Materassi in lattice

Acquistare uno dei migliori materassi in lattice in circolazione può significare dormire bene e dormire bene vuol dire affrontare al meglio la routine delle nostre giornate. E’ innegabile infatti che la qualità del sonno influisca, ed anche parecchio, sull’umore, sulle prestazioni intellettuali e quant’altro.

Un sonno riposante, per la mente e per il corpo, dipende in larga parte dal materasso utilizzato. Il discorso è a maggior ragione valido quando chi riposa ha qualche problema di allergia: un materiale pensato ad hoc per questo genere di esigenze può davvero fare magie.

E che dire di chi ha sempre difficoltà a trovare la giusta posizione per dormire oppure ancora di chi immancabilmente si sveglia con qualche dolorino dovuto alla cattiva postura assunta durante la notte? Anche in questo caso il materasso può risolvere ogni tipo di problema…Vediamo quindi di approfondire questo argomento che, ne siamo sicuri, può interessare ad un gran numero di lettori.

Materassi in lattice: perché comprarli?

Fino a qualche tempo fa i materassi venivano realizzati con l’unico scopo di sostenere comodamente il corpo durante il riposo notturno: in sostanza si comprava qualcosa che non andava poi molto oltre rispetto al semplice giaciglio. Al giorno d’oggi, grazie anche ai progressi della scienza e della tecnologia, i materassi sono diventati degli oggetti molto particolari, versatili e capaci di sopperire a diversi problemi.

Per quanto riguarda i modelli in lattice, ad esempio, diremo che una delle loro principali qualità è l’ergonomicità: questi materassi infatti si adattano alla perfezione alla colonna vertebrale garantendole un ineccepibile sostegno ed evitando di riflesso che, come spesso accade con i comuni materassi, ci si possa alzare dal letto stanchi e doloranti. Questo materiale, oltretutto, è molto elastico. Ciò basta ad assicurarne la tenuta nonché il ripristino delle forme originarie subito dopo aver cambiato posizione o essersi alzati dal letto. Ma non è ancora tutto.

Il lattice viene ormai da tempo considerato un perfetto antiacaro: la particolare conformazione del materasso oltretutto non soltanto non permette l’accumulo di polvere, ma per giunta evita anche la formazione di umidità. E’ chiaro che perché si possa godere di questa prerogativa l’utente dovrebbe avere l’accortezza di utilizzare anche dei coprimaterassi antiacaro.

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A trarre benefici da questo consiglio non saranno soltanto i soggetti allergici, ma anche tutti coloro i quali, sudando molto e soffrendo parecchio il caldo, necessitino di riposare su tessuti traspiranti.

In ultimo, cosa che non tutti sanno, il lattice conduce benissimo il calore: questo significa che durante i mesi più afosi un aiuto, oltre che dal condizionatore, ci verrà anche dal materasso che trasferirà il caldo e soprattutto l’umidità lontano dal nostro corpo. Qualcuno si chiede ancora perché acquistare un materasso in lattice?

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Le tipologie in commercio

I materassi in lattice, contrariamente a quanto si possa pensare, non sono tutti uguali. Per comodità in questa sede distingueremo due grandi categorie di prodotto facenti capo ad altrettante tecniche di lavorazione. Iniziamo allora dal sistema Dunlop. In questo caso la schiuma di lattice realizzata viene lavorata con degli agenti gelificanti che hanno lo scopo di rendere il materasso più elastico e molto più morbido di quanto ci si potrebbe aspettare.

Fatto ciò, il blocco viene inserito in uno stampo ben chiuso, ovviamente diverso per forma e dimensione a seconda del modello che si intende realizzare. Qui viene sottoposto ad un’altra pressurizzazione soltanto dopo essersi assicurati però che il lattice non presenti difetti di lavorazione. Grazie al sistema Dunlop è possibile dar vita alle più svariate tipologie di materassi in lattice ad oggi conosciute: forme e geometrie sempre nuove e tra loro differenti con questa tecnica possono essere ricreate abbastanza agevolmente.

Il secondo sistema di lavorazione è il cosiddetto Talalay. La tecnica somiglia un po’ alla Dunlop, ma quello che manca in questo processo è l’aggiunta di reagenti gelificanti; il lattice così utilizzato sarà al 100% naturale o composto da una sapiente miscela di caucciù artificiale e non. Una volta posto nello stampo il materasso così realizzato subisce la fase della formatura utilizzata per creare delle bolle. Segue quindi un abbattimento delle temperature che possa in qualche modo gelificare la schiuma e rendere l’oggetto capace di conservare la sua forma.

E’ poi la volta dell’avvio di un processo di vulcanizzazione e di un iter di lavaggio. Questa tecnologia viene impiegata per realizzare dei prodotti che sappiano fornire alla colonna vertebrale un sostegno pressoché perfetto e che inoltre agevolino i processi di circolazione sanguigna. Tra l’altro il processo Talalay permette di evitare che si formino dei punti di ristagno della pressione e fanno sì che la qualità del sonno risulti notevolmente migliorata.

Alla luce di queste informazioni adesso possiamo meglio capire perché i migliori materassi in lattice tra quelli in commercio vengono sempre definiti di qualità indiscutibilmente superiore rispetto a molte altre soluzioni…

Il miglior materasso in lattice: come individuarlo?

E’ arrivato adesso il momento di capire cosa bisogna chiedere ai commessi del negozio per poter scegliere con lungimiranza il materasso in lattice perfetto per le nostre esigenze. Sicuramente un simile prodotto, a prescindere dal modello o dalla marca che si sceglierà di acquistare, possiederà infatti delle qualità standard che noi elencheremo qui di seguito:

Dimensioni

Quando si parla di materassi, lenzuola e letti in genere il termine “dimensione” viene sostituito con il termine “piazza”. Quest’ultimo indica il numero di persone che potrebbe sdraiarsi e riposare al meglio sullo stesso materasso. In buona sostanza un prodotto a due piazze ben si adatta ad un letto matrimoniale, una piazza è la dimensione perfetta per il lettino di un bimbo ed una piazza e mezzo per il giaciglio di un single.

Se però volessimo essere più precisi diremmo che un materasso singolo ha in genere dimensioni pari ad 80-90 centimetri di larghezza e non supera in lunghezza i 90-120 centimetri. Un matrimoniale invece ha dimensioni attestate pari a 160-170 centimetri di larghezza e 190-200 centimetri di lunghezza. I già citati materassi da una piazza e mezza poi hanno una larghezza pari a 120 centimetri e sono lunghi 190 centimetri. Infine il materasso alla francese è un po’ fuori scala ed ha larghezza pari a 140 centimetri e lunghezza di 190 centimetri.

Detto ciò, passiamo ad un altro tipo di dimensione: l’altezza. A seconda dell’altezza potremmo trovare un determinato modello di materasso più o meno comodo, parametro questo che ovviamente influisce, e non di poco, sulla qualità del sonno e sul nostro benessere psicofisico. Si tratta però di un criterio di valutazione molto soggettivo: alcuni utenti trovano parecchio confortevoli i materassi molto alti, certi altri invece preferiscono soluzioni slim.

Spetta quindi a chi acquista fare un breve collaudo (tranquilli, i negozianti sono in tal senso molto comprensivi e non fanno mai problemi).

Scelta del lattice

Dei diversi tipi di lavorazione del lattice abbiamo già parlato in precedenza. Quello che ci interessa in questa sede puntualizzare è che il lattice può essere sia naturale che sintetico e, soprattutto negli ultimi anni, non sono poi tanto rare nemmeno delle formule ibride.

Chi legge dovrà quindi sapere che la variante artificiale ha in genere una maggiore aspettativa di vita, l’altra è del tutto ipoallergenica in quanto in fase di lavorazione viene privata dell’albumina. Va comunque chiarito che il lattice sintetico non è un articolo di laboratorio, ma semmai un derivato del prodotto naturale lavorato seguendo degli iter diversi rispetto alle procedure standard.

Manutenzione

Un materasso, per mantenere sempre inalterate le sue performances e per assicurare all’utente tutta l’igiene che ci si aspetta di trovare nella zona notte, deve essere facile da curare. La manutenzione, a prescindere dal fatto che questo materiale possieda la capacità di non permettere il ristagno dei liquidi e di rendersi inospitale per gli acari, deve essere svolta con solerzia ed attenzione.

Niente paura: si tratta di poche e semplici mosse da eseguire costantemente nel tempo. In primo luogo è bene rigirare completamente il materasso almeno una volta al mese: testa e piedi dovranno essere invertiti di modo che il prodotto, dato il diverso peso di queste zone del corpo, non finisca alla lunga per deformarsi. Tra l’altro così facendo ci si garantisce anche una certa uniformità d’uso che di sicuro non guasta.

Settimanalmente poi sarebbe il caso di lasciare che il materasso arieggi un po’: una quindicina di minuti nei periodi di clima mite, qualcosa in più quando inizia fare molto caldo. Così facendo il materasso sarà in qualche modo capace di smaltire ancora meglio il calore accumulato nell’arco di una settimana. Qualora il prodotto sia anche rivestito da una guaina sfoderabile il suggerimento è di agire allo stesso modo anche con la fodera in questione.

Se si volesse lavare il materasso eliminando anche degli eventuali odori poco piacevoli si dovrebbe invece procedere strofinandolo con l’aiuto di un panno appena inumidito su cui siano state versate alcune gocce di succo di limone. Una volta fatto ciò, il materasso dovrà rimanere libero da fodere e lenzuola per una decina di ore almeno in modo da potersi asciugare del tutto.

E’ utile sapere infine che questo tipo di prodotto non dovrebbe mai essere sottoposto all’azione diretta del calore (per esempio lasciato ad asciugate sotto al sole) in quanto si rischierebbe una deformazione non più correggibile del materasso. Un discorso molto simile vale anche per il vapore che rovinerebbe l’articolo penetrandolo a fondo e rimanendo intrappolato all’interno delle sue fibre.

Questo processo produrrebbe una certa umidità ed annullerebbe in toto tutti i vantaggi sopra descritti. Per una pulizia approfondita quindi sarà sempre consigliabile utilizzare l’aspirapolvere a media potenza. E’ importante però che il tubo venga corredato dalla spazzola morbida la quale renderà il trattamento ancora meno aggressivo.