Vaporiere a gas ed elettriche

Vaporiere a gas ed elettriche

E’ idea abbastanza diffusa che chi segue una dieta sana finisca prima o poi per rinunciare ai piaceri del palato; niente di più sbagliato! Basta avere in casa una vaporiera ( a gas o elettrica ) infatti per poter cucinare di tutto in maniera più salutare, priva cioè di grassi di cottura e ricchissima invece di sostanze nutritive, senza per questo dover necessariamente sacrificare il gusto alla linea.

Tale oggetto, sempre più conosciuto e apprezzato tra gli utenti di tutte le latitudini, sta lentamente conquistando il mercato degli elettrodomestici ed, è evidente, un motivo dovrà pur esserci. Nelle prossime righe allora si tenterà di trattare la questione in maniera esaustiva e di dare qualche suggerimento a chi legge per scegliere la vaporiera più adatta alle proprie necessità.

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Vaporiera a gas o elettrica: perché acquistarne una?

La vaporiera, si è già accennato nelle righe precedenti, consente agli utenti di cucinare in maniera leggera e salutare, cosa che di per sé basterebbe a fornire una ragione valida per acquistarne una. Ma non finisce qui. A differenza di altre tecniche di preparazione degli alimenti, bollitura compresa, la cottura al vapore non altera il sapore di pietanze ed ingredienti, che mantengono invece un gusto naturale in grado di soddisfare pienamente il palato e sicuramente meglio tollerato dall’organismo. Ma non è ancora tutto.

Quando si utilizza questo genere di elettrodomestico, diversamente da quanto accade quando si adoperano pentole e padelle, gli aromi non sono poi così indispensabili: una buona notizia quindi per intolleranti, allergici o semplicemente per coloro i quali non amano una cucina troppo elaborata!

Meglio bollire o cuocere al vapore?

Diventa a questo punto fondamentale operare una piccola distinzione tra due tecniche di preparazione degli alimenti che molti ritengono affini se non addirittura uguali: la bollitura e la cottura al vapore. La prima, è quasi superfluo specificarlo, consiste nel cuocere una qualsiasi pietanza immergendola direttamente in una pentola ricolma di acqua bollente. L’esempio più classico è forse quello della pasta.

Il principio di funzionamento sfruttato dalla vaporiera è abbastanza diverso: i cibi, una grandissima varietà di cibi, restano in un contenitore del tutto vuoto in cui, poco alla volta, entra del vapore che finisce per cuocerli. Quest’ultimo metodo, oltre a tutti i vantaggi di cui sopra, presenta il grande privilegio di non aggredire la struttura organolettica degli alimenti i quali mantengono pressoché inalterate le quantità di vitamine nonché di sali minerali che normalmente contengono.

E’ opinione diffusa poi che tutte le pietanze normalmente cucinate con il metodo della bollitura possano anche essere cotte all’interno della vaporiera. Questa notizia è vera soltanto in parte dato che le verdure a foglia verde e le uova, ad esempio, finiscono rispettivamente per perdere sapore e cuocere in tempi lunghissimi, peraltro inutilmente dato che le sostanze nutritive di quest’ultimo restano comunque ingabbiate nel guscio.

In sostanza quindi l’uso delle vaporiere è raccomandato soprattutto quando si ha intenzione di preparare dei manicaretti a base di pesce, carne, riso, pasta e molti tipi di verdura (piselli, fagiolini, carote e così via).

Le tipologie in commercio

Non tutte le vaporiere sono uguali: questo è poco, ma è sicuro. Evitando di scendere troppo nei dettagli, si potrebbe genericamente affermare che ne esistono due grandi famiglie: la prima comprende tutti gli elettrodomestici alimentati da corrente elettrica, la seconda i prodotti funzionanti grazie all’impiego di gas.

A voler essere pignoli però sarebbe anche il caso di sottolineare che alla fin fine tra questi oggetti non ci sono poi molte differenze: la resa, in termini di sapore e salubrità dei cibi, è pressoché identica, così come il principio di funzionamento che, innescato dall’una o dall’altra fonte energetica, mette comunque in moto un meccanismo per il quale l’acqua contenuta all’interno di un serbatoio si riscalda sino a trasformarsi in vapore, vapore che, passando tra i cestelli del dispositivo opportunamente forati, cuoce dolcemente i cibi qui contenuti.

Per approfondire ulteriormente l’argomento, si potrebbe sottolineare che i recipienti in questione possono essere realizzati in metallo (acciaio inossidabile su tutti), vetro (pyrex), plastica o bambù (quest’ultimo materiale è indicativo non soltanto dell’origine chiaramente orientale di tale metodologia di cottura, ma anche della sua effettiva antichità. Gli alimenti cotti al vapore infatti fanno parte in Cina, in Giappone ed in molti altri paesi asiatici di una più che consolidata tradizione culinaria).

La base dell’elettrodomestico invece deve chiaramente essere realizzata in materiali pesanti ed ignifughi. Le scelte più gettonate in tal senso sono la ceramica ed il metallo. In ultimo, le vaporiere constano anche di un piccolo coperchio utile non soltanto ad evitare fastidiose fuoriuscite di alimenti, ma anche ad inglobare il vapore all’interno dell’elettrodomestico, facendo sì che esso ricircoli sino all’ottenimento del giusto grado di cottura.

Ma si era parlato anche di qualche piccola differenza tra le due tipologie di prodotto; vediamo di approfondire quindi anche questo aspetto della questione. Le più importanti divergenze riguardano il numero di cestelli (uno solo nei dispositivi a gas, qualcuno in più nei modelli elettrici), il timer (presente nelle varianti elettriche e non in quelle a gas), la presenza di blocco di sicurezza (caratteristica tipica delle vaporiere elettriche ma non di quelle a gas che, se non controllate di continuo, rischiano di rimanere attive anche se ormai completamente senz’acqua) e la possibilità di cuocere anche cibi, quali ad esempio il riso, che richiedono una procedura di preparazione a sé stante nonché generici alimenti liquidi (niente di tutto ciò è fattibile con una vaporiera a gas; se si è interessati a tali opzioni bisogna a priori orientarsi sull’acquisto di un dispositivo alimentato da corrente elettrica).

Il consiglio quindi, se si vuole avere a propria disposizione un prodotto completo ed altamente performante è quello di acquistare una vaporiera elettrica. Se invece si desiderasse risparmiare qualcosa sulla bolletta o rimanere fedeli alla tradizione, sarebbe il caso di orientarsi su modelli a gas o, ancora meglio, su quelli aventi cestelli in bambù.

Come usare la vaporiera: suggerimenti pratici

Si parta dal presupposto che ovviamente non esiste un unico modello di vaporiera e che quindi, tra un prodotto e l’altro, potrebbero esserci delle minime differenze di impiego di cui è chiaramente compito dell’utente verificare l’esistenza. E’ comunque possibile comunicare a chi legge delle istruzioni generiche in merito alle modalità di utilizzo dell’articolo in esame. Nel dettaglio è bene sapere che, soprattutto se la vaporiera è alimentata da corrente elettrica, è fondamentale studiare con attenzione il manuale delle istruzioni per l’uso.

Grazie a questo opuscoletto sarà infatti possibile appurare che le minime differenze di cui sopra non riguardino l’apparecchio in uso, oppure ancora quali sono le procedure da seguire perché la vaporiera, in caso di malfunzionamento, possa essere sostituita o riparata dal rivenditore non perdendo quindi la sua garanzia. Infine il libriccino in questione presenterà sicuramente anche un’utile spiegazione dei simboli presenti sull’elettrodomestico, qualche indicazione di massima circa l’opportunità di impiegare un programma piuttosto che un altro per cuocere determinati cibi e come selezionare le funzioni di interesse sul display o sulla rotella del timer.

Fatto ciò, è bene scegliere un posto in cui piazzare la vaporiera. Si raccomanda di optare sempre per un piano d’appoggio che non presenti dislivelli: l’acqua infatti, in caso contrario, tenderebbe ad uscire dal serbatoio rovinando le pietanze e persino l’elettrodomestico (per non parlare di quello che potrebbe succedere in giro per casa…).

In più si tenga presente che, quanto meno nel momento in cui la vaporiera sarà in funzione, l’ideale sarebbe lasciarla lavorare sotto la cappa accesa della cucina di modo che i fumi del vapore possano essere assorbiti da quest’ultima. Importantissimo è poi non collocare l’oggetto in uso sotto dei mobili in legno: potrebbero infatti rovinarsi a seguito dell’umidità creatasi nell’aria.

Le raccomandazioni, semplici ma fondamentali da seguire, non sono ancora finite. E’ bene ricordarsi ad esempio di lasciare sempre i cestelli mezzi vuoti: riempirli eccessivamente infatti significherebbe cuocere male i cibi ed allungare notevolmente i tempi di preparazione. Un’altra buona abitudine, come già specificato altrove, è quella di non aggiungere mai grassi di cottura alle pietanze.

Se proprio si volesse condire il piatto in preparazione, si suggerisce di farlo subito dopo la fine del periodo di cottura aggiungendo magari dell’olio a crudo, qualche goccia di limone oppure delle spezie fresche, possibilmente appena raccolte dall’orticello di casa. Per quanto riguarda queste ultime poi è bene sapere che esistono dei modelli di vaporiere dotate di piccoli diffusori per aromi che entrano in funzione mentre il dispositivo è in uso conferendo agli alimenti un sapore ancora più piacevole e sofisticato.

In ultimo si ritiene utile sottolineare che questo genere di elettrodomestico, se mal utilizzato, può essere potenzialmente pericoloso: i fumi caldi da esso generati, così come le ciotole in cui sono stati cotti gli alimenti, raggiungono infatti altissime temperature ed è quindi fondamentale indossare sempre dei guanti da cucina quando si tocca il coperchio o il cestello della vaporiera.

Quanto tempo occorre per cuocere gli alimenti?

La cottura degli alimenti per mezzo di una vaporiera richiede ovviamente tempi variabili. Ciascun tipo di cibo infatti, esattamente come avviene quando si lessa, si frigge o si inforna qualcosa, può cuocere di più o di meno in funzione del tipo di consistenza posseduto dagli ingredienti di partenza e di quella desiderata, dei gusti personali e quant’altro.

In maniera del tutto indicativa è possibile quindi affermare che per un piatto molto semplice e già di per sé non necessitante di lunghi periodi di cottura, poniamo il caso del filetto di pesce, possono bastare una decina di minuti. Se invece si desidera preparare dei tocchetti di patate al vapore, tenendo conto che il tubero in questione è spesso duro e farinoso, saranno indispensabili dai 30 ai 40 minuti per sperare di ottenere un buon risultato.

Dato che comunque non è qui possibile dilungarsi sui tempi di cottura dei singoli alimenti, si tenga presente una norma generica utile a prendere confidenza con le tempistiche di una normale vaporiera: solitamente il lasso temporale necessario a preparare un qualsiasi piatto è pari a quello richiesto per una bollitura o superiore al massimo di una decina di minuti (eventualità quest’ultima molto più frequente).

Manutenzione della vaporiera

La vaporiera, così come la maggior parte degli elettrodomestici che popolano le cucine degli utenti, necessita per poter funzionare al meglio e per lunghi periodi di tempo di qualche piccolo accorgimento.

Prima cosa da fare in tal senso è curarne al meglio la pulizia: essa infatti andrebbe lavata sempre il prima possibile avendo premura di rimuovere grasso ed incrostazioni in maniera ottimale. Qualora non fosse possibile provvedere immediatamente in tal senso si abbia almeno l’accortezza di lasciare i cestelli in ammollo (è forse superfluo specificarlo, ma prevenire è meglio che curare: essi, insieme al serbatoio in cui viene introdotta l’acqua, sono gli unici accessori della vaporiera a poter essere lavati grazie all’uso di un panno umido o smontando le parti per poi procedere manualmente o in lavastoviglie.

Quest’ultima opzione va comunque sempre verificata sul libretto delle istruzioni). Periodicamente infine, dato che l’acqua utilizzata per la cottura degli alimenti o per la pulizia del dispositivo potrebbe contenere quantitativi abbastanza alti di calcio, sarebbe bene eseguire dei lavaggi a base di aceto, utili ad eliminare eventuali formazioni calcaree.

Le caratteristiche che fanno lievitare il prezzo

Il costo di una vaporiera può variare parecchio da un modello all’altro. Quando l’utente comune si trova nella necessità di comprare un simile apparecchio, riesce a giustificare tali gap guardando alla marca, al modello o alla data di immissione sul mercato dei prodotti tenuti in considerazione. In genere però la differenza di prezzo tra un prodotto e l’altro può essere determinata anche da altre motivazioni, prima tra tutte le caratteristiche tecniche dell’oggetto in questione. Ecco quali sono allora le qualità in tal senso più rilevanti:

  • Potenza: chiaramente maggiore sarà la potenza della vaporiera e più velocemente l’oggetto sarà in grado di compiere il suo dovere. Dato che al giorno d’oggi tutti vanno sempre di fretta, un wattaggio più alto è in qualche modo un lusso che, all’atto dell’acquisto, incide parecchio sul prezzo finale dell’elettrodomestico.
  • Funzioni: un conto è acquistare una vaporiera dotata al massimo di un timer che indichi la fine dei lavori, ed un conto è acquistare un dispositivo capace di regolare i livelli dell’acqua o di tenere in caldo ciò che si cucina. Anche questi lussi si pagano!
  • Display: non tutte le vaporiere lo hanno, ma quelle che ne sono dotate costano inevitabilmente di più. Il display infatti costituisce una bella comodità!.
  • Materiali: tralasciando il problema del materiale utilizzato per costruire la base (ceramica, metallo o PVC come specificato sopra) è importante accertarsi che i cestelli e gli ingranaggi soggetti a sopportare il passaggio del vapore acqueo siano costruiti con materiali BPA free, ossia plastiche che al contatto con il calore non rilascino nei cibi delle sostanze dannose o cancerogene, per l’appunto i BPA.
  • Capacità: quanti cestelli ci saranno in dotazione? Quanto saranno capienti? Anche questo incide notevolmente sul prezzo!
  • Accessori: quanta roba extra è contenuta nel package? Nemmeno a dirlo: anche questi dettagli concorrono a determinare il prezzo della vaporiera…

Alla luce di questi elementi quindi, più o meno presenti nel modello che si sceglierà di acquistare, si può affermare che una vaporiera ha in genere un costo compreso tra le 30 e le 150 euro. Tale gap, davvero consistente, è però adesso giustificabile…

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