Elettrostimolatori

I migliori elettrostimolatori ad oggi presenti sul mercato consentono di bypassare l’abitudine di andare in palestra, soprattutto quando qui ci si reca in questo luogo per scolpire e tonificare un corpo che non abbia eccessivi problemi di forma. D’altronde al giorno d’oggi non sempre è facile trovare il tempo o la forza fisica per sottoporsi ad una lunga sessione di allenamento (quante ore al giorno si lavora? E per quante si resta imbottigliati nel traffico?) ed un aiuto alle proprie zone critiche, magari mentre ci si rilassa guardando la tv, è sempre gradito.

Ma gli elettrostimolatori non servono soltanto a questo: essi, a differenza di quanto credono in molti, possono anche avere una funzione che poco o nulla ha a che fare con il miglioramento della propria forma fisica ed aiutare gli utenti, ad esempio, a lenire alcuni dolori che interessano, in maniera ormai cronica, certe zone del corpo.

Ma non è ancora tutto: gli oggetti qui in esame infatti possono anche essere utili nel caso in cui si volesse migliorare un po’ la propria preparazione atletica. Insomma: questo prodotto dovrebbe, per un motivo o per un altro, essere presente praticamente in tutte le case. Impariamo allora come sceglierne uno dei migliori tra quelli che il mercato ha da offrirci.

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Elettrostimolatori: i modelli

I modelli di elettrostimolatori presenti in commercio sono essenzialmente due: se è vero infatti che molte pubblicità propongono una variante per ciascun problema, alla fin fine è vero anche che gli specialisti non faticano ad individuare nei prodotti reclamizzati degli specchietti per le allodole dato che l’articolo in esame può appartenere essenzialmente alla categoria per addominali ed a quella con elettrodi.

Nel primo caso, acquistando uno dei migliori elettrostimolatori presenti sul mercato, praticando di tanto in tanto un po’ di sano sport e mangiando in maniera più sana ed equilibrata, si avrà un ulteriore aiuto per modellare e tonificare i muscoli delle zone critiche, ventre su tutte. Quando si compra un elettrostimolatore addominale si ha in genere per le mani una sorta di grande cintura che consente a chiunque di allenarsi passivamente magari mentre ci si dedica ad altre attività che contraddistinguono la routine quotidiana.

Gli elettrostimolatori con elettrodi invece possono constare di un numero variabile di placche, numero che nei modelli professionali si spinge sino al raggiungimento di una ventina di unità. Questa variante è in grado di lavorare in simultanea su diverse fasce muscolari ed in particolare, si pensi al caso delle cosce, delle braccia o di altre parti simmetriche del corpo, di evitare che un lato venga stimolato più di altri producendo così degli sgradevoli inestetismi.

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Come funziona l’elettrostimolatore?

L’elettrostimolatore sostituisce, per certi versi almeno, il cervello umano. Il prodotto infatti produce una serie di impulsi elettrici che, un po’ come farebbe il nostro organo di pensiero, trasmettono un input di movimento a determinate fasce muscolari. Di norma l’impulso elettrico in questione consente al muscolo interessato di contrarsi e di distendersi in maniera autonoma rispetto a quanto vorrebbe il cervello.

Gli impulsi validi per effettuare quella che in fin dei conti è una ginnastica passiva, vengono trasportati dalla macchina al corpo grazie a degli elettrodi opportunamente piazzati sulle zone interessate. Al loro interno si muovono degli elettroni trasportando cariche elettriche da riversare quindi sui muscoli. Ah, per meglio comprendere, è importante sapere che quando il cervello comunica al corpo il comando di effettuare un qualsiasi movimento, ciò che passa nel nostro organismo è alla fin fine un vero e proprio impulso elettrico.

Perché tutto vada per il meglio in ogni caso è bene capire come piazzare gli elettrodi. Essi, come è ovvio che sia, hanno polarità positiva e negativa. Il primo, quello con carica +, andrà sempre collocato nella zona in cui si individua il fulcro del dolore, l’altro, quello con carica -, nella parte in cui il fastidio si riflette.

Di norma gli elettrodi vengono disposti sul corpo in modo da disegnare un quadrato, ma in alcuni casi degli specialisti sostengono che sia meglio agire diversamente. Per questo motivo, soprattutto se si utilizza l’elettrostimolatore con fini terapeutici, è meglio chiedere ad un addetto ai lavori quale possa essere la posizione delle placche più adatta a lenire i propri fastidi o a venire incontro alle proprie esigenze.

Utilizzare un elettrostimolatore: il programma da scegliere

Quando ci si accinge ad utilizzare un elettrostimolatore la prima cosa da fare è scegliere un programma adatto alle proprie esigenze, quindi collegare gli eventuali elettrodi (nel caso del cinturone di cui sopra i cavi sono interni al meccanismo) e posizionarli sul corpo. A questo punto si dovrà procedere disciplinando l’intensità degli impulsi. In nessun caso comunque le contrazioni così indotte risulteranno dolorose.

Prima di correre a prendere il proprio elettrostimolatore e dar vita alla propria sessione di allenamento muscolare passivo è bene però spendere altre due parole sul programma da utilizzare. In linea generale distinguiamo un TENS ed un EMS differenti tra loro per il tipo di corrente prodotta e, di conseguenza, per il risultato ottenuto. Il primo dei due programmi inseriti di default in questo genere di dispositivi, il cosiddetto Transcutaneous Electrical Nerve Stimulation, produce essenzialmente degli impulsi a bassa intensità (2/150 hz) ed è utile a lenire fastidiosi dolori muscolari ed ossei.

Cervicali, tendiniti, malesseri intercostali di varia natura, problemi a carico della colonna vertebrale, lombosciatalgie, dolori vari ed assortiti possono in qualche modo trovare rimedio grazie ad un buon TENS. Questo programma ha una sottocategoria rapida (perfetta per utilizzi frequenti), ritardata (con effetto che permane per qualche ora dalla fine della seduta) ed a valori massimi (utilizzato per lenire dolori particolarmente intensi come quelli successivi ad un infortunio).

L’EMS, Electro Muscle Stimulation, ha invece uno scopo prettamente riabilitativo e viene molto utilizzato anche in ambito medico-sportivo. In questo caso la corrente agisce direttamente sui muscoli ricreando degli spasmi che in qualche modo somigliano a quelli che il soggetto avrebbe se si dedicasse ad un programma di preparazione atletica. A trarre beneficio dall’allenamento così concepito sono soprattutto forza e resistenza. Inoltre grazie all’EMS è possibile prevenire il rischio di incappare in problemi relativi alla circolazione sanguigna o in disturbi legati all’atrofia muscolare. La sessione di allenamento sotto funzione EMS dura in media dai 20 ai 45 minuti.

Mille usi di un elettrostimolatore

I migliori elettrostimolatori ad oggi in commercio possono, come abbiamo visto, assolvere a diverse funzioni; vediamole nel dettaglio:

Riabilitazione

La stimolazione elettrica può servire a rieducare i muscoli al movimento, soprattutto quando dopo un infortunio o una malattia debilitante, essi sono rimasti inoperosi a lungo. Forzando le contrazioni muscolari delle zone critiche viene ristabilito in qualche modo un vincolo comunicativo tra cervello e parte interessata e quindi si riacquisisce la capacità di movimento coordinato e non.

Dopo aver utilizzato per qualche tempo l’elettrostimolatore, il paziente verrà invitato a sottoporsi a sessioni di ginnastica dolce o terapeutica per riprendere finalmente il pieno controllo dei muscoli compromessi. Tale trattamento funziona nel caso di osteoartrite, atrofia muscolare e allorquando si renda necessario prevenire piaghe ed eventuali pressioni dolorose.

Terapia del dolore

L’elettrostimolatore, come abbiamo già visto, può in qualche modo tornare utile anche a chi si trova costretto a sopportare dolori intensi, poco importa se passeggeri o cronici. Gli input trasmessi al corpo ed il relativo movimento muscolare indotto possono in questi casi stimolare la produzione di alcune sostanze utili a ridurre la sensazione di dolore (endorfine su tutte) e a dare al paziente un benessere ed un sollievo più o meno prolungati.

Preparazione atletica

Per poter aumentare la potenza di un distretto muscolare e quindi defaticare la zona interessata in maniera artificiale servono le capacità dell’elettrostimolatore il quale può in questa maniera persino preparare atleticamente alcuni utenti.

Miglioramento estetico

Inutile dire che un’ovvia reazione all’utilizzo dell’elettrostimolatore è l’aumentata tonicità muscolare. Questo effetto collaterale, per così dire, ha del potenziale in ambito estetico: i muscoli infatti tendono a rilassarsi o a tonificarsi (ovviamente a seconda dei casi), sembrano sempre pronti e scattanti, danno l’impressione (cosa che del resto si verifica davvero) di un incremento della resistenza e dell’elasticità ed il corpo nella sua interezza sembra in generale meglio modellato.

Tutto ciò ci fa in qualche modo apparire in forma smagliante e quasi più giovani. Ma non finisce ancora qui. Questo apparecchio consente anche di drenare al meglio i liquidi ristagnanti nell’organismo e di combattere quindi problematici inestetismi quali la cellulite, la ritenzione idrica et similia restituendo forme più armoniche al corpo. Chiaramente però per poter godere di questo genere di vantaggi, per altro assicurati in misura diversa ai vari utenti, è sempre bene associare alla ginnastica passiva quella attiva nonché una dieta sana ed equilibrata.

I vantaggi e le controindicazioni

Che i migliori elettrostimolatori ad oggi presenti sul mercato siano in grado di offrirci molti vantaggi è innegabile e del resto abbiamo abbondantemente discusso sull’argomento già nel corso dei paragrafi precedenti. Quello che non abbiamo sottolineato abbastanza è che l’utilizzo di questo sistema consente di risparmiare molto tempo tanto nel percorso che porta all’ottenimento di determinati risultati quanto nella vita di tutti i giorni.

L’uso di tale strumento poi, oltre a tutti i vantaggi sopra indicati, offre a chiunque la possibilità di migliorare la propria salute cardiaca e di eliminare del tutto i rischi di incappare in fastidiose lesioni ossee. Ovviamente ciò accade se e solo se si usa la macchina nei modi e nei tempi prestabiliti ed adatti alle proprie esigenze. In tal senso è fondamentale prendere l’abitudine di equilibrare l’uso dell’elettrostimolatore: come detto in precedenza insomma le zone simmetriche del corpo dovranno subire un allenamento speculare.

Questo oggetto per altro può essere utilizzato da una larga fetta di utenza ma non deve in alcun modo essere adoperato da alcune categorie di clienti: innanzitutto dai cardiopatici, quindi dai soggetti affetti da patologie infettive e tumorali, da chi ha a che fare con gravi problemi delle articolazioni, da individui la cui temperatura corporea sia superiore ai 38°, da malati di epilessia, da qualsiasi paziente che abbia ricevuto veto dal proprio medico e dalle donne incinta (bisognerà aspettare il parto per riavvicinarsi a tale attrezzo grazie al quale, per altro, si recupererà in fretta l’elasticità addominale perduta in gravidanza. Si consiglia in questi casi l’uso di programmi a bassa frequenza).