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Kit e set da ferrata

Gli amanti del free climbing lo sanno bene: equipaggiarsi con uno dei migliori kit e set da ferrata ad oggi presenti sul mercato può fare la differenza tra trascorrere del tempo libero dedicandosi in tutta serenità ad un hobby appassionante o rischiare seriamente di trasformare una piacevole gita all’aperto in una tragedia.

Il discorso diventa ancora più calzante quando, finito finalmente il periodo in cui complice le condizioni meteo avverse, ci si può allenare soltanto in palestra, i più esperti arrampicatori intraprendono le prime vie ferrate dell’anno.

La sicurezza prima di tutto: suggerimenti e normativa

Quando si ama vivere all’aria aperta, sfidare ripidissime pareti rocciose e respirare a pieni polmoni l’aria limpida e rarefatta di una vetta faticosamente conquistata, non si può non avere a cuore anche la vita e, proprio per questo, è necessario dedicarsi a questo piacevole passatempo soltanto dopo aver fatto in modo di non correre inutili rischi.

In primo luogo questo significa non avventurarsi mai per vie ferrate se prima non ci si è procurati l’intera attrezzatura necessaria ad affrontare questa sfida. Molti scalatori, contravvenendo a questa regola, spesso praticano free climbing con un equipaggiamento incompleto o poco adatto al tipo di percorso prescelto. Ma la ricerca del risparmio ad ogni costo e la troppa fiducia nelle proprie capacità possono essere pericolose, a volte letali.

Ciò vale anche quando si ha la malsana abitudine di comporre nel tempo il proprio set da alpinista: molti attrezzi, lo sanno bene i più esperti, per quanto di ottima fattura spesso non funzionano a dovere quando utilizzati insieme ad oggetti non appartenenti alla stessa linea o non prodotti dalla medesima azienda. Inoltre, soprattutto quando si è soliti acquistare singoli pezzi, non si ha modo di verificare che essi effettivamente non presentino difetti di fabbrica.

I set invece sono tutti testati (soprattutto si verifica che le varie componenti del kit interagiscano tra loro alla perfezione) e nessuno dei problemi sopra esposti può verificarsi se si acquista un package completo: insomma per la propria sicurezza è sempre meglio evitare di comporre il proprio equipaggiamento un po’ alla volta.

E a proposito di sicurezza: in pochi sanno che da qualche anno in qua gli organi competenti hanno persino pensato di varare un’apposita normativa indirizzata proprio a chi è solito praticare l’avventurosa disciplina in questione. La normativa a cui si fa qui riferimento è la EN 958. Dal 2017 i set da ferrata hanno iniziato ad essere fabbricati, per legge, con le seguenti caratteristiche:

  • Taratura per un utente il cui peso oscilli tra i 50 ed i 80 chili
  • Scorrimento massimo di 120 cm
  • Forza d’arresto pari a 6 KN

Soffermandosi un attimo ad analizzare questi criteri di sicurezza non ci si mette poi molto a capire che in fondo in fondo qualcosa stona un po’. In effetti, è la questione più ovvia che salta subito all’occhio, un utente che per assurdo pesasse una trentina di chili, poniamo il caso di un ragazzino, o che superasse gli 80 chili, potrebbe trovarsi comunque in serio pericolo in caso di caduta accidentale.

Nel primo esempio infatti il corpicino del bambino mal tollererebbe il rinculo, per così dire, dovuto alla forza d’arresto e nel secondo l’adulto rischierebbe di rompere l’intero kit da ferrata mettendo possibilmente in pericolo anche altri scalatori.

Per fortuna qualcuno ai piani alti si è accorto relativamente subito dell’inghippo e, dopo qualche mese, si è preoccupato di pubblicare un aggiornamento alla suddetta normativa (adesso nota come EN 958: 2017). La legge, ancora del 2017, prevede che:

  • La taratura sia stavolta pensata per utenti il cui peso oscilli tra i 40 chili (attrezzatura esclusa) ed i 120 chili (attrezzatura inclusa)
  • L’allungamento massimo del dissipatore raggiunga adesso i 220 cm
  • La forza d’arresto vada dai 3,5 KN agli 8 KN

Cosa cambia quindi per coloro i quali, nonostante tutto non rientrano nel range imposto dalla norma? Praticamente niente: ci si può comunque avventurare per una via ferrata ma, oltre all’imbragatura, bisognerebbe comunque assicurarsi grazie all’ausilio di una corda dall’alto.

In più è bene specificare che in ogni caso chi fosse ancora in possesso di un vecchio kit (quello che per intendersi era tarato sui 50-80 chili) può ancora utilizzarlo in quanto comunque ritenuto a norma (ovviamente se il proprio peso si adatta a questi parametri). In commercio anzi esistono ancora set pensati secondo le vecchie leggi che possono garantire la massima sicurezza a tutti gli alpinisti che abbiano un peso adeguato.

Kit da ferrata: le caratteristiche

Innanzitutto è bene definire cosa si intende per kit da ferrata. Questo altro non è che un set comprensivo di vari oggetti, da scegliere ovviamente in base alle proprie caratteristiche fisiche e alla tipologia di percorsi abitualmente battuti in montagna, che consente all’utente di effettuare alpinismo in tutta sicurezza.

Un set base, tanto per intendersi, consta in genere di casco per proteggere la testa in caso di caduta ed urti, cintura e di qualche moschettone, preferibilmente a chiusura automatica. Ovviamente i professionisti o coloro i quali sono soliti bazzicare su sentieri parecchio impegnativi, porteranno con sé anche altri oggetti che, per quanto detto appena prima, provvederanno ad acquistare in un unico package.

Ma, a prescindere dalla tipologia di kit che si desidera comperare, bisogna prestare una certa attenzione ad alcune caratteristiche di base presenti in ciascun set da ferrata. Nel dettaglio:

  • Carico di rottura: il carico di rottura altro non è che il limite massimo di peso che l’oggetto può superare prima di rompersi o danneggiarsi. Solitamente la scelta migliore è quella di orientarsi su valori compresi tra i 30 ed i 40 KN, range che consente alla maggior parte degli alpinisti di lavorare in sicurezza e non temere un’eventuale caduta. Chiaramente questo valore è in stretta correlazione con il peso dell’utente che, in sede di acquisto, farà bene a chiedere conferma agli addetti vendita se effettivamente il kit adocchiato è adatto all’uso che si intende farne e alla propria corporatura.
  • Leggerezza e maneggevolezza: il free climbing è uno sport abbastanza faticoso e trascinarsi dietro delle zavorre inutili è una scelta poco saggia. Il kit quindi, oltre ad essere poco ingombrante deve essere tutto sommato anche abbastanza leggero: provarlo in negozio e verificare che il peso non è eccessivo non è la stessa cosa che utilizzarlo durante una scalata: è sempre bene quindi optare per qualcosa di molto completo ma in cui gli oggetti ed i materiali con cui essi sono realizzati siano resistenti ma non pesanti. La parola d’ordine insomma deve essere “semplicità” dato che sprecare inutilmente le proprie energie quando ci si trova inerpicati sulla cima di una montagna non è esattamente una buona idea.
  • Facilità di impiego: il kit, ovviamente, viene spesso utilizzato in situazioni non eccessivamente comode, per così dire. E’ chiaro quindi che esso deve essere pratico, facilmente accessibile, semplice da infilare e sfilare.
  • Imbraghi: possono essere bassi, pettorali o completi. Per qualunque tipologia si opti è comunque fondamentale che il tessuto sia traspirante ed il peso, sempre per quanto detto poco prima, contenuto. Inoltre deve essere possibile per l’utente indossarli con una certa facilità e senza doversi privare degli scarponi. In genere gli imbraghi bassi offrono maggiori garanzie, mentre gli imbraghi completi sono consigliati soprattutto a chi è solito portarsi dietro degli zaini parecchio pesanti.
  • Moschettoni: i migliori sono i modernissimi moschettoni di forma appiattita che, in caso di incidente o sollecitazione eccessiva, possono al massimo deformarsi ma mai rompersi. Tra l’altro, questi sono stati studiati per essere più pratici e leggeri.
  • Casco: il casco, pezzo imprescindibile del set, deve essere leggero, avere un ottimo sistema di chiusura, poter essere regolato in funzione delle proprie caratteristiche fisiche, aderente alle normative in materia, dotato di prese di ventilazione e di un alloggio in cui eventualmente montare delle piccole lampade da esplorazione.
  • Guanti: ovviamente devono essere resistenti, isolanti e facili da indossare e sfilare in qualsiasi momento.

Kit e set da ferrata: quanto costano?

Il prezzo dei kit da ferrata può oscillare parecchio da un prodotto all’altro soprattutto perché, come specificato poco prima, esistono diversi set adatti a differenti situazioni. Ad influire poi sul prezzo finale dell’oggetto sono anche altre caratteristiche quali la qualità dei materiali, la tipologia di oggetti che si intende includere nel kit (ad esempio è ovvio che ci sarà un imbrago, ma la differenza di costo tra bassi, completi e pettorine è notevole), il negozio dove si decide di acquistare (specializzato? virtuale?), la marca, il modello e quant’altro.

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In linea generale, molto generale viste le premesse, possiamo comunque affermare che esistono kit da ferrata abbastanza economici, il cui valore si aggira sulle 50/70 euro (sono affidabili?).
I prodotti più costosi invece, in molti casi anche più completi e performanti, raggiungono spesso le 120/150 euro.

La scelta va a questo punto all’utente che ha il preciso obbligo, per la sua sicurezza e per quella degli altri alpinisti, di verificare sempre insieme al venditore che il set acquistato sia adatto a lui e alle sue esigenze.

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