Ciclocomputer

Il ciclocomputer è un ritrovato tecnologico che i ciclisti con il pallino del potenziamento atletico e fortemente determinati a superare limiti e record personali non dovrebbero lasciarsi sfuggire: esso infatti registra una serie di dati relativi tanto alle proprie performances quanto a quelle della bicicletta utilizzata consentendo all’utente di turno di intervenire correggendo eventuali pecche riscontrate nell’uno o nell’altro caso.

Inutile dire che questo strumento è stato immesso sul mercato più che altro mirando al target degli appassionati che non si fanno molti scrupoli ad investire qualche centinaio di euro nell’acquisto di attrezzature ed equipaggiamenti di buona qualità.

Inoltre, nella sua variante con GPS integrato, il ciclocomputer può tornare più che utile anche a chi ama esplorare sentieri sempre nuovi, andare per boschi e montagne o, semplicemente, pedalare in città diverse dalla propria o nonostante un cattivo senso dell’orientamento.

Per tutti coloro i quali fossero alla ricerca di qualche suggerimento utile circa l’acquisto di questo apparecchio o volessero per ora limitarsi ad avere delle notizie in più sull’argomento, ecco una piccola guida utile a soddisfare ogni tipo di curiosità.

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Perché acquistare un ciclocomputer?

Forse qualcuno si è già chiesto per quale motivo, all’atto pratico, si dovrebbe acquistare un ciclocomputer. Insomma: ammesso anche che si abbiano particolari velleità atletiche o che non si intenda utilizzare il navigatore del cellulare, in cosa ci può essere veramente d’aiuto questo gingillo?

Beh, prendendo per assunto di aver tra le mani un prodotto di nuova generazione e capace di garantire un ampio ventaglio di funzioni, diremo che grazie al ciclocomputer saremo in grado di stimare con esattezza la lunghezza dei percorsi battuti, la velocità mantenuta (tanto in termini di valori istantanei quanto in termini di valori medi), potremmo avvalerci del programma di navigazione cartografica consultando magari le mappe dei percorsi cicloturistici messe a disposizione degli utenti da siti quali Bikeitalia e simili, potremmo addirittura creare delle mappe personalizzate (funzione molto utile nel caso in cui si abbia la tendenza a percorrere piste e sentieri sconosciuti ai più, isolati e probabilmente non contemplati su portali come quelli appena citati), sarebbe possibile inoltre tenere memoria del percorso effettuato e quindi registrarlo sull’apparecchio, analizzare i dati incamerati passandoli sul PC e dando modo ai più esperti di rilevare informazioni caratterizzanti relative al sentiero seguito, si potrebbe condividere il risultato della propria esplorazione (con tanto di mappa) tra i membri della community, ricavare informazioni circa la frequenza cardiaca dell’atleta (in questo caso è necessario dotarsi anche di fascia pettorale con annessi sensori), la potenza e l’intensità della pedalata in condizioni normali ed in pendenza ed infine ottenere qualche dato relativo alle quote che via via si riescono a raggiungere.

Avremmo a che fare insomma con’infinità di funzioni. Soffermiamoci adesso per qualche istante su alcune di esse, forse le più importanti tra quelle a cui è possibile accedere. Iniziamo con la misurazione delle frequenze cardiache.

Questo aspetto interessa in genere gli atleti professionisti che necessitino di migliorare le loro prestazioni e di ideare quindi degli allenamenti mirati al raggiungimento di un dato obiettivo. Ma non solo.

Quando si inforca regolarmente la bici allo scopo di curarsi in salute prevenendo patologie cardiache o quando non si rinuncia alle due ruote nonostante il sopraggiungere di alcune malattie legate al funzionamento del cuore, diventa utile non superare mai determinati limiti. Tali limiti vengono in genere stabiliti a priori dal medico che ci ha in cura.

Una volta raggiunto il livello di guardia insomma, anche se il ciclista in questione non dovesse accusare particolari disturbi, saprebbe grazie al ciclocomputer che è arrivato il momento di procedere con ritmi più rilassati, cosa che in alcuni casi potrebbe addirittura salvargli la vita.

Passiamo adesso alla rilevazione della potenza. Essa viene misurata in corrispondenza di diversi pezzi meccanici della bicicletta (ad esempio il mozzo posteriore, oppure ancora la catena o, in alternativa, il movimento centrale) che in relazione all’intensità della pedalata subiscono delle torsioni meccaniche più o meno interessanti.

Questi rilevamenti consentono all’apparecchio di tradurre le informazioni raccolte in una stima, espressa in Watt, della potenza esercitata all’atto della pedalata. Inutile dire che tale funzione serve soprattutto a migliorare le prestazioni degli atleti professionisti, ma a volte anche i dilettanti amano esercitare un certo controllo sulle loro performances.

Più adatta alle necessità di questi ultimi è forse la rilevazione della frequenza con cui si compie una pedalata: grazie a questo parametro infatti si può aggiustare il tiro in materia di rapporti che in molti casi risultano eccessivamente lunghi e quindi più difficili da sostenere.

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Suggerimento utile: puntare sullo schermo

Se è vero che all’atto dell’acquisto le funzioni assolte da un ciclocomputer possono essere delle discriminanti di indubbio valore è anche vero che la qualità dello schermo di cui è dotato questo apparecchio non può dirsi da meno. Riflettiamo a proposito su alcuni piccoli particolari.

Innanzitutto il ciclocomputer verrà spesso utilizzato in ambienti esterni, magari eccessivamente soleggiati. Per questo motivo è sempre necessario mettersi nelle condizioni di poter leggere con una certa facilità le informazioni qui riportate. Il suggerimento in tal senso è quello di optare per l’acquisto di un prodotto che non funzioni con tecnologia touch e che restituisca le immagini sfruttando delle scale cromatiche vicine alle tonalità del grigio.

Attenzione: acquistare un prodotto che non funzioni grazie al touch non significa scegliere qualcosa di scadente. Un apparecchio non sensibile al tatto al giorno d’oggi viene inconsciamente identificato da alcuni consumatori come un prodotto obsoleto.

L’oggetto in questione quindi, per una sorta di parallelismo aristotelico, diventa ai loro occhi scarsamente prestazionale. Nella realtà non è così: alcuni prodotti rendono infatti meglio in versione touch, altri, soprattutto in relazione all’uso che bisognerà farne, non necessitano di questa tecnologia, anzi.

Riflettiamo inoltre anche sul fatto che il ciclocomputer verrà utilizzato spesso in movimento e dovrà essere rapidamente consultabile con un semplice colpo d’occhio. Diventa importante quindi prestare una certa attenzione all’atto della scelta anche alle dimensioni del monitor ed alla generale nitidezza dello schermo.

Ciclocomputer: come installarlo?

Ed eccoci arrivati alle dolenti note, almeno per chi non padroneggi più di tanto l’arte dei fai da te. Partiamo dal presupposto che in questo trafiletto non potremo che dare delle indicazioni di massima relativamente al montaggio ed all’installazione del proprio ciclocomputer: ogni modello infatti ha una storia a sé e la procedura da eseguire in un caso non è detto che possa essere replicata in un altro.

Proprio per questo motivo, prima di mettere mano al portafogli, è sempre bene accertarsi che sulla scatola o all’interno della confezione siano presenti le relative istruzioni e che, possibilmente, siano scritte anche nella nostra lingua.

Detto ciò, facciamo notare a chi legge che tutte le versioni più moderne di questo marchingegno funzionano sfruttando delle tecnologie wireless. Questa informazione, a prescindere dal modello di ciclocomputer che decideremo di acquistare, ci fa comprendere che in molti casi almeno sarà possibile bypassare a priori il problema del collegamento di fili e cavi che, oltretutto, non ci staranno letteralmente tra i piedi tra una pedalata e l’altra.

Di norma il blocco centrale dell’apparecchio può essere fissato al manubrio mediante una staffa di misura adeguata e comunque accessoriata con apposita prolunga su cui adagiare il dispositivo, oppure proprio sullo sterzo della nostra bicicletta avvalendosi di un semplice supporto in gomma da ancorare saldamente alla nostra due ruote mediante un sistema di elastici.

Sebbene istintivamente si sia forse più propensi a ritenere la prima soluzione la migliore, in effetti l’altra offre un maggior numero di vantaggi non fosse altro che per l’assenza di aste lunghe sul manubrio le quali, ovviamente, non possono che innescare un discreto numero di vibrazioni.

Sia che si opti per la prima e sia che si opti per la seconda soluzione comunque il ciclocomputer sarà fissato alla bici in modo tale da poter essere roteato in tutta sicurezza e senza rischiare danni o cadute. All’apparecchio inoltre, lo abbiamo già anticipato, può essere associato un cardiofrequenzimetro il quale costringerà, per così dire, l’utente ad indossare una fascia ad altezza del petto.

Inoltre si tenga presente che sarà necessario completare l’operazione montando anche i sensori di cadenza e di velocità. Essi, racchiusi all’interno di un’unica scatoletta, andranno installati sul telaio in prossimità della ruota posteriore. Sui raggi della stessa invece verrà fissato il magnete in dotazione. Fatto ciò, non resta che lanciarsi in una bella pedalata!

Smartphone o ciclocomputer?

Il ciclocomputer, per quanto non eccessivamente costoso, è un oggetto che molti potrebbero comprare facendo qualche sacrificio. Per questo motivo, fosse solo per correttezza di informazione e per il desiderio di venire incontro alle esigenze di chiunque legga, è giusto far notare che molti smartphone di ultima generazione possono all’occorrenza trasformarsi anche in buoni ciclocomputer.

Basta in questo caso verificare la compatibilità dell’apparecchio con ANT+, acquistare qualche sensore capace di rilevare potenza e cadenza (la spesa in questo caso sarà notevolmente ridotta) ed equipaggiarsi all’occorrenza con un buon cardiofrequenzimetro. A questo punto non bisognerà far altro che scaricare l’app utile al nostro scopo (un esempio potrebbe essere la diffusissima Runtastic, ma andrebbero bene anche le meno note Strava o Google My Tracks) e pedalare.

Attenzione però: usando un cellulare si potrebbe presentare, a maggior ragione diremmo, il problema della visibilità dello schermo. Si cerchi di configurare il dispositivo in maniera tale da avvicinarsi il più possibile alle peculiarità sopra descritte.

Inoltre occhio alle prestazioni della batteria ed al sistema di fissaggio utilizzato (se il telefono cadesse a terra rompendosi i soldi risparmiati non acquistando il ciclocomputer potrebbero essere spesi per l’acquisto di un nuovo smartphone e, per forza di cose, dell’apparecchio qui in esame. Nonostante l’intento di economizzare insomma si finirebbe per spendere il triplo).