Come affilare un coltello

Per affilare un coltello bisogna necessariamente rivolgersi all’arrotino? No, non sempre, ed è una fortuna visto che trovare qualcuno che pratichi quest’antica professione comincia a diventare difficile. Anche se l’istinto potrebbe essere quello di buttare via tutto e di spendere tempo e denaro per acquistare nuove stoviglie, proviamo a sistemare i nostri utensili in casa. Come? Utilizzando uno dei metodi per affilare i coltelli proposti qui in calce.

Molatura dei coltelli: proviamo ad affilare la lama con la pietra

La prima strada da tentare prevede l’acquisto di una pietra pome di forma squadrata. L’ideale sarebbe procurarsene una diamantata i cui lati misurino orientativamente 5x2o centimetri. Diamantato o meno che sia, il nostro oggetto dovrà essere unto con dell’olio o, molto più semplicemente, bagnato con dell’acqua.

Optando per l’uso di acqua, bisognerà lasciare la pietra in ammollo per una quindicina di minuti. Durante questo lasso di tempo ci preoccuperemo di riempire d’acqua una seconda bacinella e di porla vicino alla pietra in modo da poter bagnare nuovamente quest’ultima ogni volta che se ne presenti la necessità.

Scegliendo di utilizzare una pietra da trattare con olio invece dovremo fare in modo che questa non entri mai in contatto con l’acqua. Soltanto così l’oggetto manterrà tutta la porosità iniziale, porosità che garantisce una buona molatura delle lame. Ora, ad onor del vero, dobbiamo dire che esistono anche delle pietre pome che possono essere adoperate a secco. Per questo motivo, quando si acquista una pietra per l’affilatura, sarebbe sempre bene leggere le istruzioni che la accompagnano.

Detto ciò, preoccupiamoci dell’inclinazione di affilatura da utilizzare. Essa dovrà essere pari a circa 20°. Trovato l’angolo giusto, dovremo colorare la punta della lama sia sul lato esterno che su quello interno. Soltanto in questo modo, durante il processo di molatura, saremo in grado di capire se effettivamente l’inclinazione utilizzata sia sempre la stessa.

Cominciando dalla parte più grezza della pietra, arrotiamo grossolanamente la nostra lama. Giriamo quindi la pome sottosopra in modo da poter strofinare la lama sulla faccia più levigata della pietra e quindi da affilare più finemente il coltello. Questa operazione, se la lama è simmetrica, andrà eseguita per entrambi i lati dell’utensile. Affilare un coltello con la pome è un procedimento molto semplice, da eseguire esercitando appena un po’ di pressione sulla lama e cercando di non variare significativamente l’angolo di affilatura.

Come usare l’acciaino (o affilatore in acciaio)

L’acciaino ha più che altro la funzione di conservare la buona fattura della lama e quindi di garantire ottime possibilità di taglio. Di solito si utilizza infatti tra un processo di affilatura e l’altro in modo da prolungare il periodo di efficienza di un coltello. Certo, le molature possono essere ripetute più volte ma, prima o poi, consumeranno definitivamente la parte. L’acciaino serve anche a togliere dal coltello delle eventuali irregolarità, correggendo magari il filo della lama.

Ma come possiamo utilizzarlo per molare? Beh, innanzitutto è importante impugnare l’attrezzo con la nostra mano migliore, con quella che ha presa più salda insomma. Il coltello, ovviamente, verrà sorretto dall’altro arto. Faremo attenzione quindi a posizionare il pollice sulla costa della nostra lama e terremo tutte le altre dita ben piantate sul manico. Il coltello, ancora una volta, dovrà essere inclinato in modo da descrivere un angolo di 20° circa con l’acciaino.

Bene, adesso lasciamo scorrere la lama sull’affilatore in modo da spostarci dal basso verso l’alto. Questo movimento necessita di un discreto vigore e di una buona fluidità. Certo, utilizzare un simile metodo di affilatura non è semplicissimo e, prima di ottenere risultati soddisfacenti, sarà necessario “prenderci la mano”.

Male che dovesse andare però si potrebbe pensare di imparare dal macellaio di fiducia che compie questa operazione più volte al giorno. Attenzione però ad un piccolo particolare: ad un certo punto, lo dicevamo poco prima, l’affilatore in acciaio inizia a perdere efficacia. Quando questo succede bisogna ricorrere all’affilatura a pietra e quindi riprendere in mano il buon vecchio acciaino.

Possiamo usare anche la ceramica

Quando si desidera affilare una lama possono tornare utili anche gli oggetti in ceramica; del resto non è un caso che alcuni acciaini siano costruiti in coccio. A prescindere da tutto questo, procuriamoci una tazzina o magari un piatto, scegliendoli ovviamente tra quelli di minor valore economico ed affettivo. Capovolgiamo l’oggetto poggiandolo su una qualsiasi superficie che possa dirsi piana, resistente, sicura e non sdrucciolevole.

Dato che la ceramica è di per sé discretamente abrasiva, basterà strofinare la nostra lama sullo spigolo presente sul fondo del piatto o della tazza. Ovviamente dovremo lavorare su entrambi i lati del coltello. Ancora una volta poi manterremo la stessa angolazione della lama, preferibilmente i canonici 20°.

La soluzione più veloce: la mola elettrica

Se piatti di ceramica, acciaini e pietre non fanno per noi possiamo optare per una soluzione più specifica: la mola elettrica. In questo caso otterremo sicuramente risultati migliori e più durevoli rispetto a quelli garantiti dagli altri metodi di affilatura. Certo acquisire un po’ di confidenza con gli strumenti del mestiere può servire a migliorare ulteriormente la qualità del nostro lavoro.

Ma come si usa la mola elettrica? Diciamo che questo strumento fa tutto da solo. Chiaramente però, anche stavolta, dovremo trovare l’angolazione giusta e mantenerla. La difficoltà nell’impiego della smerigliatrice sta nel fatto che sarà la macchina a muoversi ed a muovere la lama e quindi la stabilità del sistema potrebbe vacillare.

L’importanza dell’angolo di affilatura

Perché abbiamo insistito tanto sul concetto di angolo di affilatura? Beh, perché determina il potenziale del coltello. A seconda della funzione a cui quest’ultimo è destinato infatti sarebbe bene optare per un’angolazione anziché un’altra. Una lama da carne o da caccia andrà molata, ad esempio, mantenendo un angolo compreso tra i 20 ed i 25°, angolo che sicuramente la esporrà di più al rischio di usura ma che renderà la lama affilatissima.

Per tagliare il pane o le verdure invece possiamo scegliere un angolo di affilatura pari a 40°. Generalmente comunque è sempre una buona regola molare i coltelli mantenendo l’angolo di affilatura originario. Se in precedenza abbiamo scelto i canonici 20° optare improvvisamente per 40° potrebbe voler dire perdere il filo della lama.

Nel caso in cui non si abbia idea dell’angolazione utilizzata per la precedente molatura ci si muoverà sui 15/25°, scelta neutra che va bene per tutto. Un ultimo appunto: ricordiamoci che i coltelli di uso quotidiano andrebbero riaffilati ogni 15/20 giorni.


Silvia Avallone

silvia avallone copywriter esperta

Sono Silvia Avallone, un articolista freelance laureata in tecnologia ed economica aziendale. Da 15 anni scrivo recensioni di prodotti per la casa,  Cucina,  pulizia, elettrodomestici articoli per l'infanzia, salute, bellezza, makeup, ecc.  Testo personalmente i prodotti per la casa e cerco di individuare pro e contro, in modo da consigliare i miei utenti su quale siamo i migliori articoli in commercio. Ho un profilo su alverde con numerosi feedback positivi ricevuti per le mie collaborazioni.