Essiccatori per alimenti

L’essiccatore è la risposta ad una domanda che l’umanità si è sempre posta: come conservare gli alimenti, anche per lunghi periodi di tempo, evitando che vadano a male? Se una volta questa era più che altro una necessità (crisi, carestie, guerre, cattive annate per il raccolto e così via), oggi è un’esigenza legata alla praticità ed al tentativo di variegare la dieta in maniera sana, magari nutrendosi anche con degli alimenti fuori stagione che noi stessi e non le grandi industrie abbiamo provveduto a conservare.

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L’essiccatore, adesso che l’utente medio inizia a sensibilizzarsi sull’argomento, sta riscuotendo parecchio successo e, non a caso, è uno dei piccoli elettrodomestici più diffusi in Europa. Ma sapremmo tutti riconoscerlo ed individuarlo sugli scaffali dei negozi dedicati? Nel dubbio è forse consigliabile descriverlo un po’ meglio.

Questo elettrodomestico ha la forma di una sorta di piccola cassettiera in cui vengono collocati gli alimenti. All’interno del macchinario in funzione viene prodotto del calore che una o più ventole soffiano sul cibo. Impostati i tempi di lavoro e la giusta temperatura, non resta che aspettare che l’essiccatore completi il suo programma.

Ma perché qualcuno ha pensato di inventare una macchina del genere? Essa altro non è che un attrezzo da cucina che elimina dagli alimenti la percentuale di acqua ed umidità che essi contengono. Questo processo, tempo addietro, avveniva in maniera molto lunga sfruttando l’azione del sole e del vento. E’ chiaro che difficilmente al giorno d’oggi avremmo il tempo, la pazienza e gli spazi necessari per far ciò, da qui l’idea dell’essiccatore.

Tra l’altro il processo, se eseguito in maniera naturale, rischierebbe di tradursi in un grosso flop ed in una considerevole perdita economica: la nostra cultura è infatti ormai lontana anni luce da quella dei nostri predecessori avvezzi per necessità a questo genere di operazione. Ciò significa che sicuramente finiremmo per sbagliare qualcosa durante l’esecuzione del processo.

Basterebbe non indovinare la giusta temperatura di essiccazione per un dato alimento perché l’acqua non evapori (e quindi perché il cibo vada comunque a male) o perché il sapore si alteri malamente. Anche commettere degli sbagli relativamente alla durata del trattamento potrebbe in qualche modo mandare tutto all’aria. Meglio quindi affidarsi a qualcosa di più pratico e sicuro…

Cenni storici

Nei tempi andati, quando come dicevamo prima conservare gli alimenti era una necessità legata alla sopravvivenza, i metodi utilizzati per far ciò prevedevano l’inscatolamento dei cibi sotto sale, sotto zucchero, sott’olio e sott’aceto nonché l’essiccazione.

Nessuno dei precedenti procedimenti però poteva garantire alle conserve chissà quale aspettativa di vita, nessuno tranne l’essiccazione. Questo espediente, è stato dimostrato anche scientificamente, porta i cibi a conservarsi intatti per decenni, cosa che non accadrebbe nemmeno grazie ai nostri moderni freezer.

Tra l’altro non sempre nei tempi andati ci si potevano permettere le quantità di sale, zucchero, olio o aceto richieste per preparare le conserve e quindi l’essiccazione rimaneva sempre una delle soluzioni più gettonate in quanto estremamente economica…

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Perché comprare un essiccatore alimentare?

L’essiccatore, come dicevamo già poco prima, consente di conservare dei cibi in maniera salutare anche per lunghi periodi di tempo. Quando compriamo degli alimenti essiccati secondo processo industriale, essi non sono mai del tutto genuini: in fase di lavorazione, proprio per garantire una durata particolarmente lunga all’ingrediente o alla pietanza, vengono infatti aggiunti sempre dei conservanti chimici.

Provvedendo autonomamente ad essiccare i propri cibi i vantaggi sono due, almeno dal punto di vista della salubrità: si è sicuri della provenienza e della bontà della materia prima ed in secondo luogo si fa a meno di additivi e sostanze poco salubri. Insomma: se si ha l’hobby di andare a funghi e si torna a casa con un bel bottino perché sprecare tutto quel ben di Dio? Tra l’altro, ne siamo sicuri, il sapore dei funghi raccolti ed essiccati in prima persona non sarà mai quello di un prodotto industriale.

Un altro elemento da considerare è che comprando un essiccatore, potremmo benissimo pensare di lavorare anche qualche pezzo di carne da utilizzare come cibo per i nostri amici a quattrozampe: questi pranzetti, per loro prelibati, quando acquistati al supermercato sono spesso molto costosi. In questa maniera invece, con pochi euro, avremmo fatto felici gatti e cani di casa e tra l’altro ci sarà possibile ripetere l’operazione più frequentemente di quanto non si faccia comprando il cibo per animali prodotto dalle filiere industriali. Ma non è tutto qui.

Essiccare gli alimenti significa compiere una scelta intelligente dal punto di vista etico ed economico: tutto quello che avanza non viene buttato o sprecato, ma conservato. Questo significa non essere costretti a comprare più volte lo stesso alimento, magari perché andato a male, e quindi risparmiare e non sprecare risorse.

Tra l’altro, è così possibile anche fare scorta di un dato ingrediente, magari di alcuni frutti o di ortaggi di stagione, risparmiando qualcosa grazie alla grande mole dell’acquisto effettuato. Potremmo quindi provvedere alla preparazione di gustose porzioni o addirittura di snack da tirare fuori al momento opportuno.

Ed infine consideriamo anche un altro aspetto del problema: al giorno d’oggi quando si vuole conservare qualcosa per lunghi periodi di tempo si tende a congelarla. I nostri freezer però sono spesso stracarichi, lavorano male proprio perché colmi oltremisura e non è raro che si opti alla fine per comprare un congelatore a sé stante.

Essiccando gli alimenti il problema non si pone più e tra l’altro i cibi così trattati tendono ad occupare pochissimo spazio. In più gli alimenti essiccati non perdono il loro sapore (potremmo mai dire che i surgelati diano al palato la stessa sensazione di un cibo fresco? I cibi essiccati sì…) né tanto meno le loro proprietà nutrizionali. Insomma: l’essiccatore è una vera e propria manna dal cielo!

Curiosità: perché i cibi essiccati durano di più?

Partiamo dal presupposto che, per quanto tutto ciò possa risultare disgustoso, qualsiasi alimento contiene dei batteri e dei funghi di cui indirettamente finiamo per nutrirci anche noi. E’ impossibile pensare di avere tra le mani un cibo totalmente asettico e del resto tutto ciò è anche positivo in quanto i microrganismi di cui sopra contribuiscono in certi casi a dare alle vivande quel sapore o quell’odore che le caratterizza (vedi alcuni tipi di formaggi), una determinata funzione (vedi il lievito) e così via.

Questi organismi microscopici però alla lunga corrodono l’alimento in cui vivono, fanno sì insomma che esso decada. La loro azione è resa evidente dalla presenza di muffe maleodoranti, patine e quant’altro. Perché i batteri ed i funghi restino in vita però è necessario che l’alimento in cui si annidano sia adeguatamente umido o contenga un certo quantitativo di acqua.

Quando quindi priviamo un cibo di questa componente, gli organismi che lo popolano finiscono per diventare degli enzimi a riposo, ossia dei piccolissimi esseri viventi in stand-by: essi non crescono, non si riproducono e non corrodono il cibo che quindi non si deteriora.

Contemporaneamente le quantità di zuccheri e di sali presenti nell’alimento si moltiplicano, rendendo la vita ancora più difficile a batteri e funghi (non a caso molti alimenti venivano conservati, lo accennavamo poco prima, proprio sotto sale o sotto zucchero). Il deterioramento del cibo a questo punto viene bloccato su diversi fronti e noi possiamo permetterci di consumerlo anche in tempi molto più lunghi rispetto a quanto avrebbe voluto Madre Natura.

Alimenti da disidratare

A questo punto la domanda sorge spontanea: qualsiasi tipo di cibo ad oggi conosciuto può essere sottoposto ad un processo di disidratazione? La risposta purtroppo è negativa, ma dobbiamo comunque dire che in ogni caso gli alimenti da poter trattare sono davvero molti.

I funghi, i legumi, tutte le verdure a foglia verde, le radici ed i tuberi si prestano benissimo a questa tecnica di conservazione. Ma non finisce ancora qui. Rimanendo nel mondo dei prodotti agricoli diremo che anche i fichi, l’uva, le susine e moltissime altre tipologie di frutti possono subire questo genere di trattamento.

Stesso discorso vale per i cereali o per i semi e per parte dei loro derivati (ad esempio i biscotti oppure ancora le fette biscottate). Anche carni e pesci infine possono essere essiccati con successo: questo processo insomma riguarda la maggior parte degli alimenti che compongono la nostra dieta.

Scegliere un essiccatore: consigli e suggerimenti

Comprare un essiccatore, dato che questo oggetto è entrato da poco a far parte del complesso di piccoli elettrodomestici che popolano le nostre cucine, non è semplice per tutti. Sono in pochi infatti a poter dire di conoscere tutte le caratteristiche che il prodotto dovrebbe avere per poter essere realmente ritenuto efficiente. A complicare le cose tra l’altro si aggiunge una certa varietà dell’offerta che, soprattutto nel caso degli utenti meno esperti, non fa che complicare la situazione.

Ma niente paura, pensiamo noi a far luce sull’argomento stilando una breve lista di tutte le qualità che un essiccatore degno di nota dovrebbe possedere e che quindi diventeranno parametri valutativi per gli oggetti presenti nei negozi dedicati:

Distribuzione del calore

Come abbiamo detto uno degli elementi fondamentali per condurre a termine un processo di essiccazione è il calore. Questo però può essere irradiato tanto in direzione orizzontale quanto in senso verticale. L’una o l’altra ipotesi determinano ovviamente un diverso assetto della macchina che può quindi svilupparsi seguendo un asse parallelo o perpendicolare al piano di appoggio.

Abbiamo perciò degli essiccatori orizzontali e degli essiccatori verticali. Nel primo caso ci troviamo dinnanzi ad un prodotto universalmente ritenuto molto stabile, soprattutto rispetto all’altra variante, e capace di essiccare gli alimenti in maniera abbastanza omogenea. Queste macchine però hanno mediamente dei tempi d’azione un po’ più lunghi e di norma sono anche un po’ più costose.

La ventola di diffusione ed il generatore di calore in un apparecchio ad asse orizzontale sono distribuiti sulla parte retrostante dell’elettrodomestico all’interno del quale l’aria calda viene diffusa in maniera uniforme su tutti i livelli che lo compongono.

Gli essiccatori ad asse verticale invece sono molto più rapidi ed economici ma, a dire il vero, garantiscono risultati meno degni di nota rispetto ai modelli orizzontali. In particolare il calore si diffonde in maniera tutt’altro che omogenea all’interno del sistema e questo determina un più rapido trattamento dei cibi posti nei cassetti superiori.

Ciò accade soprattutto per via della collocazione della ventola e del generatore di calore, posti sempre nella parte più bassa del sistema o alla sommità dello stesso, determinando un’iniqua distribuzione dell’aria riscaldata. Le caratteristiche tecniche di un essiccatore verticale costringono l’utente ad invertire di continuo i cassettini degli alimenti, cosa che alla lunga si rivela fastidiosa e poco pratica.

Capienza interna

Partiamo dal presupposto che comprare un buon prodotto in questo caso non significa acquistare necessariamente quello più capiente. Alcuni articoli sono pensati in maniera da poter essere espansi in un secondo tempo, altri hanno struttura fissa. In ogni caso il suggerimento è quello di acquistare sempre qualcosa che possa adattarsi al tipo di uso che si intende fare del macchinario: un conto è essiccare, in maniera anche abbastanza occasionale, qualche ortaggio ed un conto è provvedere alle conserve per l’inverno.

Sul mercato infine esistono prodotti con una superficie sfruttabile pari a circa un metro quadro. Bene, in base a quanto appena affermato essi possono rivelarsi più o meno adatti alle esigenze di chi legge. In sostanza quindi concluderemo affermando che non esiste una dimensione più giusta di altre, spetterà all’utente valutare.

Temperatura

E’ bene sapere che per conservare praticamente inalterate tutte le vitamine e le sostanze nutritive presenti in un dato alimento bisognerà operare ad una temperatura inferiore ai 40° Celsius. Si raccomanda quindi di acquistare macchinari che possano raggiungere questi valori.

Design

Anche il design del macchinario ha in questo caso una certa importanza. Per quanto riguarda l’asse di sviluppo orizzontale o verticale abbiamo già detto quanto era necessario sapere. In questo capoverso quindi ci soffermeremo sulla forma dell’elettrodomestico. In linea di massima i prodotti proposti dal mercato avranno sagoma tonda o tuttalpiù ovale.

L’idea di fondo è che molti alimenti siano di per sé tondeggianti e che quindi tale design possa consentire di posizionare al meglio i cibi all’interno dei cassettini dell’essiccatore. Inoltre tale struttura consente di far meglio circolare l’aria, elemento fondamentale soprattutto nel caso in cui si opti per un prodotto a sviluppo verticale.

L’inghippo è che, lo sa bene chi spesso ha problemi di spazio in cucina, un simile design finisce per impedirci di ottimizzare la capacità di sportelli e pensili. Insomma questa, come altre possibili forme presenti in commercio, presenta vantaggi e svantaggi e spetterà ancora una volta all’utente stabilire quali siano le condizioni che meglio soddisfino le sue esigenze.

Accessori

Non tutti gli essiccatori sono corredati dagli stessi accessori. Dato che non è opportuno in questa sede stilare una lunga lista degli oggetti che possono in qualche modo completare e migliorare le funzioni di un simile elettrodomestico, ci limiteremo qui a suggerire a chi legge quali sono gli accessori più validi di solito compresi nel package di un essiccatore.

Iniziamo con il timer che consente ovviamente di meglio calcolare i tempi di lavorazione degli alimenti. Utile è anche la presenza di un buon ricettario nel quale troveremo dei suggerimenti relativi ai tempi di lavorazione di una pietanza o all’utilizzo di spezie che possano esaltare il sapore del cibo essiccato. Se questo elemento dovesse mancare comunque non sarà difficile reperire online qualche notizia in proposito.

Funzioni speciali

Alcuni essiccatori sono stati pensati per garantire all’utente delle funzioni speciali. In particolare essi hanno la capacità di trattare gli alimenti utilizzando due diversi livelli di potenza e temperature differenti.

Le varianti più costose di questo prodotto permettono tra l’altro di usufruire di due scompartimenti a sé stanti che possono lavorare contemporaneamente pur impostando valori differenti per ciascuna sezione. Inoltre tanto per evitare sprechi, alcuni prodotti consentono anche di mettere in funzione solo una parte dell’elettrodomestico evitando di riscaldare anche eventuali sezioni vuote.

Prezzi

Questi prodotti, non è difficile immaginarlo, coprono un range di costi abbastanza vario. Alcuni modelli possono essere acquistati sborsando un centinaio di euro o addirittura meno, altri invece potranno diventare nostri spendendo la bellezza di 1000 e rotti euro se non di più.

Anche in questo caso l’ultima parola sarà quella dell’utente fermo restando però che non bisognerà scegliere valutando soltanto il costo in sé e per sé dell’oggetto ma semmai tenendo in considerazione il rapporto qualità-prezzo che lo contraddistingue.

Dispendio energetico

La macchina funziona ad alimentazione elettrica e quindi ha dei consumi. Possiamo stimare che mediamente un simile elettrodomestico necessiti per funzionare di cinque centesimi orari. Una sessione di essiccamento però dura circa una decina di ore.

Un carico quindi, nella peggiore delle ipotesi, dovrebbe costarci una cinquantina di centesimi o al massimo un euro. Il suggerimento, soprattutto se la macchina verrà utilizzata spesso, è quello di programmare l’essiccatore perché lavori di notte.

Questo consiglio, come abbiamo visto, è però applicabile solo al caso degli elettrodomestici ad asse orizzontale che non necessitano infatti della continua inversione dei cassettini da una posizione all’altra dell’apparecchio. Una piccola curiosità: se al fine di conservare i cibi per un periodo di tempo medio-lungo in luogo dell’essiccazione decidessimo di utilizzare il congelamento, questa scelta ci “costerebbe cara”.

Ammettendo di acquistare per lo scopo un congelatore di classe A, ogni 12 mesi il suo utilizzo esigerebbe dalle 60 alle 70 euro. Meglio non fare stime invece per quanto riguarda prodotti appartenenti ad altre classi energetiche. L’essiccazione quindi, lo abbiamo visto appena prima, si dimostrerebbe di gran lunga più vantaggiosa.

Potenza

Partiamo dal presupposto che l’essiccatore non sfrutterà mai tutta la potenza che è capace di produrre. Chiaramente ad un wattaggio maggiore possono corrispondere prestazioni migliori ma anche consumi più elevati.