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Pentole antiaderenti

Le pentole antiaderenti hanno velocemente conquistato il cuore di molti consumatori. Del resto scrostare le stoviglie a cui si è attaccato del cibo sicuramente non rientra nell’elenco dei passatempi preferiti di nessuno. La stragrande maggioranza degli utenti sceglie di acquistare questo genere di pentola basandosi soltanto sull’ovvia deduzione determinata dalla parola “antiaderente”: meno intoppi dietro ai fornelli e meno tempo da trascorrere ad annoiarsi e faticare.

Il problema è che però prima di comprare una batteria di pentole antiaderenti sarebbe il caso di documentarsi un po’ meglio su questo genere di prodotto e presto scopriremo il perché. Nel nostro breve articolo troverete tutte le informazioni del caso nonché una pratica guida all’acquisto. Scopriamo insieme allora… cosa bolle in pentola!

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Pentole antiaderenti: perché comprarle?

Le pentole antiaderenti, lo abbiamo già detto, rendono un po’ più facile la vita di chi si occupa della preparazione dei pasti. Ma non è questo l’unico vantaggio da segnalare. Una simile tipologia di stoviglia infatti permette di utilizzare un quantitativo ridotto di grassi di cottura: burro e olio insomma resteranno un po’ più a lungo nelle vostre dispense.

In alcuni casi anzi questi due ingredienti potranno addirittura essere eliminati del tutto o, al massimo, essere sostituiti da piccoli quantitativi di acqua o di brodo. Ciò nonostante le vostre pietanze avranno il gusto di sempre e spesso noterete anche una leggera esaltazione dei sapori. Ma non è ancora tutto.

Questo tipo di pentola velocizza non soltanto il processo di pulizia delle stoviglie, ma anche quello di cottura. Insomma: pratica, salutare, amica della linea, performante e facile da ripulire. Che altro volere da una pentola?

Pentole antiaderenti: fanno male alla salute?

Dopo aver parlato dei vantaggi indubbiamente legati alla scelta di utilizzare delle pentole antiaderenti, dobbiamo necessariamente affrontare una situazione un po’ spinosa riguardante ancora la loro presenza in cucina. Si è detto parecchi anni fa che le pentole antiaderenti possono in qualche modo indurre l’organismo a produrre cellule tumorali.

Le cose però non stanno esattamente così. Molti esperti del settore, alcuni persino operativi in associazioni mediche di indubbio credito quali l’AIRC, hanno assicurato che è possibile utilizzare le pentole antiaderenti senza incappare in alcun tipo di rischio o malanno, basta soltanto avere determinate accortezze.

In primo luogo sarà bene, ad esempio, scegliere delle stoviglie realizzate con materiali non nocivi. A rendere pericolose le pentole antiaderenti sarebbe infatti soprattutto il politetrafluoroetilene, per gli amici Teflon (ma anche Fluon , Inoflon oppure ancora Hostaflon ed Algoflon). Questo materiale rilascerebbe, sotto effetto del calore, piccole particelle di cadmio, piombo e fluoro (PFOA) che andrebbero inevitabilmente a depositarsi sugli alimenti e quindi finirebbero per essere ingeriti arrecando notevoli danni alla salute.

Tra questi danni, purtroppo, dobbiamo elencare i tumori ed in particolar modo quelli al pancreas, al fegato ed alla vescica. Per completezza di informazione inoltre sappiate che i PFOA sono stati classificati dall’OMS come sostanze 2B, ossia probabilmente cancerogene. In tempi relativamente recenti, tenendo ovviamente conto di tutti questi dettagli, si è perciò pensato di intervenire sulla scelta dei materiali utilizzati per la realizzazione del prodotto.

Da qui la convinzione degli addetti ai lavori che, a patto di acquistare un articolo di recente fabbricazione e PFOA free, di non cucinare ad altissime temperature e di non utilizzare stoviglie graffiate sulla superficie, ad avvalersi di una pentola antiaderente non si corra alcun rischio.

Utilizzare le pentole antiaderenti

Perché tutti fili liscio però è necessario imparare ad adoperare al meglio queste stoviglie. In primo luogo, onde evitare ripercussioni sulla salute, non dovrete mai scaldare le vostre pentole se ancora vuote. Comportandovi in questa maniera infatti rischiereste di sottoporre il prodotto ad un certo stress termico. Se ricordate però questa è proprio una di quelle cose da evitare se ci si vuole mantenere in salute.

Una normale pentola antiaderente, del resto, se utilizzata correttamente può benissimo tollerare temperature pari a 260°C, temperature senz’altro superiori a quelle normalmente utilizzate in cucina. Non c’è perciò motivo di rischiare. Fareste bene inoltre a lavorare sempre in locali aerati ed a buttare le stoviglie il cui rivestimento è ormai rovinato.

Comprando una pentola nuova invece dovrete eseguire  sempre una “procedura di iniziazione” dell’articolo. Cominciate lavando a mano il tegame e quindi asciugandolo scrupolosamente. Successivamente utilizzate un tovagliolino imbevuto di olio per ungere la parte interna della stoviglia. Procedete quindi ad un nuovo lavaggio della pentola nella consapevolezza di averne migliorato l’antiaderenza.

Un consiglio pratico: dato che, come ben sapete, dovrete evitare di graffiare il rivestimento interno, per cucinare scegliete soltanto cucchiai e posate di legno. Inoltre non lavate mai la casseruola con l’aiuto di pagliette o spugne ruvide. Per lo stesso principio non tagliate niente all’interno della pentola. Evitate inoltre anche l’utilizzo delle lavastoviglie. In ultimo abbiate sempre l’accortezza di collocare la casseruola su un fornello che abbia dimensione paragonabile a quella dell’oggetto.

Scegliere le pentole antiaderenti migliori

A questo punto vi starete sicuramente chiedendo come scegliere delle pentole antiaderenti che possano soddisfare tutti i requisiti di qualità e sicurezza del caso. Tranquilli: non si tratta di niente di impossibile o di complicato. Vi basterà tenere bene a mente infatti alcuni semplici criteri di selezione del prodotto. Quali? Ve li elencheremo nel corso delle prossime righe.

Lo spessore

Le pentole antiaderenti, lo abbiamo ribadito più volte, non devono surriscaldarsi. Questo significa che lo spessore della stoviglia deve impedire alla fiamma o a qualsiasi altra sorgente di calore di agire in maniera troppo aggressiva sugli strati più interni del prodotto. Perché ciò accada è necessario quindi lavorare sullo spessore della pentola che sarà sempre considerevole. Insomma: orientatevi in tal senso su valori decisamente alti, anche a costo di impiegare qualche minuto in più per ultimare una preparazione.

La forma e la dimensione

Forma e dimensione dell’articolo sono due caratteristiche che dovrete valutare obbedendo a criteri selettivi individuali. Ciascuno di voi insomma avrà in casa un forno di una dimensione piuttosto che di un’altra, cucinerà per numero variabile di persone, avrà spazi che gli consentiranno di prediligere forme estrose e tondeggianti oppure ancora regolari e squadrate. Sappiate comunque che in commercio troverete una vastissima scelta di prodotti.

Ciò vale tanto nel caso dei semplici tegami, quanto nel caso di casseruole, bistecchiere, teglie, piastre, paioli, crepiere, girafrittate e così via. Attenzione: considerate anche che quando conserverete le vostre stoviglie sarebbe meglio non impilarle per non graffiarne l’interno. Se proprio non potete farne a meno, acquistate insieme alle pentole anche dei separatori antigraffio.

I materiali: le opzioni

Relativamente ai materiali una certezza l’avete già: dovranno sempre appartenere alla categoria dei PFOA free. Anche in questo caso la scelta sarà più che vasta. Potrete optare, per esempio, per i rivestimenti in polvere di diamante, per lo smalto porcellanato, per la ceramica, l’alluminio anodizzato, l’acciaio inox, il rame, il pirex, il titanio, la terracotta, il ferro, la ghisa o persino la pietra.

I materiali metallici

Ma entriamo nel vivo della questione. L’alluminio anodizzato non crea problemi di sorta né in materia di durata né in materia di sicurezza (a patto che sia accompagnato da tutte le certificazioni del caso). Si tratta di un materiale facile da pulire e discretamente resistente alle abrasioni. Inoltre è molto leggero, cosa non di poco conto se siete soliti cucinare grosse quantità di cibo. Adatto praticamente ad ogni tipo di cottura, teme in parte il contatto con gli ingredienti acidi. Ottimo il rapporto qualità-prezzo.

Un discorso simile vale pure per l’acciaio inossidabile. Anche in questo caso infatti siamo al cospetto di un materiale notoriamente ultraresistente e sicuro, facile da pulire e da mantenere in salute. Sappiate comunque che una scelta del genere è più indicata per le stoviglie destinate alla bollitura ed alla cottura in umido.

Il titanio poi è molto resistente e duraturo, praticamente indistruttibile, ma anche un tantino costoso. Esso garantisce cottura sempre uniforme degli alimenti e possibilità di cuocere a fiamma bassa i più svariati cibi. Il titanio, adatto ad ogni tipo di preparazione, teme il contatto con ingredienti acidi o eccessivamente salati. Le pietanze inoltre, una volta pronte, devono subito essere rimosse dalla pentola. Qualcuno sostiene però che questo materiale non sia privo di atossicità e che anzi sia cancerogeno.

Il rame è un grande classico della cucina. Leggero, versatile e durevole, ha un unico difetto: per poter essere sicuro deve appartenere alla categoria dei prodotti stagnati. In poche parole è necessario che la pentola sia rivestita in stagno dato che il rame, ossidandosi, forma il cosiddetto verderame, ossia un materiale potenzialmente tossico.

Ferro e ghisa sono da sempre utilizzati in cucina. Entrambi sopportano alte temperature ma richiedono determinate accortezze in fase di pulizia perché soggetti a ruggine o alla formazione di crepe. Sono comunque ottimi per le cotture lente ed uniformi o per cuocere le carni (ghisa) nonché per le cotture brevi ed “incisive” (ferro). Attenzione però alla ghisa smaltata: gli smalti devono essere sempre certificati come non tossici.

I materiali vetrosi e le terre

Passiamo ad altre categorie di materiali. La polvere di diamante, per quanto un tantino costosa, preserva la pentola dai graffi. Chiariamoci: una stoviglia del genere non è di certo invulnerabile, ma semplicemente non è poi così delicata. Qualcosa di simile possiamo dire per lo smalto porcellanato. Quest’ultimo però, derivando dalla lavorazione del vetro, potrebbe rompersi facilmente non adottando comportamenti consoni alla situazione.

La ceramica invece è resistente ed antiaderente, naturale e come tale del tutto atossica. Purtroppo però tende a deteriorarsi nel tempo nel senso che, utilizzo dopo utilizzo, diventa meno prestazionale. Ideali per fritture e rosolate, le ceramiche non garantiscono ottimi risultati in caso di cotture delicate.

La terracotta, meglio ancora se vetrificata, permette anch’essa di cucinare in maniera salutare e senza rinunciare ai sapori a patto però che nelle lavorazioni non siano stati utilizzati dei metalli pesanti. Il pirex infine è sicuramente atossico ma più adatto alla cottura in forno che all’uso su gas per cui è richiesta l’adozione di una reticella tagliafiamma.

I materiali: la scelta ideale

La scelta ottimale? La pietra, purché non rivestita con materiali contenenti PFOA, PFOS, PTFE o in Teflon. Si tratta di un materiale del tutto naturale, capace di condurre il calore in maniera graduale ed uniforme e per cui non è necessario fare uso ed abuso dei soliti grassi da cucina. Un cibo cotto in pentole antiaderenti in pietra conserva il suo sapore originale, è sano e leggero e si mantiene in caldo per parecchio tempo.

Non siete ancora convinti? Beh, pensate che la pietra può essere utilizzata per ogni tipo di cottura e non è di certo un materiale fragile o soggetto ad una facile usura. Tra l’altro tende a non assorbire odori o sapori. Come se ancora non bastasse, questo tipo di pentola permette di cucinare a fiamma bassa e di risparmiare quantità notevoli di gas.

Il brand

Abbiamo molto parlato di sicurezza. Bene: sappiate che un’altra garanzia in tal senso deriva dalla scelta di acquistare prodotti brandizzati. Ciò perché tali oggetti sono sempre sottoposti ad una lunga serie di controlli e verifiche che ne accertino la conformità alle normative attualmente vigenti in termini di sicurezza alimentare ed ambientale.

Tra l’altro i marchi noti sono soggetti anche a continui esami esterni, quindi non svolti dalle stesse aziende produttrici bensì da svariate ONG impegnate nella tutela dei diritti e della salute del cittadino. Una grande azienda insomma, per evitare deleteri danni di immagine, dovrà sempre immettere sul mercato prodotti sicuri.

Prezzi

Definire il costo di una pentola antiaderente è praticamente impossibile, almeno in questa sede: dovremmo tener conto infatti di parecchie varianti. Vi basti sapere perciò che attualmente è possibile reperire in commercio articoli che soddisfino le esigenze di tutte le tasche. Attenzione però: per ragioni di sicurezza vi consigliamo vivamente di diffidare dei prodotti eccessivamente economici.

Puntate sempre insomma su articoli di fascia media o, meglio ancora, di fascia alta. Del resto, pur spendendo di più, avrete la garanzia di mangiare bene e sano, di poter contare sulla vostra nuova batteria di pentole per parecchi anni e, soprattutto, di non nuocere alla vostra salute ed a quella dei vostri cari. Per tutte queste certezze non c’è prezzo!

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