Tiralatte elettrico e manuale

Il tiralatte è uno di quegli oggetti che non può assolutamente mancare nel corredo da gravidanza di una futura mamma attenta a sé stessa ed al suo bambino. Questo marchingegno andrebbe acquistato già prima dell’arrivo del bebè in modo da essere pronte a qualsiasi evenienza.

Può capitare infatti che il piccolino non sia in grado di attaccarsi correttamente al seno, che la neomamma non riesca a sopportare la sensazione che si prova in questi casi o che per qualche ragione i capezzoli non siano adatti all’allattamento. Nessun problema: basta avere a propria disposizione gli attrezzi giusti.

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Ma cos’è effettivamente un tiralatte? Questo macchinario è uno strumento atto ad estrarre dalle mammelle il latte prodotto dalla neomamma; è insomma a tutti gli effetti una sorta di pompetta che può funzionare in maniera meccanica o grazie a degli input elettrici.

Inutile dire che il prezioso liquido estratto mediante l’impiego del tiralatte verrà conservato secondo opportune procedure e, al momento giusto, utilizzato per sfamare il piccolo. Questa pratica è molto diffusa tra le donne che si rendono conto di avere un’iperproduzione di latte o che per varie ragioni sono costrette a trascorrere molto tempo lontane dal piccolino di casa.

Il tiralatte però può tornare utile anche quando, soprattutto a distanza di pochi giorni dal parto, si riscontrano delle improvvise ed imbarazzanti perdite all’altezza del seno o quando quest’ultimo è gonfio e dolorante. Sappiate che proprio l’uso di tale oggetto in queste circostanze permette di evitare a monte la formazione di piccole mastiti o di semplici ingorghi dovuti al ristagno di liquido all’interno dei dotti.

In entrambi i casi infatti il problema è dato da una eccessiva presenza di latte all’interno delle mammelle ed è risolvibile proprio tramite il marchingegno qui in esame. In altri casi la mamma utilizzerà il prodotto in questione per dare modo al compagno di nutrire il bambino fortificando sin da subito il legame padre-figlio. Insomma: questo oggetto può tornare utile in diversi contesti e non è quindi il caso di lesinare sul suo acquisto.

Una curiosità: il primo tiralatte meccanico è comparso sul mercato nel 1854. Bisognerà aspettare il 1921 per poter acquistare la versione elettrica di questo prezioso articolo per la puericoltura.

Funzionamento del tiralatte

Ci rendiamo conto che il paragone non è esattamente lusinghiero, ma è comunque veritiero: un tiralatte è una sorta di attrezzo per la mungitura. Anche nel caso della donna, come abbiamo visto, è infatti necessario di tanto in tanto tirar fuori del latte inutilizzato dalle mammelle. Ma andiamo con ordine.

Un tiralatte agisce imitando in tutto e per tutto le azioni che il neonato compie quando si attacca al seno materno. Ciò significa che dà vita ad un ciclo di movimenti utile a stimolare i dotti ed a far sì che il latte così “messo in circolo” arrivi sino al capezzolo, luogo da dove viene poi aspirato.

Ma non è tutto: non dimentichiamoci che la nostra è l’era dell’informatizzazione ed anche i tiralatte possono in qualche modo essere connessi alla rete. Tramite delle apposite app infatti è possibile ricavare delle informazioni specifiche sulla qualità del proprio latte, elaborare dei dati statistici con tanto di grafici esplicativi, archiviare dati e quant’altro.

Inoltre, ed anche questo in certi momenti può essere davvero utile oltre che importante, le informazioni così ricavate possono essere discusse e confrontate in appositi forum gestiti da mamme esperte e da dubbiose neomamme o comunicate con estrema precisione al nostro medico curante ed al pediatra. Insomma: l’epoca del primo tiralatte, quello che altro non era se non una misera pompetta, è ormai lontana, anzi lontanissima…

Tiralatte: tutte le tipologie

Abbiamo già accennato all’esistenza sul mercato di due grandi famiglie di tiralatte: quella elettrica e quella meccanica o manuale. I prodotti appartenenti a quest’ultima categoria sono sicuramente tra i più semplici e tradizionali reperibili in commercio. Solitamente questi oggetti non sono molto pesanti ed hanno un design particolarmente compatto.

Sono quindi semplici da trasportare tanto all’interno della borsetta del neonato quanto dentro la borsa personale di mamma. Ciò, è un’ovvia deduzione, permette di poter usare questo marchingegno ovunque ed in qualsiasi momento: basta solo trovare un bagno o un luogo appartato e quindi procedere.

Non stupisce, alla luce di queste informazioni, che solitamente il costo di un tiralatte meccanico sia abbastanza basso ed in ogni caso inferiore rispetto a quello della variante elettrica. Sull’argomento comunque torneremo successivamente. Adesso ci basta puntualizzare che questa variante del nostro strumento è adatta soprattutto alle donne che prevedono di aver bisogno del tiralatte soltanto occasionalmente.

Ma come si usa un tiralatte manuale? Beh, bisogna lavorare un po’ di polso e di mano per poter essere certe di utilizzare al meglio il prodotto qui in esame. Si inizierà perciò attaccando correttamente il tiralatte al proprio seno e si proseguirà pompando sin quando il latte non inizierà effettivamente ad uscire dai capezzoli. Questo almeno per sommi capi.

Volendo essere un po’ più precisi la procedura dovrebbe avere inizio soltanto quando il seno ha raggiunto il giusto grado di morbidezza. Allo scopo sarà bene detergerlo prima con un po’ di acqua tiepida immergendo magari la parte interessata all’interno di una piccola bacinella o procedendo subito dopo aver fatto il bagno oppure ancora ricorrendo semplicemente ad una salvietta inumidita.

Attenzione però a non stressare questa zona del corpo con dell’acqua troppo calda: si rischierebbe di irritare la cute e di rendere l’intero procedimento difficile e fastidioso. Un’altra operazione da compiere prima di attaccare il tiralatte alle mammelle è quella di massaggiare il seno in modo da stimolare la produzione ed il rilascio di latte.

Fatto ciò, si pomperà con delicatezza, lentamente, almeno sin tanto che non si acquisisce una certa abitudine alla sensazione che questo oggetto provoca una volta in uso. Il suggerimento peraltro è quello di compiere tutte queste operazioni in un luogo comodo, sicuro e comunque in grado di trasmetterci una certa serenità.

Ma passiamo adesso al tiralatte elettrico. Esso, come preannunciato, avrà sempre un costo superiore rispetto alla versione manuale, ma tale dato trova ampia giustificazione nel fatto che il marchingegno in questione non richieda lo sforzo delle mani e del polso.

Queste parti del corpo infatti dopo un trattamento con tiralatte meccanico possono risultare spesso alquanto indolenzite per via dei lunghi tempi d’azione necessari allo strumento per portare a termine l’operazione. La variante elettrica invece non soltanto può essere tarata in tal senso, ma offre anche la possibilità di lavorare contemporaneamente su entrambe le mammelle.

Inutile dire che ovviamente ciò significa ottenere una quantità superiore di latte, un eccesso che gli esperti del settore hanno stimato pari a circa il 18% in più rispetto ai risultati ottenibili con un prodotto di vecchia concezione. Ma non è tutto.

Quando il latte viene, passateci il termine, munto ad alte velocità per qualche strana ragione diventa anche più proteico, quindi capace di fornire al piccolino di turno una maggiore protezione dal mondo esterno oltre che un nutrimento migliore.

Un ultimo vantaggio da tenere in considerazione è che, grazie a questo apparecchio, le mani saranno sempre libere e che quindi, nei limiti del fattibile ovviamente, sarà possibile ottimizzare i tempi a propria disposizione dedicandosi ad altro mentre si producono delle piccole scorte di latte per il cucciolo di casa. Questi apparecchi infine, almeno nella maggior parte dei casi sono anche molto silenziosi.

Per utilizzarli correttamente è comunque necessario, anche stavolta, procedere soltanto dopo aver sufficientemente massaggiato il seno in modo da garantirsi che dai capezzoli il latte esca in maniera assidua e costante. Le coppe infine dovranno sempre essere collocate sull’areola in maniera da non esercitare un’eccessiva pressione che in qualche modo eviterebbe un corretto flusso della sostanza all’interno dei dotti.

Attenzione poi a verificare le condizioni delle mammelle dopo aver posato il tiralatte: è a dir poco fondamentale infatti che il latte sia stato estratto del tutto e che non ci siano insomma dei ristagni. Torna utile sapere anche che i più moderni tiralatte possono essere concepiti in modo da assommare in sé le caratteristiche dei prodotti meccanici ed elettrici: sono insomma degli articoli misti.

Essi si consigliano soprattutto a chi ha esigenze variabili o ancora poco definite. Tali articoli sono inoltre perfetti per tutte le donne che, essendo alla loro prima esperienza, non hanno effettivamente idea delle sensazioni provocate da un tiralatte e che potranno così scegliere tra i ritmi lenti e pacati del prodotto manuale o l’azione rapida ed intensa della versione elettrica.

Come scegliere il tiralatte

Scegliere un tiralatte non è poi tanto complicato; basta attenersi ad alcuni semplici criteri selettivi. Quali? Eccoli:

Presenza di parti staccabili

I migliori tiralatte ad oggi in commercio sono quelli il cui design si compone del numero più ridotto possibile di parti staccabili. Avere a che fare con un blocco unico, o quasi, significa infatti non complicarsi la vita: meno pezzi destinati a perdersi o a rompersi a furia di montare e smontare le parti del tiralatte, meno tempo necessario alla preparazione dello strumento o da dedicare alle operazioni di pulizia e manutenzione.

In secondo luogo, soprattutto se si ha la necessità di portare con sé il prodotto sarà sicuramente meno probabile dimenticarne un pezzo a casa, cosa che costringerebbe la neomamma di turno a rimandare l’estrazione del latte. Ciò, come abbiamo visto, in determinate circostanze può rivelarsi fastidioso, imbarazzante e persino doloroso. Meglio allora evitare a monte determinate esperienze…

Comodità

I tiralatte, per potersi dire di buona qualità, devono sempre essere confortevoli. Sotto questo punto di vista i criteri di selezione sono ovviamente molto soggettivi: esistono infatti dei prodotti pensati per poter essere utilizzati soltanto da sedute, altri che presuppongono una torsione della schiena in avanti o in dietro, altri ancora che hanno livelli di aderenza alla mammella più o meno pronunciati.

Il suggerimento, a meno che non si sappia già per certo di preferire un determinato design, è quello di orientarsi sempre su un prodotto da utilizzare da sedute ed a busto eretto ed il cui impiego non sia in alcun modo costrittivo per il corpo.

Materiali

Particolare attenzione per quanto riguarda i materiali va tributata ai cuscinetti da poggiare sul seno. Se questi dovessero risultare scomodi, fastidiosi o addirittura causare dolore durante o dopo l’applicazione sicuramente si tenderebbe ad utilizzare il tiralatte il meno possibile.

Ciò, lo abbiamo già accennato, può causare vari problemi alle mammelle tra cui, tanto per fare un esempio, delle fastidiose mastiti. Per il resto è chiaro che tutti i materiali utilizzati devono essere facilmente lavabili e sterilizzabili, robusti, infrangibili, trasparenti, BPA free e più genericamente atossici.

Manutenzione

I tiralatte devono periodicamente essere sottoposti ad una routine di manutenzione. Questo non soltanto per preservare la funzionalità dell’oggetto in sé e per sé, ma anche e soprattutto per tutelare la salute della mamma e del suo bambino. All’atto pratico questo significa essenzialmente che sarà obbligo ripulire ad ogni uso l’apparecchio qui in esame e che la stessa operazione dovrà essere ripetuta anche prima del successivo impiego.

Come procedere? Beh, innanzitutto lavandosi con estrema cura le mani, preferibilmente utilizzando dei saponi per il corpo molto delicati e privi di qualsiasi profumazione. Successivamente si provvederà a smontare l’oggetto in tutte le sue parti, anche le più piccole (capito perché i migliori tiralatte constano di pochi pezzi?).

Ciascuna di esse dovrà essere lavata in separata sede e particolare attenzione bisognerà tributare ai pezzi in assoluto più piccoli, quelli che per definizione sono più soggetti ad una cattiva pulizia e quindi all’annidamento dei batteri. Si laveranno e si sterilizzeranno essenzialmente tutte le porzioni dell’oggetto che toccano il seno, le altre parti del tiralatte invece verranno semplicemente igienizzate.

Attenzione all’eventuale permanenza di qualche goccia di latte all’interno dell’apparecchio: non soltanto il liquido tenderà ad essiccarsi rivelandosi potenzialmente dannoso per il corretto funzionamento del prodotto, ma sicuramente costituirà un humus perfetto per germi e batteri.

La pulizia andrà sempre effettuata soltanto con acqua potabile senza aggiungere alla stessa disinfettanti di sorta o qualsiasi altro agente chimico normalmente impiegato per detergere le stoviglie. Finita la pulizia del tiralatte, si proseguirà l’iter di manutenzione asciugando con estrema cura l’apparecchio: a tale scopo si utilizzerà una pezzuola pulita e che non lasci pelucchi.

Per evitare questo genere di inconveniente, se lo si preferisce, si potranno anche disporre su un piano i vari pezzi dell’apparecchio ancora ovviamente non assemblati. Bisognerà quindi attendere che l’acqua evapori spontaneamente per poter ultimare il processo di asciugatura.

Certo, ci vorrà un bel po’, ma nessuno vi insegue. Quando, a prescindere dalla tecnica utilizzata, il processo sarà ultimato si potrà montare nuovamente il tiralatte. In linea di massima l’iter da seguire sarà sempre questo. Dato che però ogni modello fa storia a sé si consiglia di verificare che le nostre linee guida siano compatibili con quelle eventualmente riportate sul manuale di istruzioni del vostro tiralatte.

Garanzia

Inutile dire che la presenza di una garanzia, a prescindere dal prodotto che si intende acquistare, è sempre piacevole e rassicurante, quasi una forma di tutela nei riguardi del consumatore. Per quanto concerne il tiralatte, purtroppo, non sempre essa è presente nella confezione. Il suggerimento, proprio per ovviare a questo inconveniente, è quello di acquistare soltanto dei prodotti di marca oltre che di comprovata qualità.

Chiaramente si potrà anche chiedere conferma al venditore o verificare personalmente che l’articolo sia coperto da garanzia. Quest’ultima avrà durata pari a 12 o 24 mesi a seconda del modello acquistato. Attenzione: il costo di un tiralatte a volte può raggiungere anche cifre importanti. La presenza di una garanzia è quindi più utile di quanto si possa credere…

Prezzo

I tiralatte possono avere dei prezzi tra loro diversissimi in relazione alla marca, al modello ed alla tipologia che si sceglie di acquistare. Un certo peso sulla questione ha anche la decisione di comprare da un rivenditore di articoli per la prima infanzia, in farmacia, in un grosso centro commerciale oppure ancora online.

In quest’ultimo caso il suggerimento è quello di verificare prima dell’acquisto quali siano le condizioni di reso eventualmente accettate dal commerciante e di controllare a monte caratteristiche tecniche e presenza di eventuale garanzia.

Non è raro tra l’altro che le mamme, una volta terminata la necessità di ricorrere al tiralatte, vendano l’oggetto a prezzi dimezzati rispetto al reale valore di mercato. Certo, quest’ultima soluzione potrebbe non garbare proprio a tutte, soprattutto alle donne più attente alla cura dell’igiene personale.

Va comunque ricordato che l’apparecchio in esame deve sempre essere sterilizzato e che quindi, anche se già usato da altre, può essere per così dire riciclato senza grossi inconvenienti di sorta. Detto ciò, come ricorderete, sappiamo che i tiralatte manuali o meccanici sono in genere più economici ed hanno costo compreso tra le 10 e le 20 euro.

A dire il vero esistono anche prodotti dai prezzi ancora inferiori, ma sarebbe meglio non tentare la sorte ed orientarsi comunque su qualcosa di abbordabile ma non troppo. I tiralatte elettrici invece hanno in media un prezzo che oscilla tra le 20 e le 30/40 euro. I prodotti misti infine costano anche qualche decina di euro in più. A voi la scelta…

Tiralatte: esistono delle valide alternative?

Alcune neomamme, per quanto possa essere necessario eliminare o raccogliere il latte in esubero prodotto all’interno dei dotti, proprio non vogliono accostarsi al tiralatte. Questo strumento del resto mette un po’ in soggezione le donne ed a volte può persino infastidirle notevolmente, in particolar modo se le esperienze in tal senso maturate risentono di una bassa qualità del prodotto.

In questi casi quindi, dato che il latte non può per alcun motivo stagnare all’interno delle mammelle, si consiglia di provare metodi naturali alternativi per l’estrazione. Certo, si tratta di sfruttare l’azione molto lenta e non sempre adeguatamente efficace delle mani, ma è pur sempre qualcosa. Vediamo allora come fare.

Per estrarre dal seno il latte in esubero è importante porre la mammella tra le mani in maniera che queste risultino piazzate lungo due ideali linee parallele. Si eserciterà così una pressione sul seno dapprima procedendo in senso orizzontale e quindi lavorando su un asse verticale.

Questo massaggio non soltanto stimola i dotti, ma può ammorbidire e riscaldare parecchio le mammelle contribuendo anche ad attivare il capezzolo. Fatto ciò, si procederà sorreggendo con una sola mano e con estrema delicatezza la mammella interessata mentre con le dita disponibili si praticheranno diversi massaggi sul seno agendo sempre in modo da muoversi in senso circolare.

In questa fase è molto importante non esercitare una pressione eccessiva ed anzi sarebbe consigliabile farsi aiutare dal compagno per raggiungere un maggior livello di rilassatezza. A questo punto non resta che accarezzare un po’ la zona interessata procedendo dalla parte più alta della mammella sino alla porzione occupata dal capezzolo che, dopo aver ripetuto un paio di volte il trattamento, potrà finalmente essere spremuto in modo da lasciare fuoriuscire il latte. L’intero iter preparatorio dovrebbe durare all’incirca una decina di minuti.