Dizionari di Latino

Il dizionario di latino è un oggetto indispensabile per tutti i liceali e gli universitari che ogni giorno apprendono i fondamenti di questo antico idioma in qualche modo ancora presente nel nostro linguaggio quotidiano. Se è vero che tale disciplina non manca di creare dei grattacapi ai meno interessati è anche vero che in questi casi un buon vocabolario può compiere delle magie.

Qualcuno, soprattutto tra gli amanti della tecnologia, potrebbe obiettare che nell’era del virtuale e del digitale l’idea di acquistare un dizionario è vecchia quasi quanto il latino. Beh, recenti studi hanno dimostrato che le cose non stanno esattamente così.

A quanto pare infatti, per meccanismi inconsci non del tutto chiariti e comunque impossibili da approfondire in questa sede, il nostro cervello sembra apprendere meglio leggendo o studiando dalla carta stampata.

I siti internet che fungono da vocabolari quindi possono essere utili, ma non sono da considerare comunque degli efficaci strumenti di studio. Insomma: non è ancora arrivato il momento di mandare in pensione libri e vocabolari…

Tra l’altro quanto appena affermato diventa ancora più facile da verificare soprattutto quando si ha a che fare con delle materie umanistiche. In poche parole quindi il dizionario di latino può ancora dire la sua e servire a qualcosa, forse più di quanto si sia comunemente portati a credere.

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Come usare un dizionario latino

Un dizionario latino va utilizzato, in linea di principio almeno, così come si usa un comune vocabolario di lingua italiana. Il problema è che alcune parole non sono reperibili sul nostro librone: se lo fossero infatti il suo volume sarebbe pressoché triplicato e la sua trasportabilità, già alquanto problematica, sarebbe praticamente nulla.

Un po’ come accade anche per l’italiano quindi i sostantivi e gli aggettivi sono presenti in un’unica forma. Se nella nostra lingua cercheremo sempre il maschile o il femminile singolare (dipende ovviamente dalla parola) in latino dovremmo essere in grado di individuare la declinazione di appartenenza del lemma e quindi di volgere la parola al nominativo singolare.

Trovata la parola di cui sopra, si riceveranno notizie anche sull’uscita al genitivo e conferme circa la declinazione di appartenenza. Del resto, come sanno i bravi studenti, non sempre è facile capire quale essa sia ed a volte alcune uscite al nominativo coincidono pur avendo a che fare con parole appartenenti a diverse declinazioni.

Differente è la situazione per quanto riguarda i verbi. Se in italiano bisogna essere capaci di coniugare la forma di nostro interesse all’infinito, in latino sarà necessario avvalersi del presente indicativo e della sua prima persona singolare. Una volta risaliti alla parola di nostro interesse, sul vocabolario troveremo l’intero paradigma del verbo.

Questo, sapendo che alcuni modi ed alcuni tempi derivano dalle forme raccolte nel paradigma, dovrebbe aiutarci a coniugare il verbo di nostro interesse o a riconoscere la forma verbale presente nel testo da tradurre. Inoltre sul vocabolario è anche possibile reperire delle informazioni circa eventuali coniugazioni difettive oppure ancora su alcune particolarità della voce.

Viene infine specificata anche l’eventuale derivazione del verbo da altre forme base (p.es. antefero o aufero vengono indicati come derivati del verbo fero). Sul vocabolario è infine possibile, con gli stessi meccanismi, risalire anche alla coniugazione passiva del verbo. Tutte le parti invariabili del discorso, per ovvie ragioni, vanno invece cercate così come appaiono.

Parole come “nunc”, “sine”, “non”, eccetera sono infatti indeclinabili. Il vocabolario qui in esame è in genere composto da una sezione latino-italiano e da una sezione italiano-latino. Il blocco contenente parole italiane tradotte e declinate in latino va normalmente utilizzato cercando cioè i sostantivi nella loro forma singolare ed i verbi all’infinito.

Anche in questa sezione sono presenti diverse informazioni utili e vengono forniti degli esempi di traduzione dall’italiano al latino. Molti vocabolari di moderna concezione hanno soppiantato definitivamente il solito vecchio bianco e nero dei fogli.

Non è raro nelle edizioni più recenti trovare ad esempio delle voci in blu seguite da una serie di informazioni scritte in nero. Ciò allo scopo di facilitare, anche visivamente, la ricerca dei lemmi.

Attenzione: accanto alle parole, poco importa che si tratti di verbi, sostantivi o parti invariabili del discorso, sono spesso presenti degli esempi chiarificatori che possano dare idea del contesto in cui tali lemmi venivano utilizzati.

Essi vengono quindi coniugati o declinati oppure ancora mostrati in frasi tratte da opere classiche o persino da encicliche papali. Meglio quindi quando si ha da tradurre un testo soffermarsi a leggere tutto il capoverso relativo alla parola che si è cercata: magari si è anche fortunati e si trova l’esatta traduzione di una frase di nostro interesse…

Latino: perché si studia ancora?

In molti sostengono che trattandosi di una lingua non più in uso non ha senso studiarla. Le ore che la scuola o l’università riserva allo studio ed all’apprendimento del latino, a parere dei detrattori di questa disciplina, andrebbero dedicate invece all’approfondimento dell’inglese, dello spagnolo, dell’informatica o di altre materie aventi uno scopo pratico ed all’apparenza una maggiore connessione con l’epoca attuale.

In realtà questa posizione può essere facilmente smontata. Studiare il latino infatti può rivelarsi più utile di quanto si pensi. Innanzitutto, proprio in virtù delle tante regole grammaticali di cui questa lingua si compone, approfondire i meccanismi che la regolano significa sviluppare le proprie facoltà logiche e mnemoniche.

In secondo luogo, oltre a catapultarci in un mondo antico di cui apprenderemo con facilità gli usi, i costumi e la storia, il latino può aiutarci a parlare meglio l’italiano ed ad aumentare la nostra comprensione delle parole.

Conoscere il latino tra l’altro significa migliorare le competenze grammaticali relative alla nostra lingua (che è per l’appunto un idioma neolatino) ed apprendere più velocemente il francese, lo spagnolo, il portoghese o qualsiasi altro codice derivante da esso.

Si tenga presente infine che persino gli anglosassoni hanno mutuato molte parole dal linguaggio dei nostri progenitori e che alcuni lemmi sono rimasti invariati nell’attuale terminologia scientifica, legale e settoriale in genere. Insomma: il latino, così come il greco, non è esattamente quello che si definisce una lingua morta…

Migliori dizionari di Latino

Il vocabolario perfetto

Detto ciò, vediamo come fare per scegliere un vocabolario di latino che possa effettivamente soddisfare le nostre esigenze. Partiamo dalla premessa che al giorno d’oggi le edizioni tra cui è possibile optare sono tante, davvero tante.

Un primo aspetto da tenere in considerazione è perciò il nostro effettivo grado di preparazione in materia: alcuni vocabolari sono infatti pensati per i principianti, altri per gli studenti, altri ancora per i filologi. Attenzione invece alle edizioni tascabili: difficilmente queste possono andare bene per la scuola o per tradurre versioni di un certo livello.

Determinati autori infatti, magari perché rivolti ad un pubblico di lettori non eccessivamente esigente, utilizzavano vocaboli semplici e costruzioni poco arzigogolate (si pensi a Fedro, a Cornelio Nepote o addirittura a Cesare), altri invece erano degli intellettuali e non potevano certo adottare registri linguistici a basso profilo (si pensi a Cicerone, a Svetonio, a Quintiliano e così via).

Da qui la necessità di un dizionario latino non tascabile che ad ogni lemma associ tutte le informazioni del caso. Alcuni prodotti sono poi corredati da Cd-Rom, cosa che consente, secondo le necessità, di fare a meno del supporto cartaceo ed evitare quindi di portarsi dietro un grosso peso.

Si immagini di dover andare a studiare da un amico e di avere già con sé uno zaino di tutto rispetto. Ognuno avrà sicuramente bisogno del suo vocabolario, oppure l’amico in questione potrebbe al momento essere sprovvisto di dizionario da prestare all’occorrenza. Quale soluzione migliore se non quella di utilizzare un Cd-Rom?