perché ovviamente il velocipede in esame può sfruttare l’energia prodotta dalla batteria anche per assolvere a questo genere di funzioni. Tale caratteristica presenta però anche un rovescio della medaglia: un eventuale guasto alle pile o un loro depotenziamento rischia di lasciare l’utente al buio.

Per ovviare al problema molte case produttrici collegano ormai i fari del dispositivo alla dinamo nel mozzo la quale non va incontro a depotenziamenti di sorta. In ogni caso, dato che la prudenza non è mai troppa, trascinarsi dietro una torcia o delle luci di emergenza non è di certo una cattiva idea.

Torna utile infine sapere che una bicicletta ben equipaggiata sarà in grado di garantire al suo pilota un’intensità di illuminazione che va dai 100 agli 800 lumen da utilizzare rispettivamente in zone in cui si riscontra una buona visibilità e su sentieri bui e poco agevoli. In quest’ultimo caso in particolare sarebbe bene prevedere la presenza di luci anche sul manubrio e sul casco.

Cambio

Tra il cambio delle e-bike e quello delle biciclette muscolari non sono presenti differenze di sorta anche se alcuni modelli più evoluti dell’oggetto in esame possono montare il cosiddetto cambio Rohloff. Esso è un dispositivo sito all’interno del mozzo che si comporta in maniera tale da alternare ben 14 rapporti e da permettere il passaggio da una marcia all’altra in qualsiasi momento e situazione.

Gomme

Le gomme, lo dicevamo già poco prima, sono in media molto rigide al fine di contrastare i telai particolarmente pesanti che contraddistinguono questa varietà di biciclette. I loro valori di TPI sono di norma molto bassi ed i copertoni scarsamente flessibili. Tuttavia la differenza tra queste ruote e quelle montate su una bici muscolare è poco evidente. Nel caso in cui si decidesse però di rinunciare alla pedalata assistita tale affermazione risulterebbe poco veritiera dato che marciare diventerebbe un’azione davvero molto più impegnativa.

Tra le innovazioni in materia si segnalano i copertoni pieni o i cosiddetti airless che risultano in media più scorrevoli, praticamente impossibili da forare e sostanzialmente molto più duraturi rispetto ad altri modelli. Il loro costo al momento è abbastanza alto, ma il gioco vale la candela…

Trasmissione

Per quanto riguarda la trasmissione diremo che poco o niente cambia tra una bici elettrica ed una muscolare. La durata di una trasmissione, per quanto riguarda una bicicletta elettrica almeno, è in qualche modo dipendente dalla tipologia di motore installato sul velocipede. In generale è bene sapere che un motore al mozzo garantisce una migliore conservazione della trasmissione, cosa che invece non può dirsi per i motori centrali.

Sospensioni

Le sospensioni di una e-bike sono di norma tarate diversamente rispetto a quanto accade per una bici muscolare. Ciò si verifica perché le biciclette elettriche sono mediamente dotate di un assetto più rigido utile a meglio ovviare al problema del peso in eccesso del telaio.

Freni

I freni di una bici elettrica devono essere molto più potenti rispetto a quelli normali dato che la massa da arrestare è sempre maggiore in confronto a quella stimata per una bicicletta muscolare. Essi possono appartenere alla tipologia dei freni V-brake, ottimi per le città e le pianure, e dei freni a disco, perfetti soprattutto in caso di pioggia, fanghiglia o neve. Questi ultimi sono in genere preferibili rispetto agli altri in quanto aventi una maggiore aspettativa di vita e mediamente abbastanza economici.

Perché acquistare una bici elettrica?

In molti, soprattutto gli amanti della bicicletta old style, si saranno chiesti per quale motivo ci si orienti sull’acquisto di una e-bike. Beh, le ragioni ci sono e sono anche tante. Iniziamo col dire che tale modello di bici può essere utile per fare del movimento senza faticare troppo: insomma andare a lavoro in bicicletta e non sudare tanto da allontanare clienti e colleghi potrebbe essere un buon compromesso per gli amanti dello sport che vogliano conservare il loro impiego.

D’altra parte tutti coloro i quali nascondano nel loro io l’animo dell’esploratore non possono che apprezzare uno strumento del genere: come farebbero allora a percorrere distanze e sentieri diversamente improponibili semplicemente pedalando? Come potrebbero scoprire luoghi poco accessibili per via delle ripide salite che li isolano dal mondo?

E perché non dedicarsi al bikepacking, un nuovo stile di vita che spinge gli animi avventurosi a partire con e-bike, zaino e tenda in spalla, per immergersi nella natura? Che tali opzioni stimolino, e non poco, gli utenti è una verità agevolmente riscontrabile: non è difficile recarsi in un villaggio turistico, in un’area camping attrezzata et similia e vedere che tra i tanti servizi offerti dalla direzione c’è anche il noleggio della bici elettrica.

Ma non finisce ancora qui: questo prodotto, oltre a consentire a chiunque di vivere fantastiche avventure, permette anche ai disabili di prendere parte a spedizioni su due ruote senza aver necessità di ulteriore assistenza. Inutile dire poi che sportivi, sovrappeso ed utenti non motorizzati possono trarre i loro vantaggi dall’acquisto di questo velocipede. Inoltre questi mezzi vengono spesso impiegati quando si manifesti la necessità di procedere, magari dopo un infortunio, con particolari terapie riabilitative.

In ultimo è bene sottolineare che tale oggetto può essere utilizzato praticamente da chiunque, non inquina, sfrutta delle batterie ricaricabili ed è davvero divertente: che altro pretendere da una due ruote?

Esistono dei limiti di impiego?

Esistono dei limiti di impiego per le biciclette elettriche o si può scegliere di utilizzare questo particolare mezzo di locomozione un po’ dappertutto? Diciamo che a norma di legge le e-bike dovrebbero essere impiegate su pista ciclabile o, in alternativa, nelle zone a traffico limitato. Questi mezzi, al pari delle normali biciclette, non necessitano di tariffe assicurative, non devono possedere una targa ed il conducente può avere o meno patente di guida o scegliere se indossare il casco.

A questo proposito diremo che il suggerimento è comunque quello di non pedalare mai senza un copricapo protettivo, non fosse altro che per non trasformare una piacevole gita in un dramma. Chiaramente perché queste regole possano essere ritenute applicabili al proprio mezzo è necessario accertarsi che il motore qui in uso non superi una certa cilindrata:

oltre i 250W a potenza continua si avrebbe infatti a che fare con un ciclomotore a tutti gli effetti equiparabile ad un motorino che quindi andrebbe assicurato, immatricolato, guidato soltanto se in possesso di relativa patente e con l’obbligo di indossare il casco. Non attenersi a queste specifiche può costare caro ai meno attenti alle leggi: multe, conseguenze civili e penali sarebbero infatti le conseguenze più ovvie.

Il principio di funzionamento delle bici elettriche

Adesso che abbiamo iniziato a prendere confidenza con questo velocipede è forse il caso di capire meglio il principio per il quale esso possa funzionare. Sebbene le e-bike prevedano la presenza di un motore elettrico, è anche vero che esso non funzionerebbe senza il lavoro di una centralina a sua volta attiva grazie all’operato della batteria.

Proprio la centralina registra i dati rilevati dai vari dispositivi di controllo presenti a bordo, sensori su tutti, e regola quindi la spinta aggiuntiva da trasferire ai pedali. Tali dati vengono considerati di continuo ed in tempo reale e misurano essenzialmente cadenza, vale a dire il numero di pedalate che l’utente compie nell’arco di un minuto, velocità di marcia, frenate e sforzo.

Chiaramente, sebbene il principio di funzionamento sia più o meno uguale per tutte le biciclette elettriche presenti in commercio, è impensabile che le stesse siano capaci di offrire prestazioni identiche. Molto si deve di certo alle capacità fisiche dell’utente ed al terreno di marcia, ma altrettanto importanti sono le caratteristiche tecniche di alcuni componenti della bici. Vediamole nel dettaglio:

Potenza

La potenza viene in genere percepita dagli utenti come l’intensità di spinta. In questa sede non è il caso di dilungarsi su precisazioni scientifiche che possano rilevare tutte le inesattezze nascoste dietro tale definizione. Per procedere velocemente quindi diciamo che in questo caso ci faremo andare bene la suddetta accezione del temine “potenza”. Diciamo anche che un motore potente può essere mal gestito dalla centralina e, a fronte di una pedalata assistita parecchio energica, può dare al velocipede caratteristiche di movimento alquanto brusche e fastidiose.

Una centralina ben funzionante, al contrario, assicura un moto omogeneo e delicato seppure a velocità sostenute. La potenza nominale di una e-bike secondo normativa di legge non dovrebbe superare su strade pubbliche i 250W. In zone dedicate invece il mezzo a due ruote non è soggetto in tal senso ad alcun tipo di restrizione.

Velocità

La velocità, ossia semplicisticamente il tempo impiegato per spostarsi da un punto all’altro, viene in questo caso misurata in Km/h. Un mezzo come quello qui in esame non dovrebbe superare i 25 Km/h, almeno per quanto riguarda la marcia con pedalata assistita. D’altro canto, una volta valicato questo limite, il motore si disattiva in automatico e l’unico mezzo per marciare ad una velocità che vada oltre il parametro sopra indicato è pedalare a più non posso.

In commercio comunque esistono anche dei kit che, installati a bordo, possono trarre in errore la centralina spingendo la bici ad un limite di velocità assistita pari a circa 40 Km/h. Lo speed tuning, questo è il nome di tale accessorio, è in genere illegale, almeno se si usa la bici anche su strade in cui la circolazione è pubblica. Esso tra l’altro, una volta installato, annulla le eventuali garanzie ancora in corso attive sulla e-bike.

In ultimo è bene sapere che montare uno speed tuning sulla propria bicicletta elettrica può voler dire anche incappare in serie conseguenze legali nel momento in cui si dovesse rimanere coinvolti in un sinistro.

Coppia motrice

Essa determina la forza con cui il motore è in grado di ruotare intorno al proprio asse e viene misurata in Newton metri (Nm). Quando il mezzo di locomozione consta di un motore al mozzo la coppia motrice sarà sempre costante. Questo valore, in qualche modo in grado di interagire con la velocità mantenuta dalla bici, non è in tal senso determinante: perché il velocipede proceda speditamente è molto più importante mantenere un’elevata velocità di rotazione.

Livelli di assistenza

Tantissimi sono i livelli di assistenza più o meno reperibili in una e-bike ed a volte essi sono persino programmabili e personalizzabili. Non mancano poi strumenti atti a permettere l’interazione tra bicicletta elettrica e computer o smartphone. Alcuni livelli di assistenza infine sono tarati per ottimizzare al massimo il consumo energetico del velocipede.

Autonomia

L’autonomia indica il quantitativo di tempo ed il chilometraggio che la bici può sostenere senza ricaricare le batterie. Tale valore può dipendere da una lunga serie di variabili che vanno dalla capacità delle pile alla velocità di rilascio energetico delle stesse, dalle tipologie di attriti affrontati al peso del carico, dal livello di pedalata assistita al livello di pendenza del sentiero che ci si trova a percorrere.

Come sceglierla?

Ed eccoci finalmente al momento saliente di questo articolo: imparare a scegliere la bicicletta elettrica che meglio si adatta alle proprie esigenze. Prima di mettere mano al portafogli sarebbe il caso di porsi alcune domande preliminari, ad esempio relativamente al tipo di strada che si intende percorrere in sella al proprio acquisto, nonché di soffermarsi ad esaminare alcune caratteristiche tecniche dell’oggetto in esame. Nel dettaglio:

Tipologia di bicicletta elettrica

Un po’ come accade per gli abiti, anche le e-bike possono essere più o meno adatte ad una situazione o ad un contesto. Per questo motivo chi conta di pilotare il suo velocipede soprattutto in città punterà su un mezzo comodo e veloce che non necessariamente costi un occhio della testa. Chi al contrario volesse usare la sua bicicletta elettrica per percorrere sentieri impervi di montagna o di collina meglio farebbe a scegliere una eMTB, vale a dire una Mountain Bike elettrica.

Chi invece viaggia spesso ma non sa rinunciare all’adrenalina derivante da una bella pedalata potrebbe acquistare una bicicletta elettrica pieghevole, ma se invece sul mezzo si desidera trasportare anche il cane, il bimbo piccolo o dei carichi meglio scegliere una cargo eBike. In ultimo chi già sa che in sella alla sua fidata compagna affronterà terreni duri ed ostili, come ad esempio quelli sabbiosi o ricoperti da coltri di nevi, dovrebbe orientarsi su una fat eBike. Insomma: come è facile riscontrare esiste una bici elettrica per ogni circostanza, basta saper scegliere…

Motorizzazione

Un altro valido criterio di valutazione potrebbe essere rappresentato dal tipo di motore montato sul velocipede. Le sue prestazioni dipenderanno non soltanto dalle caratteristiche intrinseche dell’oggetto, ma anche dall’adattabilità dello stesso ad un determinato tipo di utilizzo. Chi ama pedalare in pianura ad esempio dovrebbe scegliere un motore nel mozzo, gli scavezzacollo dovrebbero optare per un motore centrale e chi proprio non volesse saperne di faticare per un bel motore a rullo.

Batteria

Anche la batteria è un elemento da valutare con attenzione in quanto capace di influenzare l’affidabilità ed il livello di prestazioni del mezzo. Tra le tante varianti in commercio si consiglia di propendere sempre per quelle alimentate al litio che offrono prestazioni davvero molto soddisfacenti e che non pesano poi più di tanto. Un altro parametro relativo alle batterie da tenere sempre in considerazione è la posizione in cui esse vengono piazzate sul telaio: questa può infatti influenzare la praticità della guida.

Tenendo conto del fatto che le pile devono stazionare in posizione centrale e quanto più possibile prossima al contatto con il terreno, esse possono essere alloggiate sul tubo obliquo del telaio, quindi in corrispondenza dello spazio normalmente riservato alla borraccia, nel mozzo (soluzione che alleggerisce l’impatto estetico della bici ma che può di contro appesantirne la ruota) o nello zaino se ci si vuole garantire prestazioni ottimali.

Alcuni modelli invece prevedono l’installazione della stessa sul manubrio o sul sellino, ma non si tratta sicuramente delle migliori proposte possibili in tal senso.

Comandi del manubrio

Il manubrio può avere configurazioni diverse a seconda che si scelga di acquistare un modello di bicicletta elettrica piuttosto che un altro. Alcuni ciclisti mal sopportano la presenza di indicazioni, messaggi e luci su questa parte del velocipede e preferiscono quindi optare per prodotti che si interfaccino via bluetooth con smartphone et similia.

Altri invece compiono una scelta diametralmente opposta e preferiscono quindi acquistare biciclette i cui manubri siano fonte inesauribile di informazioni ed indicazioni. E’ importante in ogni caso che i comandi abbiano posizione ergonomica e che i display possano all’occorrenza essere smontati ed alloggiati altrove (caratteristica utile soprattutto quando si percorrono sentieri in cui è facile cadere e danneggiare quindi il dispositivo).

Costi

Anche il costo della bicicletta elettrica opzionata può rappresentare un parametro di valutazione. E’ chiaro che esso dipende da una lunghissima serie di variabili e dalle caratteristiche intrinseche dell’oggetto. L’esborso poi può variare anche in relazione alla scelta di acquistare il prodotto online (non è raro concludere degli affari, ma il non poter toccare con mano in questi casi è un grosso deterrente) o in un negozio specializzato (vale l’esatto contrario: si ha la certezza di ciò che si compra, ma i prezzi, a meno di sconti e promozioni, non sempre sono allettanti).

In certi casi infine si potrebbe anche valutare l’idea di acquistare un kit di conversione che trasformi la vecchia bici in una e-bike, scelta che però andrebbe compiuta soltanto se il velocipede da trasformare risponde a determinate caratteristiche strutturali. In ogni caso, tanto per poter valutare serenamente i prezzi proposti per l’acquisto della propria e-bike si tenga in considerazione che il costo di un modello di fascia bassa si aggira sulle 400/600 euro.

Per un prodotto di fascia media invece bisogna sborsare dalle 1000 alle 1500 euro, mentre per una bici professionale possono essere necessarie dalle 2000 alle 5000 euro. Se poi proprio ci si volesse concedere il meglio tra quello che ha da offrire il mercato l’esborso previsto potrebbe abbondantemente superare le 5000 euro di cui sopra…

FAQ

In molti si chiedono se in fin dei conti condurre una bicicletta elettrica costi o meno fatica. La risposta è che se è vero che non si suda tanto quanto si farebbe con una bici muscolare possiamo garantire che si suda comunque, e parecchio anche. In sostanza, raddoppiando le distanze percorse, le divergenze tra i due mezzi si appianano ed in certi casi la stanchezza inizia a farsi sentire più che con una bici normale dato che alcuni meccanismi possono alla lunga rendere l’oggetto in esame più difficile da condurre.

Uno di questi è l’eventuale assenza di pedalata assistita magari a causa di un guasto o della fine della carica delle pile. In tali casi tra l’altro bisogna considerare anche il peso maggiore del telaio e di altre componenti che, almeno nei prodotti migliori, possono eventualmente essere rimossi per alleggerire il carico e pedalare con meno fatica. Concludendo quindi il segreto di questo velocipede, almeno sin quando la batteria è carica, sta nei sensori di sforzo che rendono la pedalata più agevole e meno faticosa in salita.

Ci si chiede poi quale possa essere l’autonomia del prodotto. E’ presto detto: senza fermarsi per caricare le pile si possono percorrere dai 20 ai 100 Km, ma tale parametro dipende dalle condizioni climatiche, dal peso in movimento, dal livello di assistenza, dal tipo di itinerario e così via.

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3 Recensioni
Bunao Bicicletta Elettrica City Bike Pieghevole a Pedalata Assistita, Ruote 26'',...
  • la batteria è integrata nel tubo obliquo per design, mantenendo il peso basso e centrato e rendendo così una guida più stabile.
  • questa affidabile unità a trazione posteriore da 250 W è nota per il suo livello di resistenza, potenza e per la pedalata assistita a lunga...
  • un manubrio regolabile, le impugnature ergonomiche e la sella con perno di sospensione servono a fornire la guida più confortevole anche per le...
  • Il nostro display LCD, semplice ed elegante, ti offre tutte le informazioni necessarie sul tuo viaggio attuale.Inoltre, consente di regolare la...
  • Le luci Spanninga anteriori e posteriori mantengono la strada con alta visibilità, mentre i cavi disposti internamente aggiungono eleganza al...
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