Biotrituratori

Acquistare un biotrituratore significa senza dubbio compiere una scelta ecologica. Questo utile attrezzo, perfetto per sminuzzare piccoli e grandi rifiuti organici, può ridurre notevolmente la mole di immondizia prodotta dai vari nuclei familiari o dalle attività impegnate nel settore agricolo, della pastorizia e perché no, del turismo e della ristorazione. Ma non finisce ancora qui.

Grazie alla macchina in esame, oltre che evitare di intasare le nostre discariche, potremmo produrre dell’ottimo cippato oppure ancora del fertilizzante di qualità. Il biotrituratore però, come del resto dice la stessa parola, può compattare soltanto prodotti un tempo ritenuti viventi (“bio” significa infatti vita) quali parti di rami e piante, vegetali, bucce o scorze, residui alimentari e così via.

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Biotrituratore: come funziona?

Partiamo dal presupposto che attualmente il mercato ci offre la possibilità di scegliere tra biotrituratori elettrici e biotrituratori a motore. Il loro funzionamento è pressoché identico: l’unica cosa che differenzia gli uni dagli altri infatti è il principio di alimentazione. Questa consapevolezza ci permette di spiegare genericamente quali meccanismi vengano impiegati per la loro messa in opera.

Detto ciò, è innanzitutto bene specificare che, in entrambi i casi, sul corpo di un biotrituratore sono di norma previste due aperture: una di esse serve ad accogliere i rifiuti organici e, dato che in questi apparecchi possono anche essere introdotti dei rami e dei tronchi, è in genere abbastanza ampia. L’altra porticina, dalle dimensioni evidentemente più ridotte, permette invece di raccogliere il prodotto finito.

Per rendere questa operazione un po’ più semplice è bene munirsi di rastrelli, arieggiatori ed attrezzi da giardinaggio che agevolino la raccolta degli scarti lavorati. Insomma: una volta che tutti i rifiuti organici sono stati sminuzzati e che il compost o il cippato sono stati realizzati in tempi ultrarapidi che senso avrebbe perdere ore per raccogliere manualmente o con mezzi impropri tutto quello che il biotrituratore spara letteralmente qui e là?

All’interno del dispositivo sono ovviamente presenti anche delle lame molto affilate che quindi si prestino a sminuzzare, un po’ come farebbe un comune robot da cucina, gli elementi introdotti nel macchinario. A questo punto è bene fermare un attimo il discorso e puntualizzare che quando si caricano dei rifiuti all’interno del biotrituratore è sempre bene proteggere le mani con dei guanti da giardinaggio abbastanza spessi:

le lame infatti sono purtroppo facili da urtare accidentalmente o da toccare involontariamente e se sono in grado di affettare un tronco figuriamoci cosa possono fare con una mano! Inoltre nel momento in cui si dovesse rendere necessario spingere dentro i prodotti di scarto sarebbe ancora meglio avvalersi di uno strumento nato proprio con questo scopo e che riduce al minimo il rischio di infortuni ed intoppi.

Ci occuperemo comunque meglio di questo aspetto quando tratteremo la voce relativa alla sicurezza durante l’uso dei biotrituratori. Alla luce di quanto sinora affermato è facile dedurre infine che in commercio siano reperibili tanto dei macchinari per uso domestico quanto dei prodotti pensati per un uso professionale: sta all’utente però decidere se acquistare l’una o l’altra variante ovviamente rapportandosi soprattutto alle proprie esigenze.

Migliori biotrituratori a scoppio ed elettrici 2019

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  • Potente motore High Power da 2500 Watt
  • Sistema brevettato Block Release, per eliminare agevolmente eventuali intasamenti senza necessità di montare l’imbuto di caricamento
  • Tritura agevolmente materiali legnosi fino a 45 mm di diametro, grazie alla coppia di taglio, pari a 650 Nm
  • Dotazione AXT 25 TC, imbuto per materiale di scarto, cesto di raccolta e confezione in cartone
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  • 【Diametro del Colpo Lungo】 Il diametro massimo di taglio è di 40 mm, può tagliare tutti i rami, cortecce, bambù, arbusti e piante legnose
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  • 【Funzionamento e Installazione Semplici】 Il sistema è semplice ed efficiente e il processo di installazione è semplice. Tutti gli...
  • 【Garanzia】 Biotrituratore da Giardino x1, manuale d'uso x1, scheda di garanzia di 24 mesi con servizio a marchio Tacklife
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BAKAJI Biotrituratore Elettrico Tritafoglie Potenza 2500W Trituratore Foglie Rami e...
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BAKAJI Biotrituratore Elettrico Tritafoglie Potenza 2500W Trituratore Foglie Rami e...
  • Il biotrituratore elettrico bakaji è dotato di un potentissimo motore a spazzola in fili di rame con un potenza di 2500w
  • Il compostaggio viene inserito nell'ampia tramoggia posizionata sul lato superiore del biotrituratore
  • Il contenitore può essere comodamente rimosso dal biotrituratore per poi essere svuotato con la massima facilità
  • Il biotrituratore bakaji infine è fornito di maniglia e di 2 ruote che facilitano il trasporto permettendovi di trasportarlo comodamente ovunque
  • Potenza: 2500w
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Bosch Home and Garden 0600853600 Biotrituratore Elettrico, 2200 W, Black,Green
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Bosch Home and Garden 0600853600 Biotrituratore Elettrico, 2200 W, Black,Green
  • Biotrituratore con meccanismo di taglio a lama da 2200 Watt
  • Imbuto di caricamento rapido
  • Lama di precisione a lunga durata, tagliata al laser, con prestazioni di taglio elevate
  • Paletta convogliatrice per riempimento facile e capacità di triturazione veloce
  • Trasportabile grazie al suo peso ridotto
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vidaXL Cippatrice a Benzina Motore 15 HP Cippatore Trinciatrice Trituratore
  • Spazzaneve:Colore: Giallo Nero
  • Larghezza di compensazione: 560 mm
  • Altezza di aspirazione: 400 mm
  • Tipo motore: ZONGSHEN, 1 cilindro, raffreddato ad aria, 4 tempi
  • Cilindrata: 196 cc
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BLACK+DECKER BEGAS5800-QS Biotrituratore 2800W, Taglio 4.5cm
  • Potenza 2800W, Capacità di raccolta 45L e capacità di taglio 4,5cm di diamentro; cesto di raccolta integrato per l'acquisizione di detriti e...
  • Silenzioso in uso grazie al motore ad induzione
  • Interruttore per bloccare la macchina in caso di sovraccarico, protegge da evetuali inceppamenti
  • L'interruttore di chiusura assicura che la scatola di raccolta non possa essere rimossa durante il funzionamento
  • Sistema di taglio a rullo potafresa

Le tipologie in commercio

Non tutti i biotrituratori sono uguali, del resto lo abbiamo accennato già qualche riga fa. Sappiamo bene infatti che ciascuna casa produttrice lancia sul mercato modelli dal design diverso, dalle tinte differenti e quant’altro, ma le peculiarità di cui ci occuperemo in questa sede sono principalmente legate al tipo di alimentazione utilizzabile.

Partiamo allora dal su citato biotrituratore elettrico il quale si presta soprattutto ad un uso domestico. Chiariamoci: sebbene esistano delle varianti appartenenti a questa tipologia che ben si adattino anche ad un uso semi professionale, il massimo che un prodotto del genere possa fare è quello di tritare rami il cui diametro non superi la trentina di millimetri. In genere i biotrituratori elettrici costano meno rispetto alle varianti a motore, ma hanno anche una potenza nettamente inferiore se paragonati a questi ultimi. Il prodotto è per questi motivi, oltre che per la sua sostanziale maneggevolezza e praticità di impiego, consigliato soprattutto per un uso hobbystico o domestico.

Un biotrituratore alimentato da motore a scoppio invece presenta caratteristiche diametralmente opposte rispetto a quelle sopra descritte: è quindi poco leggero, sicuramente non compatto, costoso, ma anche molto potente ed in grado di tritare praticamente di tutto (attenzione, quando si dice che un biotrituratore a motore può tritare praticamente di tutto ci si riferisce ovviamente solo ed esclusivamente a materiali organici la cui larghezza massima, pensiamo ad esempio ai tronchi, non superi la sessantina di millimetri: meglio evitare quindi esperimenti controproducenti inserendo al suo interno altre tipologie di rifiuti).

La domanda a questo punto sorge spontanea: un biotrituratore a motore andrebbe quindi acquistato soltanto nel caso in cui si svolgessero determinate professioni (p.es. il contadino)? Diciamo di no: chiunque avesse una campagna potrebbe seriamente tenere in considerazione l’idea di impiantare un’attività collaterale investendo nell’acquisto di questo genere di macchinario tanto per comodità personale quanto per una eventuale coerenza con degli ideali ambientalisti o per innato senso degli affari. Perché insomma non vendere il cippato ed il concime eventualmente realizzato?

Fermo restando che gli utenti sceglieranno l’una o l’altra versione del prodotto soprattutto in virtù degli spazi che hanno a loro disposizione e delle risorse economiche del momento, è bene considerare un altro elemento che in qualche modo può servire a prendere una decisione un po’ più ponderata in merito all’acquisto di un biotrituratore: la manutenzione.

Diciamo allora che i prodotti elettrici necessitano in genere di scarse attenzioni, mentre quelli a motore sono un po’ più impegnativi e spesso diventa doveroso per ripristinare le loro normali funzioni chiedere l’aiuto di un tecnico. In tal senso è quindi fondamentale fare un po’ di sana prevenzione: mai utilizzare a sproposito o in maniera, per così dire, creativa il proprio dispositivo dato che in questo modo potrebbero danneggiarsi le lame e, di conseguenza, determinare il malfunzionamento dell’intero biotrituratore.

Si consideri infine il rumore prodotto dall’uno e dall’altro dispositivo. Com’è facile immaginare la variante provvista di motore a scoppio è sempre meno silenziosa. Sembrerà forse inutile o superfluo specificarlo, ma soprattutto se si abita in una zona molto popolosa optare per uno strumento rumoroso è una scelta abbastanza criticabile e, data anche la presenza di precise normative circa il disturbo della quiete pubblica, in quel caso potrebbe diventare quasi obbligatorio optare per un macchinario ad alimentazione elettrica.

Tutte le funzioni disponibili

La funzione del biotrituratore è solo quella di produrre compost e cippato? No, per niente. Questo attrezzo fondamentale per eliminare i rifiuti organici rispettando la natura serve ovviamente anche ad ottimizzare gli spazi domestici e lavorativi ed a migliorare la propria compostiera. Vediamo un po’ di approfondire la questione esaminando nel dettaglio le varie funzioni del prodotto:

Ottimizzare gli spazi

I residui organici, è praticamente impossibile negarlo, occupano spesso molto spazio, diventano velocemente maleodoranti (soprattutto se lasciati al sole) e di certo non è piacevole saperli in giro. Pensiamo al caso di un modesto giardino di proprietà: nel momento in cui iniziano a cadere le foglie diventa necessario accatastarle e buttarle negli appositi sacchi, aspettare che il servizio di nettezza urbana porti via i rifiuti, intanto mischiati con quelli prodotti a casa, e sperare che la puzza non ci travolga.

Tutto ciò, oltre che poco piacevole, riduce i nostri spazi vitali. L’uso di un biotrituratore risolve i suddetti problemi in una volta sola ed anzi, chiunque lo desiderasse, potrebbe in questi casi acquistare il prodotto in questione nella versione con arieggiatore integrato rendendo l’operazione ancora più rapida e veloce.

Realizzare cippato

Il cippato, ossia le scagliette di legno da utilizzare come combustibile naturale, come materia prima industriale oppure ancora come fertilizzante, può essere prodotto a partire dalla lavorazione dei tronchi e dei rami a mezzo di un biotrituratore. I pezzi così ottenuti avranno ovviamente forme e dimensioni diverse, ma saranno di pari qualità rispetto a quelli acquistati nei centri specializzati (a patto però di iniziare la lavorazione quando il materiale avrà ormai raggiunto un certo standard di secchezza).

Produrre del cippato significa quindi accendere un bel barbecue oppure vendere il materiale di scarto a terzi. In ogni caso quel che è bene sottolineare è che grazie a questa lavorazione si aiuta, una volta tanto, la natura. Tale produzione infatti consente non soltanto di contribuire allo svuotamento delle nostre discariche, ma anche di riciclare materiale biologico di scarto dando vita, grazie alla funzione fertilizzante del prodotto così ottenuto, a nuove piante, nuovi alberi e quant’altro.

Migliorare la compostiera

La compostiera, lo sappiamo tutti, è un utensile impiegato per la realizzazione domestica di materiale da compostaggio. Quest’ultimo viene di norma utilizzato per la cura e la manutenzione del giardino, dell’orto e così via. Le compostiere, liberamente acquistabili online o nei negozi specializzati, possono essere anche realizzate artigianalmente senza per altro richiedere particolari abilità tecniche o manuali all’utente che si cimenti nell’impresa. L’importante è in questi casi prestare molta attenzione all’arieggiatura del sistema.

Grazie ad essa infatti l’humus potrà essere prodotto senza grossi intoppi. Il materiale così ottenuto, per altro in virtù dell’assidua azione di funghi e batteri, può essere unito a quello introdotto nel biotrituratore dando vita ad un fertilizzante ricco e completo più di molti altri attualmente reperibili in commercio. Oltretutto, a differenza di questi ultimi, il nostro humus sarà del tutto gratuito. Questo particolare potrebbe incidere parecchio sul proprio bilancio familiare o aziendale soprattutto nel caso in cui si viva o si lavori in grandi spazi verdi.

La manutenzione

Come del resto avviene con la maggior parte degli oggetti che periodicamente utilizziamo o acquistiamo, anche il biotrituratore necessita di tanto in tanto di qualche attività di manutenzione. Prendere questa buona abitudine serve chiaramente a garantire al macchinario una lunga aspettativa di vita, ma anche a non sprecare il denaro stanziato per l’acquisto del marchingegno (punto abbastanza importante se si considera che la somma richiesta per comprare un biotrituratore, fosse anche un prodotto di fascia bassa, non è esattamente alla portata di tutti).

Chiaramente, pur tenendo presente che esistono prassi diverse per ciascun modello presente sul mercato, è ovvio che alcune procedure di manutenzione siano praticamente ritenute standard e sono quelle che andremo ad elencare nelle prossime righe.

Il primo accorgimento da attuare quando si diventa proprietari di una macchina del genere è senza dubbio quello di usarla secondo le istruzioni fornite a corredo del package e quindi senza forzarla introducendo al suo interno oggetti dalle dimensioni eccessive (si rischierebbe infatti di danneggiare le lame)né tanto meno compiendo operazioni non adatte alle caratteristiche dell’articolo.

Per quanto riguarda le lame, parte fondamentale del biotrituratore, è facile capire che esse debbano ovviamente essere sempre ben affilate. A questa necessità si può provvedere in prima persona soltanto se si possiede la giusta attrezzatura ed una buona tecnica, diversamente si può richiedere l’intervento di terze persone.

Un buon espediente per garantirsi che il prodotto funzioni sempre bene e che non sarà necessario acquistarne uno nuovo prima del tempo, è pulire periodicamente la macchina facendo sì che al suo interno non restino detriti di alcun tipo. Ovviamente per far ciò ci si dovrà avvalere di attrezzi specifici e di protezioni adeguate.

Ogni qualvolta si rendesse necessario poi sostituire una o più parti del biotrituratore bisognerebbe preventivamente accertarsi che l’incombenza gravi soltanto su personale qualificato e che i pezzi di ricambio adoperati siano compatibili con il macchinario oltre che preferibilmente originali. L’uso di pezzi sostitutivi che non rispondano a queste caratteristiche, oltre che determinare la probabile comparsa di ulteriori danni al prodotto, potrebbe invalidare una garanzia ancora in corso di validità.

Ed a proposito di garanzia: dato che i danni al sistema possono verificarsi con una certa frequenza, è sempre bene preferire un articolo garantito per almeno un anno. Quando l’attrezzo non è in uso o si sa già a priori che non verrà adoperato per lunghi periodi di tempo, è buona norma collocarlo infine in un deposito o in un ripostiglio ben coperto che sia anche adeguatamente arieggiato ed in cui non possano verificarsi infiltrazioni d’acqua.

Si tenga infatti ben presente che tanto quest’ultima quanto l’umidità in genere, soprattutto in presenza di cavi elettrici, possono rivelarsi davvero nocive per l’apparecchio che, oltretutto, in fase di inutilizzo dovrebbe sempre essere staccato dalla spina (ovviamente nel caso in cui si disponga di un prodotto ad alimentazione elettrica).

Biotrituratore e sicurezza

Per quanto dotato di lame particolarmente affilate, il biotrituratore non è sicuramente l’attrezzo da giardinaggio più pericoloso in assoluto: certo, non si può dire che sia del tutto innocuo, ma c’è anche di peggio. In ogni caso è comunque bene prima ancora di mettere mano al portafogli accertarsi che il marchingegno risponda a tutti gli standard di sicurezza del caso.

I migliori prodotti reperibili sul mercato sono ad esempio concepiti in maniera tale da possedere telai sufficientemente larghi oltre che ben piantati a terra. Questa caratteristica serve chiaramente ad aumentare la stabilità del macchinario riducendo il rischio di incappare in incidenti tutto sommato prevedibili. Ma non è ancora tutto.

Per evitare inconvenienti a cui difficilmente si possa porre rimedio, è meglio accertarsi a monte che il prodotto sia dotato di interruttori di sicurezza. Essi, per quanto all’apparenza poco importanti, possono bloccare la macchina appena in tempo quando magari ci si accorge di essere in pericolo o che il nostro compagno di lavoro ha repentinamente introdotto le mani nelle immediate vicinanze delle lame, oppure ancora che il nostro animale domestico ha deciso di ficcanasare in zona nel momento meno opportuno.

Per poter lavorare in tutta sicurezza però non bisogna cercare delle garanzie soltanto dalle case produttrici: quelle indubbiamente non devono mai mancare, ma bisogna anche che gli utenti imparino ad attenersi a regole ben precise. In primo luogo, anche se è forse superfluo specificarlo, è ovvio che i più piccoli non debbano mai avvicinarsi a questo attrezzo né quando è spento né, a maggior ragione, quando è in attività. Stesso discorso vale per gli animali domestici.

Per garantirci che tutto vada per il meglio, ancor prima di azionare il biotrituratore, è buona abitudine verificare poi che ognuna delle sue componenti sia al posto giusto e che non ci siano danni di sorta: basterebbe un bullone appena allentato perché gli standard di sicurezza una volta molto alti scendano giù in picchiata… Per lavorare senza rischiare di essere vittima di qualche brutto incidente è sempre meglio accertarsi anche che la macchina sia saldamente appoggiata ad una superficie priva di dislivelli oltre che ben asciutta: soltanto in questa maniera si potrà evitare infatti che essa scivoli arrecando possibili danni a tutto quello che la circonda.

Nel momento in cui si cercherà un’adeguata collocazione per il biotrituratore, è chiaro che esso non verrà mai avvicinato a muro e che dovrà lavorare sempre all’aperto. Importantissimo è anche curare il proprio abbigliamento da lavoro: nel nostro corredo non dovranno mai mancare degli occhiali protettivi che avvolgano per intero l’area oculare, dei guanti da giardinaggio molto spessi e ben imbottiti, delle cuffie che proteggano i timpani dalle ripetute emissioni sonore del macchinario ed in generale un vestiario comodo ed un po’ trasandato che se anche dovesse macchiarsi o danneggiarsi non ci infastidirebbe più di tanto.

E’ infine ovvio che il biotrituratore dovrà lavorare solo materiali organici delle giuste dimensioni, rimanere acceso soltanto se in piena fase di attività, essere disattivato durante le operazioni di manutenzione e trasporto e mai messo a contatto con acqua e liquidi.

Quanto costa un biotrituratore?

Come abbiamo accennato già in precedenza il biotrituratore non è esattamente un oggettino economico, tuttavia è anche vero che il ventaglio di prezzi proposti dalle case produttrici è a dir poco ampio. Questo particolare, in fin dei conti, ci lascia ben sperare. E’ chiaro che prodotti professionali ed altamente prestazionali avranno un costo molto alto, pari a circa qualche migliaio di euro.

Questa affermazione, come abbiamo visto, si addice soprattutto ai modelli dotati di motore a scoppio. Varianti meno performanti e comunque più che altro pensate per un uso domestico od hobbystico chiaramente richiederanno esborsi inferiori, soprattutto se ci si accontenta di un modello ad alimentazione elettrica. In questo caso infatti i prezzi si aggirano sul centinaio di euro o poco più.

Detto ciò, è ovvio che prima di sostenere questa spesa, a prescindere dal fatto che si voglia acquistare un prodotto più o meno costoso, non sarebbe una cattiva idea girare un po’ per negozi, magari accertarsi della possibilità di usufruire di sconti e promo, oppure ancora considerare l’idea di acquistare un prodotto di seconda mano o venduto su siti di e-commerce dedicati.

Chiaramente queste due opzioni possono in una certa misura rivelarsi pericolose: è bene infatti accertarsi, magari chiedendo il supporto di un esperto, di acquistare un usato garantito e ben tenuto oppure ancora avvalersi dei sistemi di feedback e di recensioni online per evitare il classico bidone da remoto. Chi compra da internet poi dovrebbe verificare a monte quale sia la politica del venditore in caso di guasti o malfunzionamenti, in materia di reso e garanzia e quant’altro.

Insomma: se non ci si comporta con la prudenza richiesta in questi casi non sempre ci si potrà garantire un effettivo risparmio. I prezzi stracciati ad esempio dovrebbero un po’ indurci a sospettare e comunque non si dovrebbe mai comprare a scatola chiusa o un prodotto senza marca. In ultimo si consiglia sempre di non basare la propria scelta solo sul costo di un articolo: un oggetto può essere ritenuto o meno un buon affare se e quando risponde perfettamente a tutte le nostre esigenze…