Probiotici

Negli ultimi tempi capita sempre più spesso di sentir parlare di cibi probiotici. C’è da dire però che non sono in molti quelli in grado di sostenere una conversazione sull’argomento, non fosse altro che per la generale disinformazione che al giorno d’oggi regna ancora su questa particolare categoria di alimenti.

Eppure i probiotici possono regalare all’organismo un ampio ventaglio di privilegi e benefici, al punto che faremmo tutti bene ad inserire questa categoria di cibi nella nostra alimentazione quotidiana.

Vediamo allora nel corso di questa breve guida di capire un po’ meglio a cosa si faccia riferimento quando si parla di probiotici, come assumerli regolarmente, quando il loro impiego all’interno della dieta possa dirsi particolarmente consigliato e quali siano i vantaggi che in generale si ricaverebbero dal consumo regolare di questa particolare categoria di alimenti.

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Alimenti probiotici: cosa bisogna sapere?

Iniziamo col dire che i probiotici sono, lo avranno ormai afferrato anche i meno esperti in materia, delle sostanze che apportano notevoli benefici all’organismo e di cui, più o meno consapevolmente, tutti abbiamo fatto esperienza, per così dire, almeno una volta nella vita. Essi infatti si trovano spesso in molti alimenti di uso comune (ad esempio gli yogurt)e non è raro che i medici ce li prescrivano sotto forma di farmaci o di integratori alimentari.

Questi microorganismi, quindi spesso introdotti nella nostra dieta in maniera del tutto naturale, devono per funzionare al meglio essere compatibili con quelli normalmente presenti nell’apparato digerente umano. Inoltre, cosa di fondamentale importanza, devono essere in grado di rimanere operativi nonostante il contatto forzato con i succhi gastrici qui attivi e di opporsi invece all’azione di eventuali agenti patogeni presenti nell’organismo lavorando per ripristinare quindi i delicati equilibri organici che mantengono in salute il nostro corpo.

Quando parliamo di probiotici, a questo punto, parliamo perciò di organismi vivi. Niente paura però, la loro ingestione non è di certo una pratica disgustosa o eticamente scorretta: ci stiamo riferendo in sostanza a colonie di batteri buoni, a qualcosa insomma di invisibile ad occhio nudo e che è presente in tantissime tipologie di alimenti. Qualcuno a questo punto potrebbe provare un leggero disgusto: beh, considerando che microorganismi di diversa natura sono contenuti praticamente in tutto quello che si ingerisce, acqua compresa, bisognerà che se ne faccia una ragione…

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L’azione dei probiotici

Ma adesso veniamo al dunque e cerchiamo di capire come agiscano i probiotici ed a cosa servano scendendo un po’ più nei particolari e non limitandosi quindi semplicemente a dire che essi fanno bene agli equilibri del corpo.

Questi batteri buoni hanno infatti svariate funzioni, tutte a dir poco indispensabili. Essi, tanto per cominciare, possono aiutare l’individuo a rimettersi in sesto dopo aver superato una brutta influenza (particolare questo che potrebbe tornarci molto utile conoscere da qui a qualche mese, quando i primi mali di stagione busseranno alla nostra porta).

I probiotici poi possono fungere da integratori capaci non soltanto di risollevare un corpo un po’ debilitato, ma anche di fortificare le sue difese immunitarie. Essi agiscono colonizzando, per così dire, l’intestino soprattutto dopo aver fatto uso di farmaci e sostanze antibiotiche.

Il loro consumo è particolarmente indicato anche per i soggetti che accusino problemi di generica fragilità del sistema immunitario, dell’apparato digestivo e degli intestini. Ma non basta. I batteri buoni lavorano efficacemente pure per garantire la salute e la cura di pelle e capelli eliminando l’eventuale opacità dell’una e degli altri ed una vasta gamma di generici inestetismi cutanei.

Su questo punto è però necessario aprire una piccola parentesi. Quando i capelli o la pelle appaiono spenti, poco piacevoli alla vista e comunque non certo in salute, utilizzare maschere ed unguenti specifici significa ricorrere ad una soluzione a metà.

Spieghiamoci meglio: i cosmetici in questi casi, soprattutto al giorno d’oggi, possono regalarci vere e proprie magie donando nuova linfa vitale tanto alla pelle quanto ai capelli. L’intoppo però sta nel fatto che così facendo non avremo risolto il problema, ma soltanto fatto fronte ad un sintomo: quando queste parti del corpo non appaiono in salute è infatti un chiaro segno che all’interno dell’organismo si è perso un po’ di equilibrio o che qualcosa non va come dovrebbe.

L’uso dei probiotici in tal senso si rivela più efficace di qualsiasi maschera ed unguento perché risolve il problema a monte e ripristina le condizioni di normalità organica che ci regalano uno stato di perfetta salute.

Riassumendo quindi diremo che sarà bene assumere i probiotici quando si intende fortificare il proprio organismo partendo proprio dalla tutela dell’intestino, luogo in cui si forma gran parte del nostro sistema immunitario.

Questi batteri poi vanno ingeriti quando si avverte spesso un senso di spossatezza apparentemente immotivata, se ci si ammala di continuo, se si riscontrano problemi e difficoltà all’atto della digestione e se si ha a che fare frequentemente con infiammazioni a carico del cavo orale.

Utile è l’impiego dei probiotici anche nel caso di infezioni, quando l’alimentazione presenta degli squilibri, in caso di eccessiva tensione fisica e nervosa nonché di comparsa di psoriasi e generiche patologie dermatologiche. Buona norma è infine assumere dei probiotici ogni qual volta si faccia ricorso a medicine ed antibiotici, a pulizie intestinali oppure ancora ad idrocolonterapia.

Questi batteri comunque agiscono efficacemente soltanto se supportati dai prebiotici, vale a dire un insieme di sostanze presenti nell’organismo perché ingerite ma non del tutto digerite e che concorrono al mantenimento di un sano equilibrio della flora intestinale. I prebiotici in sostanza permettono ai probiotici di nutrirsi, crescere e riprodursi dando modo al corpo di sintetizzare alcune vitamine. Il ciclo vitale degli uni e degli altri finisce comunque nelle nostre viscere, assorbiti o “mangiati” da altri agenti equilibratori.

Piccola curiosità: contrariamente a quanto vorrebbero farci credere le pubblicità ad oggi più trasmesse in TV e sugli altri media, perché l’azione dei probiotici sia efficace basta ingerirne qualche centinaio al giorno. Alimenti o integratori eccessivamente ricchi di tali sostanze (e per questo più costosi) non sono quindi più utili di altri a minore concentrazione.

Concludiamo infine questo paragrafo specificando che attualmente siamo in grado di distinguere diverse categorie di probiotici, ciascuna delle quali più o meno utile ad una causa piuttosto che ad un’altra. Nel dettaglio ad oggi conosciamo i bifidobatteri (adatti alla regolazione delle funzioni intestinali), gli eubatteri, i lactobacilli ed il cosiddetto acidophilus (molto impiegato come antibiotico e come riequilibratore del PH dopo una qualsiasi forma di candida).

Questa precisazione ha un suo perché: in barba al semplice nozionismo è infatti utile sapere che ciascuna tipologia di probiotico va utilizzata in relazione ad un ben preciso ambito terapeutico. Da qui la necessità di chiedere il parere del medico e di evitare il faidate: si rischierebbe infatti di acuire il problema che si vorrebbe invece curare, di incappare in fastidiosi gonfiori addominali o addirittura in episodi di disbiosi.

Probiotici e cibo

Adesso che è tutto chiaro non resta che capire dove sia possibile reperire, in maniera del tutto naturale, i probiotici. Essi sono di norma presenti nei cibi fermentati, nei prodotti da forno ricavati dalla lavorazione di paste acide e nei latticini in genere. Ovviamente poi se il criterio della naturalezza non ci interessa più di tanto, possiamo trovare dei probiotici anche nei fermenti lattici venduti in farmacia.

Tra gli alimenti comunque in tal senso più ricchi potremmo qui elencare gli yogurt, il cosiddetto the kombucha (bevanda a dir poco miracolosa ottenuta dalla miscelazione di the verde e nero con aceto di mele, zuccheri e piccole colture di funghi, batteri buoni e lieviti di varia origine), il miso (in questo caso facciamo riferimento ad una pasta dal caratteristico colore giallastro ricavata dalla fermentazione dei fagioli gialli.

Tale prodotto ben si adatta a chi ha problemi intestinali o peristaltici o segue una dieta povera di vitamine e sali minerali), il kefir (vale a dire una bevanda ad alta fermentazione che molto somiglia allo yogurt per sapore ma che è più ricca rispetto a quest’ultimo di minerali e vitamine oltre che di aminoacidi.

Essa è utile a rinforzare il sistema immunitario ed a regolarizzare le funzioni intestinali), i crauti (ossia il cavolo cappuccio dopo un processo di fermentazione che contribuisce alla formazione di vitamina C e fibre) ed il tempeh (cioè della soia gialla ad alta fermentazione il cui sapore somiglia a quello di un gustoso mix tra funghi e noci. Si tratta di un prodotto estremamente digeribile, ricco di omega 3 e di vitamine B12).

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