Tiralatte: quanto latte estrarre?

Oggigiorno sono molte le donne costrette ad utilizzare il tiralatte. La scelta di ricorrere a questo prezioso strumento per la puericoltura deriva spesso dai ritmi di vita che impone loro la società moderna: magari si riprende a lavorare fuori casa subito dopo la gravidanza, oppure ancora ci si ritrova costrette a lasciare il bebè ai nonni per molte ore al giorno e per molti giorni alla settimana.

In questi casi, mediante l’utilizzo del tiralatte, le neomamme possono tranquillamente estrarre il latte dal seno e conservarlo per nutrire i loro pargoli in un secondo momento o addirittura in loro assenza. Che sia manuale o elettrico il tiralatte permette di estrarre diversi quantitativi di latte. Ecco allora tutto quello che bisogna sapere a proposito.

Usare il tiralatte: quando diventa necessario?

L’allattamento al seno non è soltanto la risposta fisiologica ad un’esigenza nutrizionale del bambino. Questa pratica infatti permette di gettare le prime solide fondamenta del vincolo affettivo che lega una mamma al suo cucciolo. Tuttavia non sempre è possibile allattare al seno il proprio pargolo. In alcuni casi, per esempio, sono gli stessi medici a suggerire alle loro pazienti di ricorrere all’uso di un tiralatte alternando o sostituendo del tutto il biberon alle poppate tradizionali. Le circostanze per cui una donna ricorre al tiralatte sono parecchie, tra le più comuni troviamo:

  • parto prematuro
  • separazione forzata della madre dal neonato per i primi giorni che seguono la nascita
  • impossibilità di ottenere un congedo lavorativo
  • utilizzo di farmaci che rendono arduo l’allattamento al seno
  • scarsa produzione di latte materno

Domande frequenti: quanto latte estrarre?

Quanto latte estrarre con il tiralatte? Beh, non esiste una risposta univoca a questo quesito; molto dipende infatti dalle esigenze specifiche della donna e del bebè. Poniamo il caso di un neonato che venga sì nutrito soltanto di latte materno, ma evitando il contatto diretto con il seno. In questa eventualità è chiaro che il calcolo delle quantità di latte da estrarre dovrà essere preciso e scrupoloso, in quanto utile a garantire al neonato crescita e sviluppo psicofisico adeguati. Se invece si ha la possibilità di ricorrere al tiralatte soltanto sporadicamente, i calcoli da effettuare obbediranno a logiche diverse e potranno comunque essere eseguiti con un po’ di pignoleria in meno.

Tutto questo, ovviamente, in linea generale. Volendo scendere un po’ più nel dettaglio, diremo infatti che esiste una formula ben precisa per stabilire l’esatta quantità di latte materno da estrarre dal seno. Questa formula si basa essenzialmente sul peso raggiunto dal pargolo e tiene conto ovviamente del fabbisogno nutrizionale del neonato. In maniera molto semplice possiamo dire che basterà dividere il peso del piccolino in grammi per 100 e quindi sommare al risultato ottenuto la costante fissa 250. Esempio pratico per un bimbo il cui peso è pari a 3500 grammi:

  • 3500:100=350
  • 350+250= 600

Questa formula permette di conoscere le esatte quantità di latte che il piccolo dovrà assumere nell’arco di un’intera giornata. Basterà quindi dividere ulteriormente il valore ottenuto per il numero di poppate quotidianamente richieste dal frugoletto per conoscere la quantità di latte da garantirgli ad ogni pasto.

Ponendo che insomma lo stesso bambino di poco fa venga nutrito 10 volte al giorno, ogni poppata dovrà prevedere l’impiego di 60 grammi di latte materno. Tutto questo comunque in linea molto generale. Ogni bebè infatti ha un ritmo nutrizionale tutto suo. A volte poi le poppate non sono tutte uguali: anche noi del resto a cena potremmo non aver fame come a pranzo o a colazione.

Il dubbio di ogni mamma: il latte è sufficiente?

Formule o non formule ogni mamma costretta all’uso del tiralatte sarà sempre portata a chiedersi se effettivamente la porzione di latte conservata per il suo pargolo sia sufficiente a sfamarlo. Partiamo dal presupposto che tutti i bebè sanno autoregolare alla perfezione le quantità di cibo da introdurre in corpo. Le mamme però sono comunque le mamme e si preoccupano costantemente che qualcosa possa non andare per il verso giusto. Per fortuna però esistono dei segnali inequivocabili utili ad indicare che il bimbo mangi a sufficienza:

  • il ritmo di crescita. Il peso di un bimbo correttamente nutrito aumenta di 140/200 grammi a settimana
  • la distanza tra le poppate. Un bebè che si nutra a dovere necessita di una poppata ogni 3 o 4 ore
  • la pennichella. Subito dopo aver mangiato a sazietà il piccolo tende a rilassarsi e, nei casi più fortunati, ad addormentarsi
  • i pannolini. Un neonato ben nutrito bagna come minimo 5 pannolini al giorno. Le sue urine saranno sempre tendenti al giallo chiaro

In ogni caso poi un pargolo sano che non abbia problemi alimentari ha sempre un buon tono muscolare, è capace di reagire prontamente ad ogni tipo di stimolo e dimostra di essere sufficientemente attivo. Anche la scarsa alimentazione comunque si palesa mostrando segnali abbastanza evidenti:

  • le feci. Un neonato malnutrito sporca il pannolino meno di 3/5 volte al giorno durante il primo mese della sua vita e produce feci scure
  • la tendenza a dormire. I bambini malnutriti, se avvicinati al seno, tendono ad addormentarsi
  • l’atteggiamento nervoso. I pargoli che non mangiano a sufficienza sono spesso nervosi e refrattari al sonno
  • il seno della mamma. Il seno di mamma, anche dopo una poppata apparentemente molto lunga, rimane duro

Al verificarsi di due dei suddetti segnali negativi diventa necessario chiedere aiuto al pediatra o all’ostetrica. Molte volte in questi casi il piccolino ha qualche problema di suzione, altre volte invece è la mamma che, ancora un po’ stressata e frastornata, crea involontariamente dei disguidi al bambino.

Suggerimenti utili all’uso corretto del tiralatte

Come si usa il tiralatte? Come evitare una scarsa lattazione? Basterà mettere in pratica pochi e semplici accorgimenti:

  • creare un ambiente sereno. Una delle primissime cose da fare quando si usa il tiralatte è farlo in un luogo familiare, sereno, sicuro e confortevole. In queste circostanze infatti il corpo secerne ossitocina, un ormone necessario alla lattazione
  • i tempi giusti. Sarà sempre necessario utilizzare il tiralatte per una quindicina di minuti abbondanti, almeno la prima volta. L’operazione va ripetuta con regolarità soprattutto in caso di scarsa lattazione
  • scegliere un tiralatte adeguato. Quando si acquista un tiralatte con coppa è necessario scegliere uno strumento della misura giusta. Diversamente infatti si rischierebbe di non riuscire a tirare il latte o di farsi male
  • il momento giusto. Sarebbe bene individuare il momento in cui il corpo produce più latte. In molti casi questo arriva a circa un’ora dalla fine della poppata, in altri quando il piccolo è attaccato al seno

Non c’è motivo di avere paura

Tra il primo ed il secondo mese di vita del bebè nel corpo della mamma agisce la prolattina, un ormone che induce la lattazione. Trascorso questo lasso di tempo, saranno i ritmi di suzione del bambino ad influire sulla produttività della neomamma. In poche parole, in presenza di un bebè mangione, la donna tenderà a produrre più latte. Stesso discorso vale per il tiralatte: più si usa e più stimola la lattazione.

Perché mamma e bebè traggano beneficio dall’utilizzo di questo strumento è però necessario vivere il momento dell’estrazione con serenità. La donna in particolare non dovrebbe cader vittima dell’effetto straniante che produce l’uso del tiralatte, ma pensare che quella strana pratica permetterà al bimbo di crescere bene, allattandolo comunque con latte materno anche se non direttamente al seno.

Marco Scioni

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Sono Marco Scioni, titolare e responsabile del sito prezzoerecensione.it. Sono un editore e autore specializzato in recensioni di prodotti di largo consumo con oltre 15 anni di esperienza. Scrivo guide consigliando gli utenti a scegliere i migliori prodotti in commercio. Testo personalmente numerosi articoli per la casa, cucina, giardino, infanzia, hobby, bricolage e realizzo recensioni obiettive, specificando i pro e contro di ogni prodotto.