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Migliori tritatutto elettrici 2022: recensioni e opinioni

Il tritatutto è un piccolo elettrodomestico a dir poco necessario per chi, giorno dopo giorno, provvede ai pasti familiari. Semplice da utilizzare, veloce da montare e smontare, pratico e compatto, esso garantisce agli utenti la possibilità di ridurre sensibilmente i tempi di preparazione delle pietanze.

Certo, volendo andare in un negozio dedicato (o perché no, accedendo ad un buon sito di e-commerce) si resterebbe un po’ turbati dalla varietà di soluzioni tra cui è ormai possibile scegliere: i progettisti sembrano proprio essersi sbizzarriti! Ecco perché prima di fare qualsiasi acquisto è necessario documentarsi bene. Come? Magari leggendo questa breve guida…

Migliori tritatutto elettrici 2022: prezzi, recensioni, opinioni, consigli utili

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Il tritatutto: la scelta migliore

Non tutti sono degli esperti di cucina e dintorni e non tutti sanno scegliere al meglio gli elettrodomestici di casa. Ciò vale anche quando ci si appresta ad acquistare un tritatutto, insomma: quali caratteristiche ricercare in questo oggetto? Eccole:

Blocco lame

Il blocco lame, non è difficile intuirlo, ha una grossa importanza nell’economia del funzionamento di un tritatutto. All’atto dell’acquisto sarà quindi necessario appurare innanzitutto quale sia il livello di affilatura delle lame.

Chiaramente da questa caratteristica dipenderà la capacità dell’oggetto in esame di trattare un numero maggiore di alimenti oltre che di ridurre gli stessi in pezzi talmente piccoli da poter ottenere un buon trito.

Importante è anche verificare in quale quantità le lame siano presenti all’interno del sistema. Sul mercato attualmente possiamo trovare dei prodotti a doppia lama, sicuramente i più diffusi, ma anche modelli di tritatutto pensati per avvalersi del lavoro di 4 o persino 6 lame.

Ovvio è che una presenza massiccia di queste ultime garantisce in una certa misura un’azione più rapida ed una resa migliore. Non è raro insomma che un prodotto a due lame riesca a tritare tuttalpiù dei vegetali mentre un sei lame lavori egregiamente anche sulla carne o su ortaggi particolarmente duri.

Il suggerimento quindi è quello di orientarsi sempre su un articolo che consti di un blocco lame ben nutrito, la cui affilatura sia stata eseguita a regola d’arte ed i cui materiali di realizzo (approfondiremo in seguito anche questo aspetto del problema) siano in grado di mantenere la molatura per un lungo periodo di tempo

Wattaggio

Il wattaggio di un elettrodomestico, grande o piccolo che esso sia, rappresenta senza dubbio un parametro di discreto interesse per chi acquista. Dalla potenza della macchina del resto non dipendono soltanto i consumi in senso stretto, ma anche la funzionalità del prodotto.

Nel caso del tritatutto infatti a questa informazione si legano le valutazioni circa la versatilità dell’apparecchio, la velocità d’azione, la presenza o meno di un certo numero di funzioni accessorie nonché i tempi massimi di utilizzo. Ma andiamo con ordine.

Per quanto riguarda la versatilità del prodotto, ossia la capacità di lavorare su un numero più o meno alto di ingredienti senza surriscaldarsi e fondere, abbiamo molto da dire. Inutile precisare che da questo particolare dipende la generale soddisfazione dell’utente.

Specifichiamo così che sul mercato esistono apparecchi la cui potenza si aggira sui 100-120W ed altri che sfiorano il tetto massimo di 1000W. Ora: chiaro è che se tuttalpiù dovessimo usare la macchina per preparare il trito del soffritto un apparecchio a bassa potenza potrebbe brillantemente soddisfare le nostre esigenze.

Chi invece necessita di questo elettrodomestico per delle preparazioni a più ampio respiro farebbe meglio ad orientarsi su modelli più prestazionali. In poche parole insomma, dato che a performances migliori corrispondono consumi e prezzi più elevati è bene scegliere il proprio tritatutto guardando ai bisogni ed alle esigenze individuali.

Passiamo adesso alla velocità di lavorazione. Non sono pochi i prodotti immessi sul mercato che consentono all’utente di modulare la potenza dell’elettrodomestico in relazione ai bisogni del momento.

Questo significa che nel caso del tritatutto, la macchina agirà lavorando a velocità più o meno sostenute a seconda del tipo di preparazione desiderata. Tale caratteristica può rivelarsi davvero molto utile in cucina. Purtroppo però la funzione è presente soltanto nei prodotti dotati di motore più potente.

In ogni caso, dato che dietro ai fornelli si può improvvisamente palesare qualsiasi necessità, il suggerimento è quello di propendere sempre per un articolo che garantisca come minimo la possibilità di scegliere tra due diversi livelli di velocità.

Per quanto riguarda le funzioni accessorie dobbiamo parlare soprattutto dell’opzione tritaghiaccio. Questo programma è presente, ancora una volta, soprattutto nei modelli il cui motore è particolarmente potente. Si tratta di un optional abbastanza utile, soprattutto in estate.

Attenzione però ad un piccolo particolare: utilizzare spesso questa funzione significa compromettere velocemente le lame dell’apparecchio. Inoltre, soprattutto se il recipiente contenitore non è in vetro, si consiglia di desistere.

Se insomma l’utente sa già a priori che avrà spesso necessità di lavorare del ghiaccio, il suggerimento è quello di non orientarsi su un tritatutto, ma su un robot da cucina ben accessoriato. Passiamo infine ai rischi di surriscaldamento.

Dalle qualità e dalla potenza del motore dipendono anche parametri di valutazione spesso poco considerati quali ad esempio i tempi di utilizzo concessi prima di rischiare che qualcosa si danneggi seriamente.

Stabilire quanti minuti un elettrodomestico del genere possa rimanere in funzione però non è semplice. Bisogna infatti tener conto del wattaggio, ma anche degli alimenti che si intende trattare nonché delle caratteristiche del blocco lame.

In linea di massima si consideri che prodotti peggio accessoriati chiamati a lavorare su alimenti particolarmente duri andrebbero spenti ed accesi più e più volte per evitare guasti al motore.

Di contro, elettrodomestici molto potenti non necessitano (almeno non sempre) di queste precauzioni, ma possono surriscaldare gli alimenti o ridurli in poltiglia anche quando la ricetta seguita non lo richiede rivelandosi quindi inadeguati.

Anche sotto questo punto di vista perciò vale il suggerimento di rapportare le caratteristiche dell’elettrodomestico alle proprie abitudini ed esigenze.

Contenitore

Come abbiamo già anticipato, anche le caratteristiche del contenitore hanno una certa importanza. Abbiamo detto ad esempio che per poter di tanto in tanto lavorare il ghiaccio il serbatoio dovrebbe essere realizzato in vetro piuttosto che in plastica.

Da tenere in considerazione comunque è anche la capienza del recipiente: pure in questo caso sarà però necessario valutare le proprie necessità. Chiaro è insomma che se si dovrà al massimo realizzare il trito per soffritto di cui sopra il contenitore non dovrà avere necessariamente una capacità esagerata, se invece si lavorerà sulle carni o su volumi notevoli i bisogni saranno diversi.

Gli alimenti inseriti tra l’altro, in funzione della capienza del serbatoio, potranno essere affettati o ridotti a tocchetti più o meno grossolani, cosa che in qualche modo influisce sul tempo perso per la preparazione.

Sul mercato sono ad oggi presenti prodotti il cui range di capienza oscilla tra gli 0,2 litri ed 1,5 litri: a voi la scelta. Un altro elemento da tenere in considerazione è la trasparenza del contenitore.

Optare per qualcosa che non sia opaca rappresenta sicuramente la soluzione ottimale dato che permette di controllare assiduamente la propria lavorazione senza perdersi in fastidiosi smontaggi e montaggi del tritatutto.

Utile è infine la presenza sul contenitore di una scala graduata che possa agevolare e sveltire le preparazioni.

Accessori

Il tritatutto è sicuramente uno degli elettrodomestici più semplici in assoluto da adoperare. Per rendere il suo impiego ancora più pratico però i progettisti hanno ideato alcuni utili accessori, primo tra tutti il coperchio del contenitore.

Si tratta di un tappo, a dire il vero non sempre incluso nel package, che permette di conservare il proprio trito in frigo per un certo lasso di tempo o di lasciare alcuni ingredienti a riposo prima di utilizzarli.

Il tutto sporcando il meno possibile e rendendo quindi la vita dell’utente un po’ meno complicata. Tra gli accessori utili citiamo anche il cavo ed il vano in cui riporlo. Il filo elettrico nel caso di questo macchinario ha spesso dimensioni abbastanza contenute (l’ideale sarebbe optare per un metro o poco più).

Tuttavia quando l’elettrodomestico viene riposto all’interno dei pensili della cucina il cavo può rappresentare un problema: ingombra o non consente di mantenere l’ordine all’interno degli sportelli, oppure ancora, può danneggiarsi perché mal riposto.

Ecco per quale motivo suggeriamo di optare sempre per un prodotto dotato di vano avvolgicavo, ossia di uno scomparto in cui riporre il filo debitamente arrotolato. Un altro accessorio valido è il disco emulsionante che permette di ottenere preparazioni diverse dai triti (ad esempio la maionese).

Esso va normalmente sostituito alle lame. Impossibile è infine pensare di acquistare un tritatutto sprovvisto di piedini antiscivolo: si rischierebbe di far cadere il robot, di rovinare quanto preparato e di passare del tempo prezioso a rimuovere dal circondario schizzi e residui alimentari.

I prodotti migliori, oltre che di piedini antiscivolo, constano di guarnizioni in gomma. Entrambi questi accorgimenti permettono al sistema di assorbire tutte le vibrazioni prodotte e quindi di stabilizzarlo riducendo sensibilmente i rischi di cui sopra…

Facilità di manutenzione

Quando si parla di elettrodomestici la corretta manutenzione passa soprattutto per una buona igiene del prodotto. Questo significa che esso dovrà essere ripulito dopo ogni utilizzo, ma anche che tale operazione non deve essere tanto faticosa e noiosa da scoraggiare l’utente medio ad azionare il suo tritatutto.

A questo scopo è bene valutare la facilità di montaggio e smontaggio del sistema e la possibilità di riporre le parti mobili in lavastoviglie.

Tipologia

Un altro elemento da stimare quando si acquista un tritatutto è la tipologia d’appartenenza. Attualmente infatti sul mercato esistono due grandi categorie di prodotti: le varianti classiche e quelle a bicchiere.

Nel primo caso il serbatoio di cui abbiamo diffusamente parlato nei punti precedenti è assemblato su un corpo macchina fisso e normalmente ha la forma di una vaschetta.

Le lame lavorano quindi su un’area maggiore e gli ingredienti vengono meglio distribuiti all’interno del contenitore. Il problema però risiede nel fatto che le preparazioni che tendono a raddoppiare il loro volume, un esempio potrebbe essere la panna montata, in qualche modo riescono peggio.

Tra l’altro questa variante consta spesso di un motore particolarmente potente ed ha quindi un design imponente tanto a livello di ingombro quanto a livello di peso. Ciò ovviamente rende un po’ più difficile conservare l’apparecchio negli sportelli.

I tritatutto a bicchiere invece si distinguono per la forma allungata del contenitore e consentono all’utente di riporre al loro interno anche cibi molto ingombranti, come per esempio i gambi di sedano, senza doverli preventivamente affettare o comunque riducendo parecchio la mole di tagli richiesti.

Tuttavia le prestazioni di questi oggetti sono spesso inferiori rispetto a quelle garantite dalla variante classica: i triti risultano infatti, ovviamente in funzione dei casi, meno raffinati. C’è da dire inoltre che questa tipologia di tritatutto è frequentemente dotata di motori poco potenti.

Non è possibile comunque affermare che una variante sia migliore dell’altra: anche in questo caso quindi si deciderà sulla scorta della valutazione delle abitudini e delle esigenze individuali.

Materiali impiegati

I materiali utilizzati per la realizzazione del contenitore sono il vetro o la plastica. Nel primo caso saremo dinnanzi ad una soluzione elegante ma pesante, altamente prestazionale ma a rischio rottura, più salutare ma anche più costosa. La plastica è invece pratica ed economica, meno soggetta a danni, ma facilmente deperibile oltre che potenzialmente dannosa se non BPA free.

Il corpo macchina invece non potrà che essere costruito in plastica rigida, mentre le lame saranno realizzate in acciaio inossidabile dato che questo materiale assicura una certa resistenza, la possibilità di mantenere a lungo l’affilatura e la refrattarietà alla ruggine.