Telescopio

Come scegliere un telescopio? Cosa bisogna sapere prima di comprarne uno di questi affascinanti strumenti che scrutano il cielo? Come si fa ad essere certi che un oggetto di uso non proprio comune e sul cui acquisto si possono quindi avere molti dubbi sia davvero in grado di soddisfare le nostre aspettative? Queste domande sono tutte lecite e sicuramente saranno più volte passate per la testa di chi si accinge a comprare il suo primo telescopio. Vediamo allora di approfondire questo interessante argomento.

Come scegliere un telescopio: suggerimenti utili e caratteristiche ideali

Partiamo dal presupposto che scegliere un prodotto che possa soddisfare le esigenze degli appassionati di astronomia non è mai qualcosa di semplice ed immediato. Non è difficile immaginare infatti che gli strumenti necessari ad approfondire la propria conoscenza della volta celeste debbano possedere una gran quantità di caratteristiche e soprattutto debbano essere realizzati seguendo alcuni imprescindibili principi base delle scienze ottiche.

Senza scendere troppo nei particolari, fornendo quindi delle informazioni facilmente comprensibili per chiunque sia interessato all’argomento, vediamo allora di ricostruire l’identikit perfetto di un buon telescopio soffermandoci ad analizzare con attenzione tutte le qualità che esso deve imprescindibilmente possedere per soddisfare gli acquirenti. Eccole nel dettaglio:

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Versatilità

In pochi, soprattutto se ancora alle prime armi, ci fanno caso immediatamente ma l’esplorazione celeste è purtroppo in qualche modo legata al fenomeno dell’inquinamento luminoso. Le nostre città, ormai sempre ben illuminate da luci, insegne, fari e quant’altro a volte ci privano del meraviglioso spettacolo del firmamento. Come sanno bene gli astrofili l’urbanizzazione, sempre crescente negli ultimi decenni, ha reso infatti molto difficile l’osservazione attenta di stelle e pianeti.

Prima di acquistare un telescopio quindi è sempre meglio badare ad elementi quali la magnitudine limite e la visibilità del cielo dal punto di osservazione da noi prescelto. Molto importante in tal senso è anche l’altitudine: un conto è scrutare la volta celeste dal cuore della città ed un conto è godersi lo spettacolo dalla vetta (o quasi) di una montagna. Alla luce delle informazioni qui fornite è chiaro che altri elementi in qualche modo legati alla versatilità del nostro futuro telescopio sono senza dubbio la potenza e la trasportabilità.

Per quanto riguarda la prima non è necessario spendere molte parole: maggiore sarà la potenza e più alta sarà la probabilità di vedere qualcosa nonostante tutti gli impedimenti su prospettati. Nemmeno sulla trasportabilità, a dire il vero, c’è molto da dire: un oggetto leggero e maneggevole potrà agevolmente essere portato sulla vetta della montagna di cui sopra ed aiutarci ad ovviare ancora una volta ai problemi dell’urbanizzazione. Il punto critico però risiede nel fatto che raramente gli oggetti in uso in ambito astronomico sono leggeri e poco ingombranti a meno che non siano destinati ai principianti.

Bisogna a questo punto operare un distinguo: in genere i telescopi particolarmente potenti sono anche molto voluminosi e vengono quindi utilizzati in sede fissa, mentre quelli più facili da portare con sé non sempre rispondono ad altissimi standard qualitativi. Un buon compromesso tra trasportabilità e resa qualitativa dell’immagine potrebbe scaturire allora dalla scelta di acquistare dei catadiottrici dotati di lenti focali lunghe montate in piccoli spazi.

Non male è poi l’idea di orientarsi in questi casi su un telescopio a tecnologia Dobson, capace di garantire all’utente grandi aperture (si parla addirittura di un massimo di 25 centimetri) a prezzi tutto sommato non eccessivi (ad essere sacrificata è in questo caso la montatura nonché la possibilità di dedicarsi alla fotografia). Attenzione infine al seeing, lo scintillio delle stelle.

Se il fenomeno è particolarmente presente significa che l’inquinamento luminoso e dell’atmosfera è davvero eccessivo. A prescindere dalla qualità del telescopio quindi difficilmente si potrà ammirare il cielo in tutti i suoi meravigliosi dettagli.

Diametro

Caratteristica fondamentale del telescopio è anche il diametro. Tanto più esso sarà elevato e maggiore sarà la possibilità di vedere oggetti e corpi celesti di per sé scarsamente apprezzabili. Gli ingrandimenti inoltre risulteranno maggiormente qualitativi. Purtroppo o per fortuna, dipende un po’ dai punti di vista, non è detto che piccoli telescopi non siano in grado di assicurare risultati migliori rispetto a quelli offerti da un oggetto a grande diametro.

In questo caso bisognerà valutare quindi l’ostruzione dei riflettori oppure ancora dei catadiottrici, la fattura di lenti e specchi, la presenza di eventuali componenti ottiche aggiuntive e la possibilità di usufruire di un tubo ottico ben aperto.

Utilizzo

Un altro parametro che può servire a compiere una buona scelta implica il soffermarsi per qualche momento ad analizzare il tipo di utilizzo che si intende fare del proprio telescopio. Se si desidera osservare più che altro la luna o i pianeti è sufficiente optare per aperture tutto sommato modeste (70/80mm bastano) e cercare invece di acquistare uno strumento ad alto contrasto.

In sostanza in questo caso è meglio comprare un rifrattore o un catadiottrico. Se si desidera ammirare il cielo profondo invece serve immagazzinare quanta più luce è possibile e quindi orientarsi su uno strumento a grande diametro. L’apertura minima consigliabile in questi casi si aggira sui 100mm mentre il tipo di telescopio più adatto allo scopo è senza dubbio il newtoniano. C’è poi chi preferisce osservare il sole e per questa categoria di astrofili valgono suggerimenti particolari.

Per prima cosa, a scanso di ogni possibile equivoco, è bene specificare che quel grande astro che riscalda la Terra non deve in nessun caso essere osservato senza l’ausilio di appositi filtri: il rischio, per altro altissimo, sarebbe quello di danneggiare irreparabilmente gli occhi. Detto ciò, siamo in questa sede tenuti a specificare che le varietà di telescopi sinora enumerate potrebbero, grazie all’aggiunta dei filtri di cui sopra, tornare comunque utili allo scopo: si tratterebbe chiaramente di un’osservazione in luce bianca, scarsamente interessante per gli appassionati di astronomia che abbiano già raggiunto determinati livelli di conoscenza ed esperienza, ma pur sempre apprezzabile per gli astrofili alle prime armi.

Quello che deprezza un po’ per così dire la resa è la scarsa probabilità di individuare dei particolari che caratterizzano la superficie di questo astro a cominciare dalle macchie solari, visibili in queste condizioni soltanto in caso di massimo di attività del principale ciclo solare. Per accontentare i più esperti sono stati inventati quindi anche i telescopi solari dotati di filtri adatti ad ammirare con dovizia di particolari tanto la cromosfera quanto le protuberanze dell’astro in questione.

Gli appassionati più esigenti insomma dovrebbero orientarsi su telescopi solari in luce H-Alpha che permettono osservazioni di alta qualità anche in caso di minimo solare. Attenzione però, questi telescopi solari, per quanto altamente performanti, presentano un grosso svantaggio: sono tutto fuorché economici!

Fotografia

In molti, una volta avvistato un corpo celeste, vorrebbero fotografarlo per studiarlo o semplicemente per serbarne il ricordo. L’astrofotografia non è esattamente un affare semplicissimo dato che i corpi celesti ammirati possono essere molto deboli oppure particolarmente estesi e che quindi i tempi di posa richiesti potrebbero essere alquanto lunghi. L’ideale in questi casi è scegliere una montatura equatoriale motorizzata soprattutto per quanto riguarda l’ascensione retta.

Chiaro che in un primo momento i meno esperti potrebbero optare anche per degli accessori utili a fotografare a campo largo in parallelo oppure ancora per delle camere con sensore CMOS supportati da una montatura motorizzata oppure ancora per degli astroinseguitori, ma le attrezzature da astrofotografia andranno man mano aggiornate ed adeguate alle proprie competenze e necessità.

Utente

Anche le caratteristiche dell’utente rappresentano un parametro di cui tener conto al momento dell’acquisto di un telescopio. Una cosa che bisognerebbe chiedersi sempre infatti è se lo strumento è destinato ad un soggetto giovane ed inesperto, ad un bambino che si voglia in qualche modo avvicinare al mondo della scienza, a professionisti, oppure ancora a studenti universitari che abbiano ben chiare le idee sul loro futuro e che vogliano assecondare una loro innata passione.

Torna quindi utile capire quali siano le conoscenze e le potenzialità di chi riceverà il telescopio, ma anche il livello di consapevolezza del soggetto (utilizzerà lo strumento insieme ad un adulto o ad una persona competente o in totale solitudine?). Per quanto riguarda il primo punto diremo che ovviamente le pretese di un neofita non saranno mai le stesse di un appassionato o di uno studioso. Chi sta appena iniziando ad approcciarsi al mondo dell’astronomia, ma vanta già delle discrete competenze in materia, farebbe bene ad acquistare un semplice telescopio con montatura equatoriale.

Stesso discorso vale per chi padroneggia già anche le teorie riguardanti le coordinate celesti. Chi invece non ha la benché minima competenza in materia dovrebbe almeno inizialmente acquistare un meno complicato telescopio a montatura altazimutale, capace di garantire all’utente in questione la possibilità di effettuare dei movimenti indipendenti rispetto a quello che dovrebbe essere il moto apparente del cielo.

I più avvezzi alla tecnologia e gli appassionati che non desiderino scoprire nuovi corpi celesti ma piuttosto osservare quelli già conosciuti potrebbero invece orientarsi su un telescopio computerizzato anche se un prodotto manuale risponderebbe sempre meglio alle leggi dell’ottica. Questi strumenti, per quanto affascinanti, possono anche essere abbastanza pericolosi, cosa di cui abbiamo già parlato anche qualche riga addietro.

Mettere un telescopio solare nelle mani di un bambino, ad esempio, può rivelarsi una scelta poco saggia: meglio quindi riflettere un po’ prima di mettere mano al portafogli…

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Un’ultima dritta: che dire dei binocoli?

E adesso che abbiamo imparato come scegliere un telescopio è il caso di fugare un ultimo dubbio che, siamo sicuri, sarà gironzolato per la mente di molti di quei lettori che hanno avuto la pazienza di seguirci sin qui. Perché, si saranno chiesti, non utilizzare dei binocoli?

Tale soluzione si adatta soprattutto a chi al momento non abbia molto denaro da investire nell’acquisto di un telescopio o semplicemente voglia mettere alla prova la durevolezza della sua passione per la volta celeste. Il binocolo quindi si configura come un attrezzo utile ai primi approcci con il mondo dell’astronomia ma, ad essere proprio sinceri, in una fase più avanzata della conoscenza scientifica esso non sarà altro che un complementare del telescopio.

Gli oggetti celesti in qualche modo indagabili con il solo aiuto del binocolo (ovviamente non in maniera eccessivamente approfondita) sono la Galassia di Andromeda, la costellazione delle Pleiadi nonché la Grande Nebulosa di Orione. Soltanto una volta abbarbicatisi sulla cima della solita montagna e messisi al riparo dall’inquinamento luminoso si potrà osservare con il binocolo anche la Via Lattea.

Perché tutto ciò sia possibile però è necessario possedere come minimo un 7×50 o meglio ancora un 10×50. La prima cifra delle due varianti qui indicate, 7 e 10 per essere chiari, indica la possibilità di ingrandimento legata all’uso dell’apparecchio.

Torna infine utile sapere che in commercio esistono anche dei binocoli zoom ossia dotati di ingrandimento variabile. Quando però questi hanno una possibilità di ingrandimento superiore al 10x diventa però necessario equipaggiarli subito con un buon treppiedi.